Paleontologia malacologica dei terreni terziarii del distretto di Messina

"Estratto dal Volume I. delle Memorie della Societá italiana di scienze naturali." Errata e corrige Includes bibliographical references extracted p...

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ESTRATTO DAL

I.

VOLUME DELLE MEMORIE DELLA

SOCIETÀ ITALIANA DI SCIENZE NATURALI

PALEONTOLOGIA MALACOLOGICA DEI TERRENI TERZIARII DEL DISTRETTO DI MESSINA PER Chi

GIUSEPPE SEQUENZA PROFESSORE REGGENTE DI STORIA NATURALE NEL LICEO MAUROLICO DI MERCEOLOGIA NELL'ISTITUTO TECNICO DI MESSINA CORRISPONDENTE DELL' I. R. ISTITUTO GEOLOGICO DI VIENNA MEMBRO DELLA SOCIETÀ' GEOLOGICA DI FRANCIA SOCIO EFFETTIVO DELLA SOCIETÀ' ITALIANA DI SCIENZE NATURALI

SOCIO CORRISPONDENTE DELL'ACCADEMIA DEI GEORGOFILI DI FIRENZE

DELLA COMMISSIONE DI AGRICOLTURA E PASTORIZIA DI SICILIA DELL'ACCADEMIA GIOENIA DI CATANIA DEL GABINETTO LETTERARIO DI STORIA NATURALE DI SIRACUSA E Di MOLTE ALTRE SOCIETÀ' SCIENTIFICHE

CON OTTO TAVOLE

MILANO

i

COI TIPI DI GIUSEPPE BERNARDONI

1865

~*^

,

SCRITTI E LAVORI DIVERSI PUBBLICATI DA

1856. Dell' arsenico peloritano,



nei prodotti vulcanici delle

Anno

III

,

fase.

Isole

SEMENZA.

C.

In 8.°, di

Eolie.

pag. 8. Messina, Eco

7.

Ricerche mineralogiche sui filoni metalliferi di Fiumedinisi

e

suoi dintorni. In 8.°,

di

pag. 70. Messina.

1857. Ricerche

botaniche. Indicazioni di alcune piante che

accennati nella Flora sicula del peloritano,



La

Anno

eh. sig-

crescono in luoghi per esse

G. Glissane, ecc. In 8, di

IV, fase. 3.

fenomeno teratologico comunissimo nella Brassica

Chlorantia,

Anno IV,

pag. 6. Messina, Eco peloritano,

Studio chimico di un'acqua sulfurea di Messina. In

Anno



II,

num.

8.°, di

Anno

il, niim. 5.

La

pag. 12. Palermo,

Del genere Verticoi'dia Wood. Breve monografìa delle specie

Favilla,

Anno V,

H

fase.

fossili

di Sicilia. In

8.°, di

e 12.

Del terreno miocenico osservato sui versanti della Caldua peloritana. Messina.

1859. Intorno ad

un nuora genere di Foraminiferi

Disquisizioni paleontologiche. In

Anno V, 1860.

8.°, di

9.

pag. 16. Messina, Eco peloritano,



feuticulosa. In

fase. 11.

1858. Sulla nuova scoperta dell' Aftalosio di Sicilia. Palermo, La favilla,



non

pag. 4. Messina, Eco

Du

8.°, di

una

tavola. Messina,

Eco peloritano,

fase. 8.

genre Verticordia Searles Wood. In

tomo

terreno miocenico di Messina.

fossili del

pag. 15, con

8.°, di pag. 8. Parigi,

Journal de Conchyliologie

IV.

1862. Sulla formazione miocenica di Sicilia, ricerche

e

considerazioni. In 8.° grande, di pag. lo.

Messina.



Prime

ricerche intorno

Catania. In



In

Rizopodi

fossili delle

argille

pleistoceniche

dei dintorni di

Naturalisti.

di

8.°,

a

III.

pag. 22, tavole

Serie,

Volume

2.

Napoli, Annali dell'

Accademia degli Aspiranti

li.

Notizie succinte intorno alla costituzione geologica dei terreni terziarii del distretto di

Messina. In



ai

pag. 42, eon due tav. Catania, Atti dell'Accademia Gioenia, v. XVIII.

Paleontologia malacologica dei terreni terziari! del distretto di Messina. Fani. Fissurellidi.



4.°, di

4.°

Descrizione dei Messina. In

4.°

grande, di pag. 34, con un quadro. Messina.

Foraminiferi monolalamici delle marne mioceniche del distretto

di

grande, di pag. 84, con 2 tavole. Messina.

1864. Intorno alla fluorina siciliana. Nota. In

pag. 4. Milano, Alti della Società Italiana

8.°, di

di scienze naturali. Voi. V.



Disquisizioni paleontologiche intorno ai corallarii fossili delle rocce terziarie del distretto di Messina. In

4.°, di

pag.

226, con 15

delle scienze di Torino. Scric

a il.

,

tavole.

Torino, Memorie della

lì.

Accademia

Tomo XXI.

1805. Descriplion d'un Pedicularia fossile. In 8, di pag.

4,

con

tav. Parigi,

Journal de Conchy-

liologie, Voi. XIII.



Breve cenno di ricerche geognosliche ed or gonagra fiche intorno ai Urachiopodi terziarii delle rocce messinesi. In 8.°, di pag. 24. Napoli,

Naturalisti. Serie



III.»,

dell' Accademia degli

Biblioteca del naturalista siciliano redatta dal D. Francesco bibliografica. Messina, Politica



Annali

Aspiranti

Voi. V.

e

Commercio

,

Mina Palumbo. Rassegna

Anno XIII, num.

91.

Paleontologia malacologica delle rocce terziarie del distretto di Messina. Classe Urachiopodi. In 4.°, con 8 tav. Milano,

Memorie

della Società Italiana di scienze naturali.

ESTRATTO DAL VOLUME

I

DELLE MEMORIE

DELLA

SOCIETÀ ITALIANA DI SCIENZE NATURALI

PALEONTOLOGIA MALACOLOGICA DEI TERRENI TERZIARII DEL DISTRETTO DI MESSINA PER

GIUSEPPE SEQUENZA PROFESSORE REGGENTE DI STORIA NATURALE NEL LICEO MAUROLICO

MERCEOLOGIA NELL'ISTITUTO TECNICO DI MESSINA CORRISPONDENTE DELL' I. R. ISTITUTO GEOLOGICO DI VIENNA MEMBRO DELLA SOCIETÀ GEOLOGICA DI FRANCIA SOCIO EFFETTIVO DELLA SOCIETÀ' ITALIANA DI SCIENZE NATURALI DI

'

SOCIO CORRISPONDENTE DELL'ACCADEMIA DEI GEORGOFILI DI FIRENZE

DELLA COMMISSIONE DI AGRICOLTURA E PASTORIZIA DI SICILIA DELL'ACCADEMIA GIOENIA DI CATANIA DEL GABINETTO LETTERARIO DI STORIA NATURALE DI SIRACUSA E DI MOLTE ALTRE SOCIETÀ' SCIENTIFICHE

MILANO COI TIPI DI

GIUSEPPE BERNARDONI 1865

je:r,:r,a_t_a.

nea

corrig-e

PALEONTOLOGIA MALACOLOGIGA DELLE ROCCE TERZIARIE DEL DISTRETTO DI MESSINA Studiata

nei

suoi

rapporti

zoologici,

paleontologici

e

stratigrafici

('tasse Mtrucltiopmli

Leur valrur

est

dono

tris

grande pour

T. Davidson, Introduci, à

géologue.

le

noi. tles Brachiopodes. (Ediz.

l'hist.

francese, pag. 3.)

Les brachiopodes sont d'ime grande importance pour tologisle, ear ila sont vécu ò toutes les époques F.

Tra

gli svariati resti

strati terrestri

organici

J.

le

Tiltet, Traile de Paleontologie (T. IV, paf. -

palion-

)

che confusamente giacciono sepolti nei numerosi

a perpetui testimonii di quella serie di animali e di piante, che con

meravigliosa successione popolarono

il

nostro globo nelle varie epoche geologiche

sonvi certi gruppi che hanno attirato viemmaggiormente l'attenzione dei dotti, perla

maniera importantissima perchè sparsi in contrade esseri

,



ovvero

di loro distribuzione nei successivi

enorme quantità da

le

costituire quasi

da

rocce tutte di grandi catene di monti

soli

altri

;

che comparsi nelle prime epoche del mondo organico,

i

alcuni

terrestri:

strati

so

i

terreni di estese

perchè spettanti ad

loro generi o le loro

famiglie non figurarono più tra le popolazioni delle epoche successive; altri all'in-

contro perchè mostratisi recentemente, ben precisano cine; altri poi perchè esseri organizzati, si tal

da

modo

le loro

quale nell'indicarc

tempi

il

epoche

alla nostra

più vi-

nostro globo sin dalla prima creazione degli

sono poscia peiqietuati insino a noi, variando e permutando in

loro rapporti, numero e tutti quasi coi loro incessanti cambiamenti una storia completa, la le multiformi e successive creazioni, clic hanno rappresentato nei

forme generiche e specifiche,

costituire, direi

varii

avendo popolato

le

il

loro

i

,

la classe o la famiglia,

ci

viene quasi ad

indagare

chimici, che nell'atmosfera, nelle acque e sulla terra ferma

perturbazioni e gli sconvolgimenti

tutti

i

mutamenti

fisico-

hanno avuto luogo,

e

le

avvenuti alla superficie del globo terracqueo.

,,

—4— Tra

questi ultimi gruppi

annovera in primo rango

si

dei Brachiopodi

la classe

che rappresentata da numerose forme sin dalla prima epoca del periodo paleozoico, si

mari, dopoché successive creazioni l'hanno reso dure-

è conservata sino ai nostri

vole e multiforme attraverso la lunga serie delle epoche geologiche; e laddove ricca

numerose specie

di svariati generi e di

piazzando successivamente e

nor numero, di

une

le

si

mostrava in quelle epoche primarie

e gli altri

ma

con forme novelle,

sempre

,

rim-

mi-

in

giunta nel periodo terziario povera di forme generiche e specifiche:

è

maniera che oggi

sorprende non poco la grande disparità che osserviamo tra

ci

l'abbondevole profusione dei residui di questa classe nelle rocce paleozoiche, e la contrapposta rarità nei terreni terziarii; differenza considerevolissima, che l'accurato

esame delle

ha già tradotto

dei paleontologi

dicendo che

in risultamene numerici,

i

mari

epoche primarie alimentavano tante specie di Brachiopodi, da formare circa

30 per 100 su tutte

le specie

varie

delle

dei molluschi, e che

classi

non più

il

del

Va per 100 vivevano nei mari delle formazioni terziarie. Differenza veramente consi-

derevole, che costituisce

un

tratto caratteristico -della storia paleontologica di questa

classe.

Per

siffatta

persistenza e variabilità insieme della classe dei Palliobranchi nelle

svariate epoche geologiche, lo studio degli stato fossile,

come

che

esseri tutti

la costituiscono

sia

allo

viventi nei nostri mari, l'esame delle loro varie forme generiche

spettanti alle famiglie che

comparse nei terreni primarii non lasciarono traccia nelle

rocce delle epoche successive, la conoscenza dei generi che in questi ultimi gradata-

mente

le

rimpiazzarono, hanno interessato a ragione

quali in questi ultimi anni, convinti i

geologi ed

i

Brachiopodi negli studii stratigrafici, fecero di

,

e

paleontologi,

i

sempre più della grande importanza che hanno essi

il

subbietto d'importantissimi trovasi ormai ab-

lavori, pei quali la storia zoologica e paleontologica di tali esseri

bastanza conosciuta

i

principalmente per

le dotte

ricerche dei signori

De Buch

D"Orbigny, Hoeningnaus, Koninck, King, Owen, Suess, Deslongchamps, Carpenter, Davidson

e molti altri, dei quali

delle specie viventi, chi

nando con

,

chi studiando l'anatomia, le abitudini ed

esaminando

i

generi, e fissando con esattezza la distribu-

zione stratigrafica delle famiglie dei generi e delle specie

moderna geologia,

caratteri

la struttura delle loro conchiglie, chi determi-

precisi caratteri le specie ed

chi servizii alla

i

quale se di

la

tutti

i

determinazione cronologica dei terreni, dei Brachiopodi poiché questi, proprii dei terreni di tutte

le

fossili,

hanno reso non po-

fossili si

avvale per l'esatta

si

giova a preferènza, dap-

epoche, colle loro forme generiche e spe-

cifiche svariate, e diverse per ogni orizzonte geologico, caratterizzano meravigliosa-

mente

tutti gli strati terrestri.

Ci basta riandare rapidamente la storia paleontologica di questa classe, per essere tosto convinti dell'importanza

grandissima che

epoche del mondo animato

vedrà

marie

alle terziarie, dalla

;

si

infatti

i

Brachiopodi hanno avuto in tutte

come

zona primordiale del signor Barranole

formato una serie non mai interrotta, una catena continua,

i

ai

mari

attuali

hanno

di cui anelli multiformi

sono valsi in ogni tempo della storia del globo a rappresentare nel l'importante gruppo dei Palliobranchi.

le

questi molluschi dalle epoche pri-

mondo

zoologico

Un

non meno considerevole

si scuopre a prima giunta in questa storia ormai conosciuta abbastanza, quello cioè del grande predominio che ha avuto questa classe nelle epoche paleozoiche, e come l' importanza di tali molluschi siasi mano

altro fatto

mano scemata da quei Tra le nove famiglie

romotissimi tempi insiuo a noi.

da

in cui

classe dei Brachiopodi, otto sono feridi,

Produttidi,

i

Terebratulidi

i

i

i

concordemente vìen divisa

sei

i

pervenute insino ai nostri mari

i

Calceolidi,

prime due

le

si

epoche secondarie

serie delle

dal-

sono estinte

nel-

Devoniana,

e terziarie

sono

(1).

signor Suess, pubblicando un'edizione tedesca dell'importante opera del signor

Il

Davidson: Introduzione allo studio dei Brachiopodi viventi il

Lingulidi,

sono state largamente rappresentate sin

mondo animato,

lunga

la

sin dal periodo paleozoico, cioè: gli Spiri-

calceolidi sono restati speciali alla formazione

attraversando la

e le altre sei

paleontologi

Cranidi, gli Orbiculidi,

i

prime

l'epoca silluriana, la più antica del

l'epoca liassica, mentre

i

comparse

Rinconellidi,

delle quali le

,

tutti

e fossili,

ha presentato

seguente ragguaglio dei generi di questa classe: Secondo la classificazione del Da-

vidson essa comprende 46 generi e sottogeneri, dei quali 364 sono ormai riconosciuti nella fauna primordiale, 21 in quella silluriana, 36 nella devoniana, 19 in quella del

terreno carbonifero, 13 nel permiano; e complessivamente 33 appartengono al periodo paleozoico, 13 terziarii e

Da

si

trovano nel



ultimo

i

15 nei terreni giurassici, 13 nei cretacei, 10 sono

14 esistono ancora nella creazione attuale. il

signor

importante lavoro ci

trias,

Bromi

nella

Lethaea geognostica,

triasici se

si

sono

ne annoverano 34, 120 in

l'accolti

(

2

),

sinora gli avanzi di 1109 specie, nei

tutte le rocce giurassiche,

52 nella formazione terziaria e 60 vivono nei mari

117 nelle cretacee,

attuali.

questi comparativi risultamenti intorno alle famiglie, ai generi ed alle

Brachiopodi non può

di

più recentemente nel suo

seguenti risultati numerici per riguardo alle specie vissute in ciascun periodo

geologico: Nei terreni pealozoici

Da

e

intorno alle leggi della distribuzione dei corpi organizzati fossili

farsi

a

meno

di conchiudere,

che

siffatta classe,

specie

a simiglianza

dei Cefalopodi, ed a differenza delle altre classi di molluschi, lungi dal mostrare delle

forme generiche sempre più abbondanti e varie, col succedersi delle epoche geologiche

,

è

varie;

A

sin dai primi

tempi del mondo animato con forme numerose

che alla loro estinzione hanno dato luogo a specie meno numerose

riate,

bito

comparsa

il

qual fatto da sé solo mostra ad evidenza che

una pogressione crescente,

ma

delle specie,

meno

animali non hanno

esi-

decrescente.

questi fatti importantissimi, a queste leggi di alto

tologica dei Brachiopodi

siffatti

e

e sva-

mette in evidenza,

si

momento che

aggiunge

che questa classe ha di comune con

tutti

i

la storia paleon-

la limitazione

stratigrafica

gruppi del regno organico,

grande profusione d'individui ben conservati, dai quali ciascuna specie viene rappresentata d'ordinario nelle rocce, carattere che essa divide solamente con poche altre classi e che la rende utile ed anco importante al geologo e quell'altro privilegio della

oltre

ogni credere, potendo questi, per l'esclusivo studio dei Brachiopodi, precisare

benissimo l'età geologica di un terreno.

(1)

Vedi Pictet, Traiti de paleontologie. T. IV, p.

8.

|

(2)

Lois de la distril/ution des corps ortjanisés fossiles.

—6— Da

qualunque

sempre

adunque vien essa considerata,

lato

gran soccorso

di

compito su

sono

fossili

tali

alla stratigrafia,

e

quindi

lavori svariati che

i

mai sempre

riusciti

la classe dei Brachiopodi riesce

grande importanza agli

di

han

dotti

i

studii

stratigrafici.

Servono

di luminosi esempii le

Belgio, gli studii del D'Orbigny su tutti

Davidson

Brachiopodi

sui

grande importanza

fossili

i

ma

sempre più abbondanti che

E

Messina gran

riale alla costruzione del

benanco si

la necessità,

non solamente

spinge innanzi a gran passi, pei soc-

la paleontologia le somministra.

(0, di sforzarci

edilizio

i

Brachiopodi

fossili dei terreni ter-

anco noi ad apprestare qualche mate-

geognostico;

che la nostra contribuzione per

come

di piccola mole,

Ma

ma

siccome

nostri studii

i

l'edifizio

stratigrafico

appunto per

paesi

i

comprenderà

si

senza dubbio

sarà

pure l'importanza delle ricerche che versano sui Brachiopodi

geologi di tutti

non

quella che da terreni terziarii proviene.

certo minore di quella che i

la

ormai richiesta dai

versano né sui terreni primarii, ne tampoco sopra rocce secondarie, di leggieri

del

terreni della Francia, l'illustre opera del

nostro divisamento adunque, descrivendo

ziarii del distretto di

carboniferi

terreni

sui

dell'Inghilterra, a dimostrare

di siffatte ricerche,

progressi illimitati coi quali la stratigrafia corsi

Koninck

ricerche del

si

han potuto raccogliere

in terreni di

la rarità di questi residui nei terreni terziarii,

maggiore perseveranza,

non

terziarii,

è

dee attribuire alla grande messe di Palliobranchi, che

e studiarli

epoche anteriori. Anzi è

che bisogna ricercarli con

con accuratezza, attribuendo loro quel grande va-

lore geegnostico di cui in realtà sono dotati.

Or

tra le rocce terziarie sono quelle che spettano alle

hanno

niche, che

eppure

le

una fauna

offerto

mostrano

si

sieno

la

più povera che

mai

conosca;

si

essi

sincronici

studiati.

Esaminate

alcune di quelle rocce peloritane ed apprenderete con meraviglia

infatti

tale profusione sparse

roccia tutta, in altri strati vedrete

simo riesce

plioce-

orizzonti ( 2 ),

siffatti

ad

sotto questo rapporto le più ricche tra quanti terreni

che molte specie vi sono con

tali e

loro studio e sorprendente

il

ratezza e perseveranza fa scoprire

fatti

da costituire quasi da sé sole

la

tante forme e così svariate che importantisil

loro

esame

,

.che condotto

del più alto interesse.

con molta accu-

Per esso

si

perviene a

onora da qualche tempo

mano mano andremo pubblicando, nelle quali intendiamo descrivere solamente molluschi fossili delle rocce messinesi e non altro; in secondo luogo, quan-

sua amichevole e scientifica corrispondenza non ci esortava a descrivere, insieme ai Brachio-

podi tutti della Sicilia, dobbiamo pur confessarlo schiet-

(1) Il chiarissimo signor

leontologi per

le'

sue

torno ai Brachiopodi

Davidson, tanto noto

(lotte e coscienziose ,

che

ci

ai

pa-

ricerche in-

,

ha guari

podi messinesi, quelli che trovatisi in tutti terziarii dell'Isola; noi nell'ofi'rire

ringraziamenti gli e

per

al

le dotte

onde aiutarci nel

una

in

serie di

terreni

conoscenze partecipateci sovente, lavoro che imprendiamo a

difficile

esserci impossibile di

dappoiché

i

pubblico tributo di

nostro dotto amico, pei savii consi-

pubblicare presentemente

d'

Brachiopodi

rocce messinesi, ormai ripartite senza dubbio di sorta tra

si

di

di

epoche mioceniche e

,

ci

duole dover manifestare

appagare

primo luogo monografie

il

,

i

suoi buoni desiderii,

presente lavoro fa parte

che abbiamo promesso e

che

i

d'anche avessimo voluto riunire a questi tamente, che bile,

al

presente

ci

Brachio-

sarebbe riuscito impossi-

essendo pur troppo limitate

biamo

i

le ricerche

fatto in altri punti dell'isola,

che ab-

e quindi pochi

materiali sinora raccolti; pur nondimeno è nostro

i

di-

visamento pubblicare separatamente quanto abbiamo sinora osservato, e quindi più tardi ciò che

andremo

studiando. (2)

Vedi G. Sequenza, Notizie

succinti: intorno alla

costituzione delle rocce terziarie del distretto di Messina.

—7— conoscere come, sotto forme esteriori molto somiglianti, esistono specie diversissime, caratterizzate con precisione

apparecchi apofisarii, e ne sono insigni

dagl'interni

Terebratula grandis e la T. ampulla;

Waldeimia peloritana Seg. e la Terebratella septata Phil. la Waldeimia euthyra Phil. e la W. Davidsoniana Seg.; si riconoscono inoltre nel medesimo strato, accanto ad alcune specie tuttavia viventi esempi

la

la

;

nei nostri mari, molte altre estinte; così la Terebratula vitrea Lk.

caput-serpentis Lk.

Megerlia (rancata L.

la

,

Argiope decollata L.

ecc.

,

,

la

Terebratulina

la Morrisia anomioides Scacchi, la mostrano esser vissuti in sul finire dell'epoca miocenica ,

insieme alla Terebratula ampulla Brocc, alla T. sinuosa Brocc, alla T. sphenoidea Phil., alla T.

Michelottiana Seg., alla T. orbiculata Seg., alla T. Meneg hiniana Seg.,

Waldeimia peloritana Seg.,

alla

alla

W. euthyra

Phil., alla Terebratella septata

Phil., ecc., ecc. Si riconosce inoltre, dallo studio comparativo dei varii strati,

come

quest'ultime specie estinte gradatamente, sono scomparse a poco a poco dagli strati successivi, mentrechè le

prime attraversando

i

mari pliocenici

e pleistocenici

sono

vissute insino all'epoca attuale.

Vogliamo sperare quindi che questo

lavoro,

quantunque

sia limitato nel

ristretto

cerchio delle rocce messinesi, possa riuscire pure di qualche utilità, e venire riguar-

dato dai dotti

Ma

come una parte non

mano

pria di por

inutile della paleontologia terziaria di Sicilia.

alla descrizione di residui

malacologici cotanto importanti,

crediamo convenevole dare un cenno storico intorno

ai

Brachiopodi

terziarii del di-

Messina, ed accennare la maniera di loro distribuzione, e di loro conserva-

stretto di

zione nelle rocce messinesi.

STORIA BIBLIOGRAFICA Sembra ormai che sia stato

naturalisti sieno di accordo a ritenere, che

i

primo autore che abbia

il

Fabius Columna

attirato l'attenzione sopra alcune conchiglie della

classe dei Brachiopodi.

Or siccome da Columna comincia Scilla

ha origine

lo studio dei

la storia generale di questi molluschi,

Brachiopodi

terziarii del distretto di Messina.

Scilla, insigne pittore, letterato e naturalista messinese,

un

libro riguardante la

dei fossili

mento altri,

(!);

Agostino

Roma l'anno

1769

ed e senza dubbio da quella pubblicazione che ha avuto suo comincia-

fossili delle

cie di terebratule,

Tav.

da

grande controversia che in quei tempi agitavasi sull'origine

lo studio della paleontologia

molti

pubblicava

in

cosi

XIV, XIX,

infatti in quelle carte figurano, tra gli

rocce peloritane, e tra essi l'iconosconsi per lo

che riferiamo

n

2.

XXIII, » Lunghissimo tempo

1.

meno due

spe-

alle seguenti:

Terebratula ampulla Brocchi.

fig. 6.

»

messinese;

Terebratula minor Suess. B.

è trascorso

dacché

lo Scilla

occupavasi

di studii paleontologici,

tinche comparissero nuovi lavori che avessero qualche attinenza colla paleontologia

(1)

De corporibus marini*

lapidesce.ntibus.

—8— messinese. Infatti dalla metà circa del secolo decimottavo, in cui scrisse

il

messinese

naturalista, bisogna salire molto innanzi nel nostro secolo per vedere accennati o descritti in

qualche opera gl'immensi ammassi di Brachiopodi che giacciono nelle rocce

peloritane.

Ma

tutti

descrivono o rapportano

come

glie spettanti a questa classe, fossili,

andremo enumerando

lavori che

i

sotto questo rapporto, oltreché

numero

proprii dei terreni messinesi piccol

di conchi-

per la maggior parte consacrati sono allo studio dei

riguardando questi siccome parte della zoologia, e non già considerandoli sotto

importanti relazioni stratigrafiche.

le

L'opera del signor Rudolfo

Amando

C 1 ),

Philippi intorno alla malacologia siciliana

pubblicata Tanno 1836, è la prima di cui dobbiamo parlare; in essa l'autore accenna di

avere rinvenuto presso Milazzo: la

presso

il

Terebratula ampulla Brocchi;

villaggio Ibiso: la

Terebratulina caput-serpentis Lk.

la

Terebratula minor Suess;

presso Messina: la

Terebratulina caput-serpentis Lk.

la

Cranìa ringens Hoeningh.

Nel secondo volume poi, pubblicato nel 1844, l'autore dà in fine un elenco dei molschi fossili di Messina, ed ai Brachiopodi qui sopra enumerati vi aggiunge: la

Terebratula sphenoidea Phil.

la

Megerlia truncata L.

Ci sorprende grandemente come

il

Philippi, nello studiare

rocce messinesi, non vi abbia riconosciuto tra vi si

trovano, quali principalmente la

i

Brachiopodi

i

molluschi

le specie

Waldeimia peloritana Seg.

fossili delle

più comuni che

Terebratella

e la

septata Phil.

Questo le

fatto è sufficiente a farci credere

che

il

naturalista di

Cassel abbia visitato

rocce peloritane quasi di volo.

Nel 1845

il

Domenico Galvani da Bologna pubblicò un lavoro intitolato: conchiglie fossili marine rinvenute in un banco calcare madre-

dottor

Illustrazione delle

porico in S. Filippo inferiore presso Messina. In quest' opuscolo

,

in cui

l'

autore

so-

età miocenica della roccia da lui studiata, trovansi registrate le seguenti spe-

stiene

l'

cie di

Brachiopodi dal Galvani raccolte nel calcare

di S. Filippo:

Terebratula ampulla Brocchi. vitrea Lanik.

»

Terebratulina caput-serpentis Lk.

Argiope detruncata Lamk. Megerlia truncata L. Nello stesso anno uis che

accennò trovarsi vivente nel mare

danza presso Messina (1)

professore Pietro Calcara da

il

(

Enumoratio molluscurum

Palermo descrisse

delle isole Eolie, e fossile in

la

sua T.

ajfi-

grande abbon-

2 ).

Sicilia!, voi. I.

Cenno sui molluschi viventi Palermo 1845.

(2) Vedi.

Sicilia.

,

e /'ossili di

—9— Nel 1847

conchiglie

le

che trovatisi presso Messina alla contrada Gravitelli

fossili

furono oggetto d'una memoria

W pubblicata dal

professore

Andrea Aradas da Catania

negli Atti dell'Accademia Gioenia; tra le molte specie in essa descritte,

rano

seguenti Brachiopodi

i

si

annove-

:

Terebratula vitrea Lanik. Terebratulina caput-serpentis Lk.

Megerlia truncata L.

Argiope detruncata Chemn. Dopoché l'autore enumerò le due prime

non possono

di Gravitelli

e che

il

lusione.

specie,

soggiunge che

che a varietà della T. vitrea

riferirsi

le

e

molte terebratule

T. caput-serpentis,

riguardarne alcune come specie differenti dalle suddette sarebbe una vera

Ma

le

nostre reiterate perquisizioni ci mettono nel caso di potere assicurare

comunemente sparse

che nella contrada Gravitelli molto più

professore Aradas, vi sono: la T. sphenoidea Phil., la

delle specie riferite dal

W. euthyra

Pini., la

ritana Seg., la Terebratella septata Phil., oltreché altre specie più rare, distinte,

vi

si

il-

rinvengono.

Professore catanese in



Non osiamo

W. pelo-

ma pure ben

pronunciarci sulla cagione che ha indotto

il

grossolano errore, non volendo così facilmente avventurare

una nostra opinione. Il

Giuseppe Denatale

dottor

stretto

delle nostre rocce, tra

i

Ricerche geognostiche sui terreni del

nelle sue

di Messina, pubblicate nel 1851

,

nel

brachiopodi rapporta

cennare rapidamente

i

di-

principali fossili

la

Terebratula vitrea. bipartita.

n

Noi crediamo non ingannarci nel giudicare che

il

Denatale sotto

il

nome

bratula vitrea abbia confuso varie specie messinesi, e sotto quello di

T.

abbia erroneamente indicato la Waldeimia peloritana Seg., la quale tra

i

sinesi è

di

Tere-

bipartita

mes-

fossili

quella che più somiglia, per la esterioi*e conformazione, alla Rynchonella

bipartita Brocchi; che peraltro è



rara nei nostri terreni, che noi dopo parecchi

anni di ricerche non ne possediamo che due frammenti.

Da

ultimo

,

nei recenti lavori da noi pubblicati intorno alle rocce messinesi figu-

rano in buon numero Così

i

Brachiopodi.

nell'opuscolo intitolato: Intorno alla formazione miocenica di Sicilia

ibiamo enumerato

come

.

all-

specie comunissime nel miocenico messinese la

Terebratula septata Phil. »

peloritana Seg.

»

sphenoidea Phil.

Nell'altro lavoro poi, che porta

il

titolo

di

Notizie succinte intorno alla costitu-

zione geologica delle rocce terziarie del distretto di Messina, abbiamo riportato buon

numero

di specie distribuite

secondo l'ordine cronologico, delle quali ecco

complessivo:

(1)

Descrittone

dtll-i

conchiglie fonili di Graviteli -presso Messina. ISil.

il

catalogo





10

Terebratida grandis Blum. vitrea

»

Lamk.

n

afjìnis Calcara.

»

septata Phil.

»

romboidea

Biondi.

?'?

n

spìienoidea Phil.

»

miocenica Mich.

»

euthyra Phil.

pe lori tana Seg.

>>

(inedita)

Terebratidina caput-serpentis Lk. Terebratelìa tnmcata Lin. pusilla Phil.

i'

Argiope detruncata Chemn. neapolitana Scacchi.

n

Crania

r ingens

Gli ulteriori esami, e offerto

le reiterate

abbondanti materiali,

han messo

ricerche da noi compite su questi

e dovizia di

nelle circostanze di

maggior parte

della

Hoeningh.

fatti

per

lo

avendoci

innanzi da noi sconosciuti

confermare con maggior certezza

delle specie qui sopra

fossili

,

ci

le

determinazioni

enumerate, di correggerne

altre, e di rico-

noscerne delle nuove, come dimostreremo nel corso del presente lavoro.

DISTRIBUZIONE STRATIGRAFICA DEI BRACHIOPODI MESSINESI Le rocce simi,

non

terziarie del distretto di

solo per la loro litologica composizione,

che ciascuno di

di

essi

ma

strati

distintis-

molto più per la fauna

fossile

racchiude, e che lo caratterizza e lo differenzia eminentemente

pur nondimeno alcuni caratteri petrografie! e paleontologici, comuni a vaquesti strati li fanno con molta naturalezza raggruppare fra loro, e costituire

dagli altri rii

Messina distribuisconsi in molti

;

,

così diverse formazioni riferibili a varie

Fra questi

varii gruppi

miocenico, pure sono

essi

epoche

terziarie.

due ve ne ha che quantunque così

ben

distinti

si

appartengano all'orizzonte

l'uno dall'altro, pei caratteri di chimica

composizione, e più ancora per la rispettiva fauna, che

li

diresti proprio' riferibili

a

distintissime epoche geologiche, tanto è diversa la natura delle loro rocce, e così differenti sono

i

fossili in essi

racchiusi. Infatti in queste due serie di strati, di cui argilloso-

molassica è l'inferiore e calcareo-marnosa la superiore, non solamente sono rarissime eccezioni le specie che trovansi

comuni ad ambedue,

ma

inoltre ciascuna classe ani-

male è d'ordinario rappresentata in ciascun gruppo da generi diversi, e sovente anco da differenti famiglie; e quei pochi generi che hanno dei rappresentanti in ambedue, mostransi sempre molto rari nell'uno, allorché nell'altro vi sono sparsi con profusione di specie e d' individui

(1)

Vedi

fui inazione

le

(1).

nostre precedenti pubblicazioni: Sulla

delle rocce terziarie del distretto di

miocenica di Sicilia. Messina, 18G2, e

Notizie succinte intorno alla costituzione geologica

Sina, 18G2. !

Messina. Mes-

— 11 — Or per

le

nel

maggior numero

varie classi di

gruppi si

importantissimi, che altrove abbiamo dimostrato in generale

tutti questi fatti

sono splendidamente comprovati dai Brachiopodi,

fossili,

dei casi mostrano le loro specie limitate ad

mostrano rarissimi e scompariscono del tutto in

dove tanta dissomiglianza tata da generi ed i

quali

uno dei succennati

ed inoltre profusissimi e ricchi di numerose forme in alcuni orizzonti,

di strati,

formazione,

i

di

fauna

osserva, da essere

si

E

altri.

una

nelle rocce

mioceniche

stessa classe rappresen-

anco da famiglie diverse nei due successivi membri della medesima

Brachiopodi, seguendo anch'essi questa legge generale, hanno preso uno

sviluppo considerevolissimo nel gruppo più recente, mostrando numerose forme specifiche, spettanti a generi e sottogeneri varii, rappresentate

d'individui; laddove nel precedente gruppo rarissimi sono

Venendo ora a dare un cenno rocce messinesi,

che

li

ci

(

alla classificazione dei terreni

riferiamo sempre alle precedenti nostre pubblicazioni, ed

indicheremo ciascuno strato quei lavori

da profusissimo numero residui di questa classe.

della distribuzione stratigrafica di questi fossili nelle

d'uopo avvertire che in riguardo

ci fa

racchiudono, noi

i

colle

medesime

lettere colle quali

l'abbiamo segnato

in

l ).

Cominceremo dunque questo esame

dagli strati più antichi e proseguiremo quindi

in ordine cronologico. o"

1.

a.

I

tre strati,

Formazione miocenica

Guupro argilloso-molassico

che abbiamo sempre indicato colle lettere L, terziario nel distretto di Messina;

primo deposito

compatto ricco di

fossili

il

malacologici, quasi tutti ridotti allo stato d'impronte; proba-

miocenico medio. Succedono

al

depositi di molassa. In tutte queste rocce

come

abbiamo accennato,

di sopra

ghe ricerche che

e

non

so,

dappoiché sembraci doversi

calcare le argille con ligniti, e poscia grandi residui di Brachiopodi vi sono rarissimi,

i

altro

abbiamo potuto raccogliere dopo

lun-

seguenti spoglie. Nel calcare trovansi presso Monforte rari fram-

le

menti della Terebratula ampulia,

mente riferiamo

costituiscono questo

più antico tra essi è un calcare

bilmente questo deposito dovrà costituire un gruppo a riferire al

I, II,

alla

e

M. iruncata; ed

qualche valva d'una Megerlia, che dubbiosain

una

valle di

Rometta abbiamo rinvenuto un

distintissimo esemplare della Terebratula sinuosa.

Nelle argille,

all'

infuori di qualche

ampulia raccolto ai Bianchi, Brachiopodi non hango lasciato traccia

frammento

niente altro vi ritroviamo. Nelle molasse

i

della T.

alcuna della loro esistenza. b.

II

membro

colle lettere

(1)

più recente del miocenico è costituito anch'esso da tre rocce indicate

G, F,

E;

Vedi il quadro sinottico Messina.

stretto di

Giìurro calcareo-marnoso

l'inferiore è

formata di spessi

strati

di

marna bianca che

so-

alla fine delle Notizie succinte, intorno alla costituzione dd'.e rocce terziarie del di-



12



vente alternano con sabbie; la media è un calcare di consistenza variabile; la superiore è costituita

da grandi depositi di marne giallastre e sabbiose. Questo gruppo

fossiliferi è

il

di strati

più ricco di spoglie di Bracliiopodi, che pur nondimeno vi sono sparse

con grande disugualità. Le marne bianche offrono qualche raro esemplare della Tcrebratulina caput-serpentìs, unica specie in esse esistente, oltre qualche rarissimo

frammento

della

Rhynchonella

che giace negl'interposti

bipartita,

strati sabbiosi.

calcare soprastante all'incontro mostrasi dovizioso dei residui di questi mollu-

Il

schi; in esso, accanto alle

prima volta alcune

specie ormai

svariate

vedonsi comparire per

estinte,

mentre queste

altre tuttavia viventi nei nostri mari, e

mostrano

si

ancora poco comuni, per [svilupparsi quindi in grande abbondanza, buona parte quelle vi sono profuse dapertutto ed in

La compattezza al

mare, cioè sotto forma

hanno grandemente

di tenuissimo sedimento,

completa conservazione di questi

di

gran numero.

maniera come essa ha dovuto depositarsi

della roccia, la

la

in fondo

influito alla

in essa infatti queste bivalvi sono intiere;

fossili;

quasi mai deformate e d'una conservazione perfettissima; se non che d'ordinario impossibile riesce lo studio degl'interni apparecchi apofisarii, che racchiusi essendo nella

compattissima roccia, non possono in verun

grave ostacolo

ci è riuscito

prastante, dove la

di ovviare studiando

maggior parte

tura marnosa della roccia

modo

ci

le

di esse trovansi in

esser messi a nudo;

ma

medesime specie nello maggiore abbondanza,

permette mediocremente di scoprire

i

a questo strato soe la na-

fragilissimi in-

terni apparecchi.

Nel calcare adunque le quali le

genere terebratula vi

il

minor sono quelle tuttavia viventi nei nostri mari, ma in quella presentano varietà che più non si vedono nella natura vivente. Insieme

ad esse vi abbiamo raccolto, tra la T. sinuosa e la T.

le specie conosciute, la T.

pedemontana, ed

inoltre

della T. Michelottiana, T. Benoitiana, T.

gruppo

plari rarissimi

cia,

Da

abbiamo riconosciuto

le

Miptica e T. orbiculata.

Waldheimia peloritana nuova e distintissima si rinvengono della W. euthyra del Philippi. ,

in quasi tutti gli strati dei terreni messinesi,

specie, oltreché esem-

ma

in essa vi sono sparse con

rarità.

ultimo è in questa roccia calcare che appare per la prima volta

septata, distintissima ed importante specie che ci

rato studio perchè fossero

ben apprezzate

e

ha

richiesto

messe in chiaro

Eccoci già all'ultimo strato del miocenico messinese, in cui

ha preso

il

suo massimo sviluppo. Sono

infatti le

marne

le

la

organici residui in esse accolti,

residui di questa classe.

La

si

Terebratclla

lungo esame ed accusue affinità zoologiche.

la classe dei Bracliiopodi

giallastre,

che in qualunque

luogo del distretto messinese esse appariscano, in qualunque contrada gli

forme novelle

Terebratulina caput-serpentis e la Megerlia truncata giacciono in questa roc-

come

molta

sphenoidea, la T. ampulla,

delle Waldheimia è anch'esso importante, perchè rappresentato in que-

sta roccia dalla

La

da molte specie, tra

T. vitrea e

roccia esse

Il

ò rappresentato

si

ricerchino

ritroveranno sempre doviziosamente sparse da

natura marnosa della roccia fa riuscire agevole d'ordina-

rio lo studio degl' interni caratteri dei bracliiopodi in essa sepolti,

delle conchiglie, a differenza

di

quelle racchiuse nel

ma la conservazione

calcare, è poco

soddisfacente;



13



quasi sempre esse hanno subito una compressione che è più o

ma

meno

considerevole,

che ha dovuto quasi sempre agire sui fragilissimi apparecchi apofisarii distrug-

gendoli o almeno deformandoli. Per cui se alcune circostanze agevolano in questi

Brachiopodi

mente

le

ricerche sugli interni apparecchi, altre cagioni hanno influito grande-

alla loro distribuzione.

In questo strato la T. spkenoidea ha preso considerevole sviluppo, e con essa

accompagnano più raramente ghiniana, ampulla

Ma

le specie

e

le

minor, Miche lottiana

che vi sono sparse con grande profusione sono

tale

che in

compressione, che ridotte a

con molta rarità

Megerlia francata, la

W. cuthyra

la

oltre della

Morrisia anomioides

e

A

queste specie

la

si

tutti

i

accompagnano

una distintissima varietà

della

Terebratulina caput-serpentis,

e cistellala.

Formazione pliocenica

non abbiamo raccolto sinora verun

Nelle argille plioceniche il

forma ordinaria, e poi

la

lamine ed interposte in

sottili

e depressa,

YArgiope decollata

2.

ed all'incontro

Mene-

Waldheimia peloalcuni luoghi divengono così comuni ed

punti della roccia, la rendono dapertutto schistosa. inoltre

orbiculata,

,

Guiscardiana.

ritana e la Terebratella septata,

hanno subito

T. vitrea,

si

resto di Brachiopodo;

calcare soprastante è la roccia che più ne abbonda. Infatti dovun-

que essa apparisce è sempre identica a se

stessa, costituita cioè

da un ammasso

di

terebratule, che riunendosi a miriadi e comprimendosi reciprocamente, hanno quasi

escluso da quel terreno ogni altro residuo organico.

Qui adunque profusissimo s'incontra la T. ampulla e la T. vitrea e molto più la T. minor; ad esse si riuniscono la W. euthyra, peloritana e Davidsoniana, e con più rarità la T. Lyelliana, la Terebratulina caput-serpentis, la Megerlia truncata, YArgiope decollata e la Crania lumellosa.

3.

Da

ultimo

le

sabbie ed

ganici di tutte le classi

,

i

Formazione pleistocenica

conglomerati pleistocenici, piuttosto poveri di residui

racchiudono rare spoglie di Brachiopodi

,

or-

le quali spettano

quasi tutti a specie viventi nel Mediterraneo. Infatti, oltre la

Terebratula grandis, che sembra esclusiva d'una sola contrada, non

possiamo rapportare che specie proprie bratula vitrea e minor,

la

dell'

epoca attuale

Terebratulina caput-serpentis

Morrisia Davidsoniana, YArgiope decollata e

Da

la

sono

;

,

la

tali infatti la

Tere-

Megerlia truncata,

la

Crania turbinata.

questo breve ragguaglio intorno alla distribuzioue stratigrafica dei nostri Bra-

chiopodi emerge, che nel gruppo argilloso-molassico del nostro miocenico

si

sono rac-

una sola tuttavia vivente nei orizzonte si rinvennero medesimo nostri mari; nella formazione calcareo-marnosa del sinora ventidue specie, delle quali sette sono tuttavia viventi, ed inoltre abbiamo dicolte quattro specie spettanti a questa classe, delle quali

— ben diverse varietà

stinto sedici

siffatti

al

In

Per

numero

messinesi,

di

poco

Questo numero si

i

i

Brachiopodi sinora raccolti ammontano

di specie

paragona a quello

di

si

dell' Aradas si

sette specie di

le spoglie di

delle specie

il

anteriormente conosciute.

dee riguardare siccome considerevolissimo,

qualunque terreno sincronico

molto più allorché messi insieme

conoscevano solamente

Brachiopodi, quindi oggigiorno

nuove forme scoperte, alcune ve ne ha che sono

gran lunga più comunemente sparse 3.°

hanno

otto

ventinove specie.

ò quadruplicato; e tra le

si

nove pleistoceniche

specie cono-

:

ricerche del Philippi, del Galvani,

le

le

tra le undici

,

attuali.

tutti gli strati terziarii

nei terreni messinesi

di

mari

numero considerevole 2.°

nel calcareo pliocenico

risultamenti e da tutte le precedenti considerazioni possiamo trarre le

conclusioni seguenti 1.°



cinque sono viventi nel Mediterraneo; e tra

sciute,

loro rappresentanti nei

Da

;

14

tutti

per

se

rocce messinesi, e

alle

Brachiopodi sinora raccolti nel miocenico

i

superiore, nel pliocenico e nel pleistocenico,

si

riconoscerà che

il

loro

numero

è mi-

nore di quello dei nostri terreni. 4.°

Se

eccettua la formazione argilloso-molassica, nelle rocce di cui rari fram-

si

Brachiopodi abbiamo raccolto, ciascun gruppo

menti

di

delle

specie che

sono ad

essi

di strati messinesi contiene

particolari; così gli strati calcareo-marnosi

hanno

T. sphenoidea, T. Miptica, T. Benoitiana, T. Michelottiana, T. orbicnlata, T.

neghiniana, T. sinuosa, T. Pedemontana, la W. depressa, la

Morrisia anomioides

la

pliocenici offrono la

,

YArgiope

T. Lyelliana,

cistellata, la la

Terebratella septata,

Rliynconella

W. Davidsoniana

,

la

la

Me-

bipartita;

gli

strati

Crania lumellosa;

le

sabbie pleistoceniche la T. grandis, la Morrisia Davidsoni, la M. lunifera e la Cra-

nia turbinata.

numero

5.° Il

sinesi, cresce

tre

classi

lassico

regolarmente dal gruppo più antico sino

al

più recente, come per

le al-

animali abbiamo in altro luogo dimostrato. Infatti nel gruppo argilloso mo-

vi

per 100,

dei Brachiopodi tuttavia viventi, che trovansi fossili negli strati mes-

il

ha

il

25 per 100 di specie viventi

45 per 100 nel pliocenico, e

1'

,

negli

strati

calcareo-marnosi

89 per 100 nelle sabbie pleistoceniche.

il

31

BRACHIOPOD

CLASSE BRACHIOPODI Cuvier Dumeril 180G

(PALL10BRANCHI)

Blainville 1824

FAMIGLIA TEREBRATIL1DI

GENERE TEREBRATULA Llhwyd 1G96

SINONIMIA Concita, cinomio.. Collimila

1606 e 1616.

Anomia. Linneo 1758-1766, Gmelin 1788-1793, Dacosta 1778, Terebratula. Llhwyd 1696, e la maggior parte degli autori.

Lampas

(partivi).

ecc.

Humphrey.

Gryphus. Megerle 1811, Philippi 1853. Terebratulites. Schlotheim 1816-1820.

Pygope. (Diphya) Link.

De Bucli 1834. (partim). De Buch 1834.

Terebratulce jugatce repanclce (partim). Terebratulce carinatce sinuata;

Terebratulce a corto apparecchio apofisario. Davidson.

Epithyris (elongata). King 1849.

Antinomya (diphya).

Catullo.

Terebratulce biplicatce. Quenstedt 1851.

Sp.

1.

Terebratula vitrea. Tav.

I fig. 1-7.

SINONIMIA 1778 Anomia vitrea.

Born. Testacea musei Caes. Pag. 119, 1778-1780.

1780 Anomia terebratula.

Chemn.

1788

Lin.

»

n

8. t.

78

Gm. Pag.

fig.

707-709, 1780-95.

3347, 1788-1793. 5

1815

— istituito

d'un

sol



19

pezzo è piccolo, allargato, concavo;

ma meno

valva dorsale e regolarmente convessa apofisi brachiali ò

i

denti sono spessi ed ottusi.

La

della ventrale; l'apparecchio delle

formato da due lamelle orizzontali ed allargate

al loro

punto di

at-

tacco al margine cardinale, indi piegate e divergenti, e della lamina trasversale stretta e flessuosa, che le riunisce formando due angoli rotondati, e costituendo così quasi

una forma deltoidea;

i

due

dentelli laterali dell' apofisi sono

poco sporgenti ed alquanto

acuti.

Lunghezza Larghezza

di

un esemplare

Spessezza

37 m,"5

fossile

»

»

29"""G

»

»

21"""

Questa specie abbastanza nota nelle collezioni per

esemplari viventi,

gli

d'ordinario molto variabile nella sua forma esteraa, di maniera che

ad innalzare

al

loro caratteri dell'

rango

non può

di specie alcune farle

ben

distinte varietà

,

ma

disgiungere d&\Y Anomia vitrea Bora

apparecchio apofisario è quasi invariabile

che assume

la conchiglia, si

termedie, ed

hanno identica

raggruppano

,

mentre

d'

l'

;

si

si

presenta

è quasi indotto

esame accurato dei dappoiché

altronde

la

forma

diverse forme

le

tra loro per graduati passaggi, o forme in-

punteggiatura della superficie.

la

Nelle rocce messinesi incontratisi di questa specie diverse varietà ben distinte, delle quali alcune

Quindi

si

vedono tuttavia viventi nel Mediterraneo.

oltre della

forma tipica rappresentata dalla

distinguere le seguenti varietà che a quella

si

fig.

1 nella tav. I

,

fa d'

uopo

rattaccano per graduati passaggi

,

e

per la costanza della forma nelle apofisi brachiali.

Var. B.

Terebratula romboidale. Tav.

I

fig.

3 e

Seg.

6.

T. testa subromboidali, anterius constricta et vix subtruncata.

I

pochi esemplari che possediamo di questa varietà, provenienti dal calcare mioce-

nico e pliocenico di Gravitelli, ci hanno fatto dubitare molto sulla determinazione specifica,

ed eravamo presso a riguardarli siccome specie distinta, se l'esame di molti

esemplari recenti della T. vitrea non ci avessero fatto apprendere, che nella natura vivente esistono graduati passaggi, rappresentati da forme intermedie, che rattaccano la terebratula della fig. 6 colla

forma

tipica fig. 1.

D'altronde l'apparecchio apofisario non varia nelle diverse forme viventi, e la punteggiatura in questa varietà fossile non differisce da quella della var. A.

Lunghezza Larghezza Spessezza

della conchiglia

30" i>>

in

»

»

2G

»

»

\1°""%

'



20



Teeebratula oblonga.

Var. C.

Tav.

Seg.

I fig. 4.

SINONIMIA 1862 Terebratula miocenica. Seguenza. Notizie succinte intorno

alla costituzione, ecc.,

pag. 19 (non Michelotti).

margine frontale fere rotundato propter truncatu-

T. testa ovato-oblonga, inflata;

ram minime

distinctam

,

angidos ohsoletos.

et

Questa terebratula altra volta da noi associata

alla T.

miocenica, ne è distinta per

avere la massima larghezza circa alla sua meta, e non già alla regione frontale come in quella.

Per

siffatto carattere essa si

approssima di più

alla T. vitrea

alla quale

,

abbiamo

creduto doverla riunire per gli esemplari intermedii recentemente scoperti, e per la identicità della punteggiatura,

quantunque non abbiamo potuto esaminare

1'

apparec-

chio delle apohsi, dappoiché tutti gli esemplari che possediamo sono ripieni di compattissima roccia calcarea.

Recentemente abbiamo raccolto nel calcare pliocenico che a questa varietà debbonsi

ma

riferire,

tondati alla fronte, e più compressi sui

forma non

Siffatta

si

osserva tra

le

essi

di Gravitelli alcuni esemplari

sono più allungati, più rigonfi, più

ro-

lati.

svariate che presenta la T. vitrea nella natura

vivente.

Essa

A

differisce dalla var.

per essere più allungata, ben rigonfia, e pel margine

frontale quasi rotondato, perchè

nondimeno ci

danno

la

la

i

due angoli

e la

troncatura sono poco

somiglianza nella punteggiatura della superficie e

le

distinti.

Pur

forme intermedie

convinzione che essa è da riguardarsi siccome una varietà

fossile

della

T. vitrea.

Lunghezza Larghezza Spessezza

Dai

24"""

della conchiglia »

»

1G'°°'5

»

»

14™min I

caratteri di tutte le varietà sopra

enumerate e descritte sembra doversi con-

chiudere, che esse hanno di comune la costanza nella forma sario

meno metà

,

esaminato in tutte distinta del

le varietà

margine frontale;

dell'

viventi e nelle forme fossili la

massima larghezza

;

apparecchio apofì-

la troncatura

più o

della conchiglia circa alla

della stessa, e la punteggiatura della superficie molto tenue e a forellini ravvi-

cinatissimi.

Contro l'opinione del signor L. Reeve,

come

specie distintissima, che

ben

si

la T.

euthyra del Philippi dee riguardarsi

allontana dalla T. vitrea pel dèltidio formato da

— due piccoli pezzi disgiunti,

e

per

le

caratteri riconosciuti e descritti dal fisario

ne è

rebratule



ma

differente,

21



lamine verticali che servono di sostegno

medesimo Philippi

che bisogna

(l);

riferire tale specie

oltreché

non più

1'

al

ai denti;

apparecchio apo-

gruppo

delle

Te-

a quello delle Waldheimia.

GIACIMENTO

La

T. vitrea vive dapertutto nel Mediterraneo ed è molto variabile nella sua spes-

sezza e nella sua forma. .Nelle rocce del distretto di

Messina trovasi più o meno comune.

Nel calcare e nelle marne giallastre mioceniche varietà,

ma

vi sono rare, e principalmente

si

(strati

E

ed F) trovatisi tutte

le

possono raccogliere a Gravitelli, Scoppo,

Trapani, Tremonti, S. Filippo, Pagliarino Scirpi, ecc.

Nel calcare pliocenico di Gravitelli raccolgonsi in grande abbondanza tutte rietà,

ma

le

va-

principalmente vi domina la forma tipica.

Nelle sabbie pleistoceniche incontransi rari frammenti di questa specie.

Sp.

2.

Terebratula minor. Tav.

I fig. 8, 9, 10.

SINONIMIA 1836 T. vitrea var. minor.

Philippi.

Enumeratio moli.

Sicilia?.

Voi

I.

pag. 99.

tav. 6. fig. 8.

1844

Phil. Enumeratio, ecc. Voi. II. pag. G6.

1845 T.

P. Calcara. Sicilia.

Cenno

sui molluschi viventi e fossili di

Pag. 48. 1845.

A. Aradas. Descrizione delle conchiglie

fossili

di

Gravitelli presso Messina. Pag. 14.

Ueber

die

Wohnsitze der Brachiopoden.

T. Davidson.

On

recent terebratula\ (Ann. and mag.

Suess.

of Nat. hist.) Pag. 12.

G. Segueuza. Notizie succinte intorno,

ecc.

Pag. 19,

26, 32. 1862.

G. Seguenza. Sulla formazione mioc. Pag.

di Sicilia ecc.

7.

T. Davidson. Outline of the geology of the maltese

and descriptions of the brachiopoda. (Ann. and magaz. of nat. hist.) Pag. 8. fig. 8.

Islands, ecc.,



22



CARATTERI parva ovata, plus minusve

T. testa

gosa,

xuo sa

ad frontem

marginibus integris; linea commissurale vix

obsolete truncata;

perforatone tenuissima

inflata, Icevissima aut striis incrementi subrufle-

confertissima ; valvis obsoletissime subbiplicatis ; umbone incurvato, deltidio brevi concavo ; foramine orbiculato ; dentibus obtusis. Processi/,

;

et

apophysarum oblongo-subdeltoideo,

e lamellis

tenuibus strictis constituto

ramo

,

transverso vix flexuoso.

Piccola conchiglia ovata, molto variabile nella sua generale forma, essendo or più

meno convessa, allungata

ed or si

e

distinguono bene

rendono

poco flessuosa,

come

la

sua superficie è molto levigata,

margini sono

i

;

intieri

massima larghezza

vi

,

della conchiglia è

ben

linea commissurale delle valve è

e la

punteggiatura è tenuissima, a disposizione quinconciale, insomma

nella T. vitrea.

Le valve sono variabilmente convesse ed oscurissimamente

plicate; l'apice è alquanto curvo e troncato da

mato d'un

ma

accrescimento, che in alcuni individui sono più marcate

superficie quasi rugosa; la

la loro

verso la sua metà

le strie di

e troncata; la

un forame

circolare;

il

bi-

deltidio è for-

pezzo concavo. L'apparecchio apofisario è formato dalle lamelle laterali

sol

strette e sottilissime,

alquanto allargate alla loro origine, dove sono saldate

cardinale, dalla quale regione esse divergono e poi

versale sottile stretta e poco flessuosa, e tutto

golo isoscele, e

i

1'

vengono

riunite dalla

al

margine

lamina

tras-

apparecchio assume la forma di trian-

due angoli della base sono abbastanza acuti

;

i

dentelli

laterali o

apofisi sono brevi ed acuti.

Questa conchiglia, come chiaramente appare dalla sua sinonimia, è stata molto controversa

dappoiché dopo che

;

discordanti sul

modo

il

Philippi

di riguardarla; taluni

ha descritta i zoologi sono stati sempre l'hanno sempre ritenuta col Philippi e col

1'

Reeve siccome una piccola razza della T. vitrea, ma altri come il Calcara, il Suess, il Davidson l'hanno descritta come specie distinta. Il fatto si è che questa terebratula per tutti i suoi caratteri è vicinissima alla T. vitrea, ma sembra che si distingua per 1'

umbone meno curvo

grande, nonché per

lamina trasversale

,

gli

e troncato

da un forame circolare proporzionalmente più

angoli anteriori dell'apparecchio apofisario più acuti, per la

dello stesso

meno

flessuosa,

nonché per

manifesta; essendo d'altronde variabilissima in

dappoiché

Due le

i

tutti

i

la

troncatura frontale

caratteri

come

la

meno

T. vitrea,

rapporti tra la sua lunghezza, larghezza e spessezza sono mutabilissimi.

distinte varietà sono rappresentate dalle fig. 8, 9 della tav.

dimensioni

I,

delle quali ecco

:

Lunghezza Larghezza Spessezza

della conchiglia

10"""

13"""5

»

n

12"""4

12°""5

»

»

10"""1

5°"°6

GIACIMENTO

La Eolie.

T.

minor vive

nel Mediterraneo, e trovasi

abbondantemente nel mare

delle isole

— Negli

E

strati calcareo -marnosi

F

ed



23

comune

trovasi questa specie poco

nelle con-

trade Scoppo, G-ravitelli, Eoinetta, S. Filippo, Trapani, ecc.

Nel calcare pliocenico

abbondantissima nelle medesime contrade ed a S. Pan-

vi e

Lardaria, Ibiso, ecc.

taleo, Zaffaria,

Trovasi benanco nelle sabbie pleistoceniche

di

Rometta, Ibiso, Scoppo, Gravitelli,

Trapani, ecc., sebbene con rarità.

Sp.

2.

Terebratula LyelUana. Seg. Tav.

I

%.

11, 12 e 13.

CARATTERI T. testa ovata vel ovato-oblonga, anterius latiore;

dinem, non Jìexuosis, ad frontem arcuatis

marginibus acutis usque ad carvalva ventrali conrexa, medio longitudì-

;

prominente curviusculo gibboso, foramine rotondato ; deltidio triangolari planato aut subconvexo; valva dorsali minus convexa sed prope regionem cardinalem convexiore et fere gibbosa- apophysarum processo, prope carnaliter gibbosiore; apice

,

,

dinem lamellis

parva

dilatatis constituto;

ramo

strido, arcuato, medio flica,

transverso

instructo, apophysis brevibus, incurvatis, acutiusculis.

Conchiglia piccola ovata, ovvero ovato-allungata, e quindi di forma variabile;

maggior larghezza è d'ordinario presso la regione anteriore quasi al centro del cardine; la regione frontale è curva in

sima idea di troncatura in alcuni individui

lungo

la

la

;

;

meno convessa

convesso; la valva dorsale

conchiglia è molto vicina

molto larghe di arco,

distinta piega;

valva ventrale

non i

flessuoso

il

deltidio;

lontanis-

mostra più convessa

quale è appianato o alquanto

il

dell' altra, si

di attacco;

ma

la

presenta un po' gibbosa nella

umbone meno

massima spessezza

della

il

ramo

due lamine

late-

le

trasversale è stretto, curvo in

fornito solamente al suo centro

d'una piccola e ben

poco sporgenti ed alquanto

sua esteriore forma è poco distinta dalla 1\ minor, la gibbosità

mediana

acuti. infatti

margini acuti,

delle valve, pei

curvo, e pel deltidio appianato; essendo quasi identica per la forma

generale e per la punteggiatura; riore arcuala

ma

dentelli laterali o apofisi sono curvi,

può da quella distinguersi per

e

si

cardine; l'apparecchio apofisario ha

al

punto

al loro

Questa terebratula per

peli'

margini sono acuti sino

i

modo che dà una

parte media della regione cardinale; dal che risulta che la

forma

sua

regione mediana, e porta un apice sporgente largo, curvo e gibboso; con un

forame rotondo che intacca profondamente

rali

la

mancante

dei

ma

l'apparecchio apofisario, per

due angoli distintissimi che

si

la

sua parte ante-

osservano nella T. ritrea,

minor e fornita d'una piccola piega, ne la distingue benissimo. Ci onoriamo di dedicare questa specie al dotto geologo sig. C. Lyell

in attestato di

nostro profondo rispetto.

Lunghezza Larghezza Spessezza

della conchiglia « »

» »

ll"'

9

n

mm

6°'"



24



GIACIMENTO Questa specie incontrasi con molta rarità nel calcare pliocenico S. Filippo, tra

l'

immenso numero

Gravitelli e

di

di esemplari della T. minor.

Sp. 3. Terebratula Benoitiana. Seg. Tav.

II fig. 10.

CARATTERI ad frontem

T. testa ovato-oblonga

ralibus subflexaosis

;

truncata, biangulosa

valva ventrali convexa

;

;

marginibus

plicis duobus a

ìntegris, late-

medio usque ad an-

parum distinctis spatiumque planum prope marginerà depressiusculum includentes ; valva dorsali minus convexa; umbone parum curvato; deltidio

giblos frontales

,

,

planiusculo trigono.

Questa specie

,

della quale ci è sconosciuto

vicina alla T. vitrea;

ché

il

ma

la

1'

apparecchio apofisario

sua forma più allungata, l'apice

due pieghe

deltidio riesce più visibile, le

meno

,

è anch' essa

ricurvo, dimodo-

sulla valva ventrale che limitano

uno

spazio appianato, sono caratteri che ben la distinguono.

Lunghezza Larghezza Spessezza

»

»

18 mm

»

»

13°""

Abbiamo nominato questa d'

24"""

della conchiglia

una importantissima opera

specie in onore dell'egregio signor Luigi Benoit

,

autore

sui molluschi terrestri e fluviatili di Sicilia.

;

GIACIMENTO

Rarissima specie del calcare miocenico di

S. Filippo inferiore presso Messina.

Sp. 4. Tereforatiila sphenoidea. Var. Messanensis. Seg. Tav. II

fig. 1-5.

SINONIMIA 1844 Terebratulu sphenoidea. Philippi. Enumerat. moli.

Sicilia?.

Voi.

II.

pag. 67.

tav. 18. fig. 6.

1862 1862

ti

«

il

»

Seguenza. Notizie succinte intorno, Seguenza. Sulla formazione mioc. di

ecc.

Pag.

Sicilia.

19.

Pag. 7





25

CARATTERI T. testa ovato-oblonga, deltoidea, ventricosa, anterius rotundato-truncata

bus integris, linea commissurale ad luterà fiexuosa

ad frontem

,

biplicata

;

margini-

;

margine

frontale subrecto, bianguloso, angulis rotundatis ; valva ventrale convexa gibbosissima,

umbone prominente incurvato; foramine rotundato. deltidium latum, brevem, concavum septante ; valva dorsale triangolare, obscarissime biplicata, medio subplanata;

minus convexa vel subplanata; marginibus lateralibus incurvatis, proptcerea convexis, proìscrtim prope cardinem; longitudinaliter obsolete plicatis; p>roccssu apophysarum elongato, anterius constricto angulisque duobus prominentibus acutis gerente,

transverso lato et fortiter flexuoso

apophysis brevibus

;

ramo

obtusis.

Conchiglia molto variabile nella sua forma generale, come esattamente manifestano le

figure di diversi esemplari rappresentati nelle nostre tavole; d'ordinario essa è ba-

stantemente allungata, di forma ovato-triangolare e molto convessa, colla massima

ghezza

alla

regione frontale, coi margini intieri

doppiamente piegata

lati e

ma non

alla fronte,

di raro diviene più

o

dove

il

margine

meno curvo e La valva

bone

ai lati

è sporgente convesso e curvo,

ventrale è molto convessa

deltidio è costituito

breve, largo e concavo; la valva

dorsale è di

come

ha

la conchiglia intiera; essa

i

margini

da un

sol

forma triangolare, laterali curvi, è

ed incurvata o convessa alla circonferenza, per cui

,

si

alquanto

i

l'

um-

pezzo triangolare,

ma

molto variabile

appianata nel centro

margini risultano rotondati spe-

cialmente verso la regione cardinale, da dove partono due oscurissime pieghe

che

ai

della conchiglia è quasi retto,

per due pieghe longitudinali poco distinte; il

lar-

commissurale flessuosa

riunendosi ai margini laterali forma

,

due angoli variabilmente rotondati. appianata nel mezzo e curva

colla linea

,

laterali,

estendono sino agli angoli della fronte, e non di raro mancano del tutto; l'ap-

parecchio apofisario è allungato e presenta un restringimento alla regione anteriore,

termina con due sporgenze

che formano due angoli acuti

e ravvicinati

dove

si

ramo

trasversale è costituito d'una lamina larga e molto flessuosa; le apofisi sono poco

,

;

il

sporgenti, larghe, ottuse o rotondate.

Lunghezza Larghezza

di

Spessezza

La

31""'

un esemplare «

«

"

»

.

.

22"""2

.

18"""3

conchiglia testé descritta nelle sue moltiplici variazioni,

rente dalla figura e dalla descrizione che ne dà decisi di riguardarla

siccome nuova specie

;

ma

il

Philippi

,

lo studio dell'

si

mostra sempre

per lo che

ci

diffe-

eravamo

apparecchio apofisario

ci fatto cambiare pensiero, dappoiché avendo riconosciuto nei caratteri che la abbiamo giudicato che la nodistinguono quelli appunto della specie del Philippi stra non può specificamente disgiungersi da quella, ma che può riguardarsi siccome

ha

,

una varietà;

infatti negli

esemplari messinesi la convessità ò d'ordinario molto magu

— giore

,

la troncatura della fronte

meno

26



distinta, questa regione

larga, le pieghe ventrali e dorsali scancellate,

Tra

le

i

margini

laterali

quasi sempre

meno

più curvi.

molte variazioni che presenta questa specie nella varietà messinese, se ne

osservano talune, che per moltissimo

gli

angoli frontali ben rotondati, e per la minore convessità,

ravvicinano alla T. miocenica del Michelotti; sarebbe quindi utilissimo

si

apparecchio apofisario di quella specie

lo studio dell'

di caratteri organografici sia tra la specie

miocenica

,

per riconoscere quale relazione dell' alta Italia e la

messinese.

GIACIMENTO Il

Philippi raccolse la sua specie nella valle

Noi abbiamo rinvenuto

Tremonte

telli,

,

Lamato

in Calabria.

la nostra varietà messinese nel calcare

Caulinari

Scoppo

,

e nelle

marne

miocenico

giallastre soprastanti a

Gravi-

di

Rometta,

Diveto, Trapani, Gravitelli, ecc.

Sp. 5. Terebratula elliptica. Seg. Tav.

II fig. 11.

CARATTERI T. testa ovato-elliptica , parimi injìata, marginibus integris

ventrali convexa; septante

;

umbone prominulo parum incurvato

non piegati nò

la

forma



valva

for amine deltidium latum

ovato-ellittica, alquanto depressa, coi

abbastanza

il

deltidio,

il

un forame

quale è breve e bastantemente largo

;

circolare, la

margini

in-

termina in un

flessuosi; la valva ventrale ò la più convessa, e

apice alquanto sporgente, poco curvo e troncato da

ellittica, e

hauti plicatis

valva dorsali subelliptica, convexiuscula.

Conchiglia distinta per tieri

;

,

che smargina

valva dorsale è quasi

mediocremente convessa.

Questa terebratula

è

ben

distinta per la sua

forma quasi

per la sua me-

ellittica, e

diocre depressione, senza veruno indizio di troncatura al margine frontale,

il

quale

perciò è ben arcuato.

La

rarità di questa specie e la sua giacitura nel calcare

permesso smora

di riconoscere la

Lunghezza Larghezza Spessezza

forma

compatto

25

della conchiglia

r

»

>>

20"""

«

»

13 mm

GIACIMENTO

Rara specie

,

non

delle apofisi brachiali.

del calcare miocenico di Gravitelli,

Rometta

e Scirpi.

5

ci

hanno





27

Sp. 6. Terebratula Michelottiana. Seg. Tav.

II fig. 7, 8, 9.

CARATTERI T. testa ovato-suborbicularì, Icevi depressiuscula, marginibus integris haiid plicatis;

valva ventrali convexa; umbone incurvato lato

,

lato

,

prominulo

r

;

J or'amine parvo, orbicu-

deltidium latum triangularem septante; valva dorsali depressa suborbiculari

;

apophysarum gracillimo, elong ato antherius rotundato obscurissime bianguloso; lamellis lateralibus prope cardinem dilatatis, orizontalibus ramo transverso strido, medio plica elata instructo, apophysis latis parum prominentibus obtusis.

ptrocessu

,

,

;

Conchiglia di forma ovata quasi circolare, levigata concentriche di accrescimento rare e disuguali esenti di piegature; le

forame piccolo ed intacca alquanto golare

vessa

modo si

;

la

,

l'

poco convessa, ornata

margini

coi

valve sono disugualmente convesse,

nuosità o di pieghe, la ventrale è più convessa

-

,

e.

valva dorsale è

il

deltidio

1' ;

di linee

completamente

intieri e

e senza verini

segno

di

apice è largo, sporgente e curvo

che è d'un

sol pezzo,

concavo e

quasi circolare sempre più larga che lunga,

si;

il

trian-

e poco con-

apparecchio delle apofisi è gracilissimo molto allungato e somiglia in qualche

a quello della T. sphenoidea,

ma

il

ramo

trasversale è molto più stretto, e

termina anteriormente in due angoli molto acuti,

ma

tondata che presenta appena due leggiere prominenze

;

non

bensì prende una forma roi

dentelli laterali sono

poco

sporgenti, larghi ed ottusi.

Dapprima avevamo riguardato questa

come probabilmente

specie

identica alla

T. Voglinoi Mich., della quale possedevamo alcuni esemplari deformati; ma poscia avendo interrogato l'egregio paleontologo sig. G. Michelotti, questi si dichiarò contrario alla nostra opinione, e ci fece il prezioso dono di un esemplare della T. Voglinoi, dei

meno

deformati che sono nella sua collezione. In questo bello individuo

un profondo seno longitudinale temente

la specie del

sulla valva ventrale, carattere

miocenico inferiore di Dego

,

si

osserva

che distingue eminen-

da quella del miocenico superiore

di Messina.

Grati alle tante cortesie del valente paleontologo italiano

nominato in suo onore

G. Michelotti abbiamo

la presente specie.

Lunghezza Larghezza Spessezza

sig.

del più

grande esemplare

26"""5

»

n

»

mai 26"

»

»

»

14

n,

mr

O

GIACIMENTO Qualche esemplare molto dubbio della T. Michelottiana incontrasi nel calcare L. presso Monforte; cioè nello strato più antico del miocenico messinese.

;





28

Essa giace propriamente nel calcare e nelle marne giallastre, cioè negli strati E ed F, che sono i più recenti del miocenico messinese. Trovasi alle contrade S coppo, Gravitelli,

Rometta, Pace, ecc.

Sp.

Terebratula orbiculata. Seg.

7.

Tav. II

16.

fig. 14, 15,

T. testa ovato-orbiculata subtetragona, depressiuscula

eonvexis

inccqualiter

valvis

qualibus, prope

marginem

lineis radiantibus

tenuiter punctatis

,

lineis

ad marginerà;

incrementi tenuìbus

ince-

,

ad regionem posteriorem evanescentibus

distinctioribus ,

valva ventrali couvexa medio gibbosiore;

tenuissimis obsoletis;

,

;

prcesertim

,

umbone prominente lato, parimi curvato; foramine majusculo, deltidium triangularem convexiusculum projunde septante ; valva minore orbiculato-subtetragona depressa, uirinque ad margines laterales anguloso-rotundata; margine frontale rotundato, cardinale e lineis duobus subrectis, medio in angulum plus minusque obtusum coniunctis constituto ; apophysarum p>rocessu ovato-oblongo tenue ; ramo transverso ,

,

,

plica valde elata instructo; apophysis subrectis, acutìsque.

stricto, et

Questa conchiglia è abbastanza depressa,

appena che

modo che

distinti e rotondati ai lati, in

maggior depressione

la

di

della conchiglia

si

forma quasi circolare con due angoli

sovente sembra appena quadrangolare;

presenta al margine della stessa, in

valve formano tra loro un angolo suturale molto acuto,

le

non

zione è semplice

e la linea di

disugualmente convesse ornate

flessuosa; le valve sono

modo

congiundi

esi-

lissime linee radianti, e d'una punteggiatura sottile, la quale presenta obliquamente

circa 15 perforazioni nella estensione d'un millimetro; inoltre vi

disuguali linee di accrescimento presso

regione posteriore 1'

umbone

;

la

i

ma

poco curvo

la piccola

,

il

troncato obliquamente da deltidio

,

il

quale è triangolare ed

regione cardinale, quasi circolare nella sua forma complessiva,

si

ma

allargate

ed

,

il

ma

presenta due

margine cardinale formato da due linee lamine

sua forma complessiva, esso è costituito da

ed orizzontali

trasversale presenta nel terali

al-

riuniscono al centro, formando un angolo ottuso; l'apparecchio delle

apotisi è ovato-allungato nella strette

un forame

valva o dorsale è molto depressa, alquanto gibbosa verso

angoli rotondati ai margini laterali

quasi rette, che

sottili e

margini, che svaniscono completamente alla

largo, circolare che intacca profondamente

la

osservano

valva ventrale che è la più convessa è molto gibbosa nel centro,

è largo sporgente

quanto convesso;

si

al

punto di congiunzione

mezzo una larga piega che

si

e al

cardine

eleva moltissimo

;

i

,

il

ramo

dentelli la-

sono appena incurvati ed acuti.

Questa specie è molto somigliante

alla

precedente per la forma complessiva,

ma

ne

differisce moltissimo

per l'apparecchio apotisario, pel deltidio convesso, pel forame

molto più largo, per

le linee radianti e

Tra

i

per la punteggiatura distinta.

varii caratteri che distinguono questa bella specie,

il

largo forame che tronca



29



molto obliquamente l'umbone, e che intacca profondamente chiglia

un

aspetto proprio delle terebratelle, al qual genere

per la conformazione molto semplice

Lunghezza Larghezza

dell'

il

deltidio,

non può certo appartenere

apparecchio apofisario.

della conchiglia

Spessezza

»

»

»

>;

da alla con-

\4.°"*

14

n,ra

6"""5

GIACIMENTO

La

T. orbiculata trovasi molto

raramente nel calcare miocenico

Rometta, Scoppo.

di

Gravitelli.

Sp. 8. Tercbratula Menegliiniana. Seg. Tav. II

fig.

12, 13.

CARATTERI T. testa ovato-orbiculata gibbosa, valvis sub-aiqualiter convexis

transversim regulariter

ctatis,

striatis, striis concentricis impressis,

rioribus evanescentibus , marginibus lateralibus jìexuosis

fermissime pun-

prope apicem

ad frontem

sinuatis

ra-

valva

;

regulariter convexa obscurissime sabbiplicata

ventrali

cardinale subrecto curviusculo non anguloso

jbramine majusculo septante

,

;

,

rotundato

dentibus solidis

,

;

margine frontale sinuoso, ; umbone prominulo parum curvato;

deltidìum latum, triangularem planatum profonde

ad frontem paullulum depressa; prope cardincm medio gibbosiu-

crassis, obtusis; valva dorsali suborbiculata,

,

productiuscula, subtruncata

et

scula; processi!, apophysarum brevissimo

medio plicato, plica elata; apophysis

,

suborbiculato

latis ,

,

ramo transverso

prominentibus

,

curviusculis

,

tentassimo,

prope car-

dinali oriundis.

Conchiglia ovata, molto regolare, quasi globosa e breve, in alla

forma

ed ornate

circolare, colle valve

ugualmente convesse

di linee concentriche, impresse,

della conchiglia e

rendono

le

valve, e più o

suosa .

si

vessa

ai lati, e ,

verso la regione posteriore di-

sottili linee

radianti

l'umbone e

appena

visibili in

la re-

ambe

appariscenti nei varii individui; la linea commissurale e

due oscurissime pieghe longitudinali, i

margini

laterali

maggior parte e circolare,

modo che

delle specie, risulta (piasi retto,

alquanto sporgente, poco

il

fles-

margini' frontale di essa

sono ricurvi in modo che

cardine senza costituire angolo di sorta, in

grande

;

sinuosa alla regione frontale; la valva ventrale ò regolarmente con-

e presenta

forma un largo seno, della

avvicina

e sottilissimamente punteggiate,

del tutto, restando cosi levigati

osservano inoltre delle

meno

si

molto regolari, che indicano l'accrescimento

la sua superficie lamellosa

vengono più rare finché svaniscono gione cardinale;

modo che

il

si

congiungono

al

margine cardinale, a differenza

leggermente curvo

ai lati;

l'apice

curvo, e troncato obliquamente da un forame alquanto

che intacca profondamente

il

deltidio,

il

quale è breve, triangolare,

— largo

,

appianato

i

;

sono spessi

denti

,

30



larghi e molto solidi

forma quasi circolare, col margine quasi retto e quasi troncata alla fronte,

alla

formando una larga

;

la piccola

valva è di

regione cardinale, un po' sporgente

e breve

prominenza, che s'inserisce

mediana v'ha una leggerissima depressione, più distinta alla parte anteriore ed al centro del margine cardinale una elevatezza circuita da depressione marginale. L'apparecchio apofisario è brevissimo, col ramo nel seno dell'opposta valva, nella parte ,

trasversale curvo in forma di semicerchio, nella parte dentelli laterali sono

molto presso

poco curvi, larghi, molto

solidi

media piegato ed elevato;

i

ed alquanto acuti, stando inseriti

al cardine.

Questa conchiglia per

la

sua esteriore conformazione ravvicinasi molto

alle

tere-

margine cardinale quasi retto, l'apice poco curvo, il forame grande che smargina profondamente il deltidio, sono caratteri proprii di tal genere; ma la conformazione dell' apparecchio apofisario non lascia dubbio di sorta sulla debratelle

,

dappoiché

il

terminazione generica. I caratteri tutti di

questa conchiglia la distinguono eminentemente dalle altre specie.

Lunghezza Larghezza

della conchiglia

Spessezza

Abbiamo

15

tini»

»

»

14°""

»

»

8'°°'

dedicato questa specie al chiarissimo professore Giuseppe Meneghini, per

manifestare verso



specialissimi favori

animo riconoscente

dotto geologo la gratitudine del nostro e soccorsi che ci

ha

agli

largito nel corso della presente pubblica-

zione, fornendoci dati scientifici, suggerimenti e consigli, che ci sono riusciti utilissimi allo scopo.

GIACIMENTO Questa specie giace nelle marne giallastre mioceniche dei dintorni

di

Rometta,

e si

vede con molta rarità nel medesimo strato presso Milazzo. Recentemente ne abbiamo ottenuto molti esemplari dal calcare di Scirpi presso Messina.

Sp. 9. TerelbratuLa grandis. Tav.

Blmn.

Ili fig. 1.

SINONIMIA 1788 Terelratula grandis.

Blumenbach. Handbuch der Naturgesch.

1856

»

ri

Davidson. Introd. a

»

n

v

Davidson. Brith.

1857

»

»

Pictet. (parte) Traité de paleontologie. Voi. IV. p. 20.

1862

r

»

E. Deslongchamps. Etudes critiques sur des Brachio-

l'hist. nat.

tert.

Brach.

des Brach. Pag. 52.

1. p.

podes nouveaux. Tav. VIII.

fig.

16.

15 e 16.





31

CARATTERI T. testa ovato-roturidata, tumida Icevi, fermissime perforata; striis incrementi irre-

magis ad regionem frontalem; marginibus iutegris linea commissurale flexuosa ; valva ventrale, regulariter convexa, ob-

gularibus fortiter impressis

haud

plicatis

;

soletissime biplicata, vel

et

medio subplanata; umbone

lato

prominente parum curvato;

forami ne orbiculato magno deltidium latum, brevem triangularcm lamina unica concava constilutum sentante; area nulla; dentibus solidis crassis ; valva dorsale ,

,

(equaliter convexa subbiplicata

prope cardinem

latis,

;

,

processu apophysarum oblongo, lamellis lateralibus

horizontalibus, planatis, deinde gradatim strictioribus

,

parum

divergentibus, plicatisque; apophysis strictis, arcuatis, lonyc productis, a medio longitudinis lamellarum oriundis,

ramo

transverso fortiter arcuato.

meno

Conchiglia di forma variabile ovale più o larga, e molto convessa

;

gata, sottilmente e regolarmente punteggiata strie di

riore

;

e

,

colla superficie levi-

marcata inoltre da leggiere e da

accrescimento che sono meglio distinte e più profonde verso

margini non piegati ed

coi

intieri

ventrale è regolarmente convessa ed ha limitato da due

deltidio

;

la linea

commissurale

da un'apertura circolare

breve triangolare, allargato

forti

la parte ante-

è flessuosa

;

valva

la

un leggiero appianamento mediano che viene

pieghe longitudinali divergenti poco distinte

largo, poco curvo, troncato

un

orbicolare, sempre più lunga clic

ugualmente convesse,

colle valve quasi

e

concavo;

e i

1' ;

apice è sporgente,

grande, che smargina alquanto, denti sono molto solidi, ottusi e

sporgenti; la piccola valva è anch'essa ben rigonfia, con due pieghe poco discernibili;

l'apparecchio delle apofisi è di forma allungata, troncata alla parte anteriore;

sono molto larghe

alla loro origine, là

ove

si

attaccano

al

margine cardinale,

spiegano dapprima in forma quasi piana ed orizzontalmente, quindi

grado grado divenendo poco divergenti in su,

dando origine

alle apofisi,

che

vandosi e poscia ripiegandosi più o

e verso la

metà

strette sin dalla

di loro

base

meno estesamente per

si

anse

esse

si

restringono

si

lunghezza

le

si

ripiegano

allungano molto incur-

la parte anteriore, termi-

nando in un'estremità molto acuta; il ramo trasversale poi congiungendosi alle anse forma due angoli sporgenti, e nella sua parte media è largamente e fortemente curvo, con un po' di appianamento alla parte centrale.

Lunghezza Larghezza

dell'

Spessezza

Grandi dubbii sono

una

sola,

ma

»

37'°°

»

»

25"""

che distinguono questa specie dalla T. am-

gli

mal conservati

le

hanno creduto convenevole riunirle in per la forma molto diversa degli appa-

e moltissimi autori

noi le giudichiamo distintissime

recchi apofisarii. (Vedi

Siccome

»

insorti sui caratteri

pulla descritta dal Brocchi,

44"'"

esemplare figurato

considerazioni intorno alla T. ampulla pag.

3.~>.)

esemplari di questa specie raccolti nel distretto di .Missina, sono troppo e quindi

non

si

è potuto riuscire di mettere a

nudo

l'intiero

apparec-



32



chio apofisario, abbiamo preferito di rappresentare nelle nostre tavole un individuo

ben conservato proveniente da rocce plioceniche giacenti presso Reggio per potere viemmeglio fare intendere

la differenza tra

di Calabria,

questa e la seguente specie.

GIACIMENTO Questa specie giace nel Crag pleistocenico recentemente raccolta nel pliocenico sore G. Meneghini,

il

quale

si

sue ricerche sui Brachiopodi

Abbiamo

è

Inghilterra e del Belgio. Essa è stata

d'

Toscana dall'egregio

e pleistocenico di

degnato comunicarci per lettera

profes-

resultamenti delle

i

terziarii.

raccolto varii esemplari

,

molto deformati dalla fossilizzazione, nelle assise

inferiori delle sabbie pleistoceniche soprastanti alle argille plioceniche presso Castro

Reale.

Sp. 10. Terebratula ampolla. Broc. Tav. IH

fig.

2 e

5, tav.

IV

fig. 1.

SINONIMIA 1759 Anomia ampulla.

A. Scilla.

De

Tav. XIV. 1814

»

lapidescentibus.

fig. 6.

Brocchi. Conch. fossile subappen. d'Italia. Tav. X.

pag. 466.

fig. 5.

1815 Terebratula ampulla.

corporibus marinis

Lamk. Animaux sans

Tom. VI.

vert.

ed. l.

a

p. 250,

1815-22.

Bronn. Italiens

1831

1834

»

tertiare Gebilde.

Leopold von Buch. Uber

1835 Terebratula grandis.

Bronn.

1836 Terebratula ampulla.

Phil.

Lethaea

fig. 19, 20.

geogn.

Pag. 123.

terebr. ecc.

Pag. 909.

Pag. 111.

XXXIX.

tav.

1835-38 (non Blum).

Enumeratio moli.

Sic. Voi.

I.

pag. 98. tav. VI.

fig. 10.

Enum.

1844 Terebratula grandis.

Phil.

1845 Terebratula ampulla.

Galvani (D. Domenico). Illustrazione fossili

1847

»

Terebratula grandis.

IL pag.

67.

delle

condì.

de

l'Italie

marine, ecc.

Michelotti. Descriptions des foss. mioc. sept.

»

moli. ecc. Voi.

Pag.

77.

E. Sismonda. Synop. méth. Ed.

2.

a

pag. 11. (non

Blum).

1850 Terebratula ampulla.

T. Davidson. Notes on au Examination of

Lamarck

species of fossil Terebratula;. Pag. 438.

1852 Terebratula grandis.

D' Orbigny. Prodrome de Paléontol. Tom. e 187.

III. p.

134

,,



33



1856 Terebratula ampulla.

T. Davidson. Introd. a

1857

G. Meneghini. Paléont. de

des Brachiop.

nat.

l'hist.

Pag. 52. «

»

de Sardaigne, ecc.

l'ile

Pag. 524. Terebratula grandis.

»

18G2

n

Pictet. Traité de paléont. Voi. IV, pag. 20.

G. Seguenza. Notizie succinte intorno,

n

ecc.

Pag. 14,

19, 26/

CARATTERI tumida

T. testa ovato-rotundata,

gularibus

parimi

,

distinctis

;

kevi, ìenuissime perforata, striis incrementi irre-

marginibus integris

linea commissurale subflexuosa

;

valva ventrale regulariter convexa, obsoletissime biplicata

umbone

prominente, incurvato; foramine rotundato

lato,

,

,

magno; deltidium latum,

brevem, triangularem, lamina unica, concava conslitutum, septantc tibus solidis, rotundatis, crassis.

;

vel medio subplanata;

area nulla den-

;

Valva dorsale cequaliter convexa subbiplicata

;

prò-

cessu apophysaruia deltoideo, lato; lamcllis lateralibus ab origine fortiter plicatis

valde dirergentibus; apophysis verso late ar exiato

,

latis,

erectis,

vix curvatis, acutiusculis ; ramo trans-

angulis duobus prominentibus cuin lamellis lateralibus

constitioit

medio subplanato. Conchiglia di forma variabile, ovale più o

che larga

molto convessa

e

;

meno

colle valve quasi

orbicolare, generalmente più lunga

ugualmente convesse

colla superficie

,

levigata, sottilmente e regolarmente punteggiata, e marcata inoltre da superficiali e

disuguali strie di accrescimento; coi margini appena flessuosi; la valva ventrale è

convessa regolarmente, con un leggiero appianamento mediano che viene limitato lati

da due pieghe longitudinali divergenti appena

ai

distinte; l'apice è sporgente, largo,

incurvato e troncato obliquamente da un'apertura circolare, che smargina alquanto il

deltidio

breve, triangolare, allargato

genti; la piccola valva è anch'essa

ben

e

concavo;

rigonfia,

i

denti sono molto solidi e spor-

con due pieghe appena discernibili

;

l'apparecchio delle apofisi è di forma quasi triangolare, molto largo alla regione anteriore

mente

;

,

le il

anse sono molto divergenti

sin dalla loro origine

lato interno s'innalza quasi verticalmente

molto larghe d'

,

una lamina

parte media

si

stretta

,

piegano longitudinal-

per formare

poco curve ed alquanto acute;

alla base,

si

il

ramo

le apofisi

trasversale è formato

che riunendosi alle anse forma due angoli sporgenti

eleva di molto curvandosi ad arco,

ma una

Spessezza

della conchiglia n

»

»

••

,

e nella

porzione centrale resta un

po' appianata.

Lunghezza Larghezza

che sono

50""' '

'

29°™ 8

,

— La

T. amputici è

che costituisce

una specie molto

la var.

varietà seguenti

A, molte



34

variabile, per cui oltre della forma testé descritta,

altre suole

assumerne

,

che bisogna distinguere nelle

:

Terebratula plicata.

Var. B.

Tav.

IV

fig. 1.

SINONIMIA 1814 Anomia ampulla.

(Varietà) Brocchi. Conch. foss. ecc.

1864 Terebratula ampulla.

Var. B. plicata. Prof. G. Meneghini (in

Tom. IL

p.

2G8.

lettera).

CARATTERI T. testa plicis valvce dorsalis eminentioribus, valva ventrale

ad frontem producta

depressione media magis distincta, sulcisque duobus longitudinalibus marginata

;

li-

nea commissurale ad latera rnagis flexuosa, ad frontem profunde sinuata.

Questa varietà è ben distinta per pei solchi e la depressione

mediana

le

piegature della piccola valva più sporgenti,

della

grande valva anch'

essi

più distinti

;

per una

sorta di lobo sporgente dalla regione frontale della grande valva, che viene ricevuto nella piegatura o meglio seno frontale della valva opposta, la quale in siffatta regione

accanto alle due pieghe presentasi considerevolmente depressa, per cui ne risultano i

margini

Le

laterali

strie di

alquanto curvi ed

il

frontale sinuoso.

accrescimento in questa varietà sono molto più

elevate. In alcuni esemplari si osservano delle strie longitudinali

distinte,

numerose ed

molto leggiere

e rav-

vicinate.

Lunghezza Larghezza Spessezza

della conchiglia » »

Var. C.

69

Dilli

mm

»

59

"

38°""

Terebratula complanata. Tav. Ili

fi

g

.

4.

SINONIMIA 1844 Terebratula grandis.

Var. B. complanata. Phil. Enumeratio moli. Voi. IL pag. 67.

CARATTERI T. testa

minus

inflata, plicis sulcisque

minus

distinctis.

Sicilia?.



35



Questa varietà è poco distinta dalla precedente, ne

differisce sopratutto

per la mi-

nore spessezza.

Lunghezza Larghezza &

47""°

della conchiglia

Spessezza

ii.ii>

»

»

47

n

»

21"""5

Tkkebkatula inflata.

Var. D.

Tav.

Seg.

Ili fig. 2.

CARATTERI T. testa

maxime

inflata, plicis

fere nullis, lobo frontale valva; ventralis longe pro-

dado, valva dorsale ad frontem sinuata ; propterea

linea commissurale multo fle-

xuosa, et anterius valde sinuata.

Questa varietà

è importantissima,

A, colla quale divide anco

var.

il

dappoiché somigliando nella forma generale

carattere delle pieghe poco visibili, se ne allontana

da essa grandemente per la conformazione della linea commissurale, che flessuosa ai lati

,

e

alla

profondamente sinuata

alla fronte

dappoiché

,

la

è

fortemente

valva ventrale

forma in quella regione un lobo molto sporgente che viene ricevuto in un seno

della

valva opposta. Questa varietà differisce inoltre dalle altre per essere molto convessa.

Lunghezza Larghezza & Spessezza

La

T.

»

»

47"""

»

»

42"""5

ampulla confusa per lungo tempo da

ziaria colla T. grandis,

sui

65"""

della conchiglia

Brachiopodi

fossili

differenziali delle

ne

tutti gli scrittori di

è stata disgiunta dal sig.

paleontologia ter-

Davidson nella sua celebre opera

d'Inghilterra. Noi ci siamo studiati di poter precisare

due specie, e siamo pervenuti

alla conclusione,

che per

i

caratteri

la

somma

variabilità delle forme esteriori di queste conchiglie, nessun carattere costante

serva

all'

gliarci

,

esterno che potesse valere a ben distinguerle

;

ma

dappoiché più innanzi vedremo esempii importantissimi

molto somiglianti neh' esteriore apparenza teri

;

W. euthyra

così la

e la

,

,

os-

in cui delle torme

sono differentissime per

W. Davidsoniana

si

questo non deve meravi-

gì'

interni carat-

soventi fiate riesce difficilissimo di

separarle alla sola osservazione della forma esterna, eppure queste due specie sono

eminentemente sue varietà

si

distinte pei caratteri interni; così

ancora

somiglia talmente alla T. septata, che

tima è una varietà della prima;

ma

esse sono



si

la

W. pelorìtana

in

molte

direbbe proprio che quest'ul-

differenti

da appartenere a due

di-

versi generi.

Così dunque dee dirsi della T. ampulla in confronto colla T. grandis, cioè che esse somigliano molto nella esteriore apparenza, mentre sono ben distinte per la con-

formazione dell'apparecchio apofisario;

infatti nella

prima

le

anse sono molto diver-

— genti piegate sin dall' origine

portano

e

,



36

apofisi presso

le

il

margine cardinale

sono molto larghe, erette, poco curve, e non molto allungate; nella seconda sono poco divergenti, larghe ed appianate

all'

le

che

,

anse

origine, colle apofisi molto strette, lun-

ghe, curve, acuminate, e sporgenti dalla parte media delle anse.

Non ha chiopodi

guari

il

professore Meneghini ci avvertiva per lettera che studiando

dell' alta e

cpianto riguarda

i

media

Italia

i

Bra-

medesimi nostri risultamenti per

è pervenuto ai

,

caratteri della T. grandis e della T.

ampulla.

GIACIMENTO Questa specie

contrade d'Italia.

Il

Brocchi,

molti altri paleontologi, ne

Nel distretto

miocenici sino

è stata raccolta dagli strati

di

Messina

il

Michelotti,

hanno la var.

e nel calcare sottostante L, alle

descritto

A

il

Philippi,

ai pliocenici in

Meneghini,

il

il

moltissime

Sismonda

e

caratteri e le diverse sue varietà.

i

incontrasi raramente nelle argille mioceniche

contrade Rometta, Monforte, Bianchi

;

come anco

I,

nel

calcare superiore F, a Gravitelli e Tremonte.

La

var.

B

è molto sparsa nel calcare miocenico

F

e rara nelle

marne E, contrade

Rometta, Graviteli], Scoppo, Trapani, Tremonte, Zaffarla, Lardaria, C'ammari, S. Filippo, S. Pantaleo, ecc.; nel calcare pliocenico di S. Filippo, santa taleo, Ibiso, ecc. telli

e

La

C

var.

Trapani. Della var.

Domenica,

S.

Pan-

trovasi con molta rarità nel calcare miocenico di Gravi-

D

possediamo un solo esemplare raccolto nel calcare

F

di

Gravitelli.

Sp. 12. Tereforatula sinuosa. Tav. IV,

fig.

2 e 3.

SINONIMIA Tom.

1814 Anomia sinuosa.

Brocchi. Conch.

1831 Terebratula sinuosa.

G. Bromi. Italiens Tertiar-Gebilde. Pag. 125.

1863

»

»

Prof. G.

1864

n

»

T. Davidson. Outline of the geology of the maltese

Meneghini

islands fig. 1

foss. sub. d'Italia.

,

II, p.

269.

(in lettera).

and descriptions of the Brachiop. Tav.

e 7,

pag.

I.

6.

CARATTERI T. testa ovato-rotundata leve, tenuissime perforata, striis incrementi irregularibus,

parimi

distinctis,

marginibus

integris, linea

commissurale Jìexuosa, ad frontem undu~

ventrale medio plicata, subcarinata ; carina rot andata sulcis duobus ad regionem frontalem magis profundatis limitata; umbone apicale prominente, mediocrità' incurvato ; foramine magno orbiculare, deltidium brevem septante; area lata; valva

,

latis,

subdistincta propter carnis lateralibus rotundatis; valva dorsale cequaliter convexa,

suborbiculato-ovata,

ad

latera depressa, medio silicata

,

sulco plicis duobus

,

prope





37

frontem prominentibus rotundatis, limitato, processa apophysarum deltoideo, lamellis lateralibus tenuibus, prope cardinem plicatis, deinde divergentibus; ramo transverso undulato, medio strido, ad latera dilatato, gradatìm incurvato, angulisque duobus acutis

cum

lamellis lateralibus formante

apophysis parvis

;

erectis

,

regione me-

e

,

diana lamellarum lateralium oriundis. Conchiglia variabile nella forma generale, che è ovato-rotundata, e qualche volta

semplicemente ovata, levigata

riconosce sottilmente perforata; su di essa d'

ordinario disuguali e non ben distinte

molto tra

,

che per ingrandimento microscopico

alla superficie,

ai lati, e flessuosa alla fronte

;

la

si

;

distinguono poche linee di accrescimento,

la linea di

commissura

delle valve è

valva ventrale è un po' più convessa

mezzo una piega longitudinale, che

e presenta nel

si

la

curva

dell' al-

ma

rende quasi carenata,

siffatta piega è più elevata per quanto più vicina alla regione frontale, ed in tutta la

sua lunghezza è rotondata;

ai lati di essa

sono due solchi larghi e poco profondi, che

dal centro della valva scorrono sino alla fronte, divenendo è largo, sporgente e

mediocremente curvo, ottusamente carenato

obliquamente all'estremità, da un forame largo breve e concavo

;

sempre più

la

che intacca

e circolare,

,

che risponde

frontale a preferenza,

si

presenta ondulato fortemente; e

valva rispondono precisamente

due solchi

ai

nel suo complesso di forma triangolare, le al

punto

di loro origine dal

sale è stretto nel centro rali

deltidio

il

,

dell'

opposta

1' ;

le

margine

il

due pieghe

e molto largo ai lati

,

di questa

strette e piegate;

dove congiungendosi

gracili,

ramo

il

ai lati la lamella

rio; le apofisi

sono piccole,

che

gradatamente

lo costituisce si ripiega

erette,

ed

trasver-

alle lamelle late-

forma due angoli sporgenti ed acuti, l'arco mediano che esso forma non

dappoiché

tutto,

apparecchio apofisario è

lamelle laterali sono divergenti,

margine cardinale sono

rile-

piega della valva

alla

opposta, e limitata lateralmente da considerevoli depressioni, per cui il

e troncato

valva dorsale presenta due larghe pieghe longitudinali più

vate verso la fronte, divise da un solco mediano

ed

distinti; l'apice

ai lati,

è largo

in senso contra-

acute ed hanno origine circa alla metti delle lamelle

laterali.

Lunghezza

50'""'

due esemplari

di

Larghezza

»

»

45

Spessezza

»

»

24

5

.">•">

29°""5 19"'"

5

7

Questa bella specie, sinora ritenuta dal maggior numero dei paleontologi siccome

una varietà

della T.

ampulla, sembraci distintissima per

nostre vedute sembrano

mente dal

sig.

nuosa oltreché per

le

sifica

differisce dalla T.

pieghe longitudinali,

lamelle laterali sono versale forma

meno

e

per

ampulla per 1'

umbone

divergenti,

un arco molto più

curva gradatamente e

suoi caratteri,

e le

sui brachiopodi di Malta. Intatti la T. si-

si dilata,

meno

la

opratutto

esterna conformazio

fornito di ottuse carene ai lati

forma dell'apparecchio

la

i

ben comprovate dalle figure e descrizione pubblicate recente-

Davidson, nelle sue ricerche

benanco per

tutti

apofisario,

dappoiché nella

piegate presso

piccolo, e là

ove essa

si

il

cardine,

congiunge

la

.

uè diver-

T. sinuosa le

lamina

alle laterali

trass'

in-

invece di formare una forte piega come nella T. ara-

— pulla;

38



sono piccole ed hanno origine dalla metà delle lamelle

le apofisi

Tutte

laterali.

queste differenze ci sembrano sufficienti a disgiungere la T. sinuosa dalla T. ampuìla. professore Meneghini in una sua gentile lettera ci avvertiva che avendosi procu-

Il

esemplari di grandi terebratule della Toscana, sembragli che la esteriore

rati molti

forma della

T. sinuosa facci graduato passaggio

guarda una

tale osservazione del ciotto professore

alla

T. ampuìla.

Per quanto

ri-

noi possiamo qui accennare tutto

quanto conosciamo ed argomentiamo dalle nostre proprie ricerche.

È

un

che la forma esterna della T. sinuosa

fatto indubitato

così essa è di

forma or molto allargata, ed or

ristretta, e le

sue pieghe sono anch'esse

variabilissime in riguardo alla maggiore o minore sporgenza,

abbiamo

disposizione e la conformazione. Tutto quanto

mente

che ha dato

nelle belle figure

alla luce

il

abbastanza variabile,

è

ma

hanno costante

la

asserito osservasi completa-

signor Davidson, dei varii esemplari

Nel nostro recente viaggio

della T. sinuosa raccolta nel miocenico di Malta.

in Italia

ed in Francia abbiamo curato di osservare nelle collezioni pubbliche e private quelle terebratule che a nostro giudizio debbono rapportarsi alla T. sinuosa del Brocchi, e

siamo sempre confermati

ci

collezione del sig.

nell'

idea della variabilità di questa specie. Nella gran

Deshayes vidimo molti esemplari provenienti

pieghe molto rilevate ed in corrispondenza molto profondi

le

i

d'

Algeri che hanno

solchi che le disgiun-

gono, e simili caratteri osservammo in molti esemplari che sono nella bella collezione paleontologica del prof. Massalongo in Verona di vedere, e nella collezione originale del

(1).

Gli esemplari poi che

concesso

ci fu

Brocchi a Milano, e in quella del signor

cavaliere G. Michelotti in Torino, e in quelle dell'Università di Padova, di Napoli ed

hanno

altrove,

le

pieghe meno rilevate

di quelli d'Algeri e del

ma

Veronese,

costan-

tissima ne è conservata la conformazione e la disposizione di esse.

Gli esemplari raccolti nelle rocce messinesi sono quattro soltanto, e differiscono tra

grandemente per

loro

plare nel quale

la

forma

e

abbiamo studiato

presentato dalla

tìg.

per la varia elevazione delle pieghe l'

;

infatti

2 dei Brachiopodi dì Malta del sig. Davidson

monografia citata

ferisce dalle altre

;

il

esem-

apparecchio apofisario somiglia molto a quello rap;

gli

altri

noi figurati, hanno maggiore relazione di forma con quelli rappresentati dalla della

1'

due da

fig. 1

quarto esemplare è costituito da una valva dorsale che

e

4

dif-

perchè fornita di due pieghe molto più rilevate.

In tutte queste variazioni noi non osserviamo un reale passaggio dalla T. sinuosa

ampuìla; dappoiché nei numerosi esemplari

alla T.

nelle rocce messinesi,

essa

quantunque

mente ed

non esistono mai

fornita di

le

pieghe

quest'ultima specie raccolti

umbone 2 ed inoltre, valva dorsale, manca completa-

laterali dell'

due leggiere pieghe sulla

in tutte le sue varietà del solco

di

mediano

,

pieghe sempre più prominenti della T. sinuosa. Inoltre

della T.

ampuìla non ha mai

(1)

può

(2) 11 l'

d' uopo avvertire che la Terebratula del provenendo da strati probabilmente eoceni, appartenere ad altra specie.

,

carattere delle carene o pieghe laterali del-

umbone

è sempre

specie da un'altra;

valevolissimo a distinguere infatti

la

di-

valva ventrale

indizio di carena mediana.

Ci è

forse

),

che disgiunge e rende più

stinte le

Veronese

(

una

è l'unico carattere otre di

unita alla forma del forame, sia valevole a far distin-

guere esternamente la Waldhelmia pclorilava dalla Terebra tetta seplaln, in tutte le variate forme che ambedue queste specie sogliono assumere. (Vedi le due specie suddette.)

?

,

— Siffatte differenze a nostro credere

vidson dica nella sullodata opera,

39



sono di molto valore, e quantunque

chela varietà della

T.

sig.

il

Da-

ampulla descritta dal Brocchi,

pieghe più rilevate, possa formare un passaggio, o una forma intermedia tra le due specie W; noi non possiamo astenerci dal manifestare la nostra contraria opicolle

nione, dappoiché tutti quegli esemplari che noi rapportiamo alla varietà descritta dal

Brocchi, non altro dimostrano che una maggiore distinzione nelle due pieghe dorsali,

maggiore sinuosità

e

una

tale

dell'

umbone

sui

margini

ma

;

la

compiutamente

(

carena ventrale

caratteri che distinguono a nostro giudizio

sono tuttavia ben conservati

specie dalla T. sinuosa vi ,

i

ed

il

sinuosa; ed una

T.

infatti

le

pieghe

mancano

2 ).

Quindi noi conchiudiamo che a nostro avviso che veramente

;

solco dorsale di sopra accennati vi

si

T.

la

ampulla

è differente dalla

conclusione tratta dai materiali raccolti nel Messinese, è quella

tal

addice alla paleontologia delle nostre rocce terziarie, dappoiché

nora non abbiamo scoperto in

esse,

esemplari intermedii tra

le

due

si-

specie.

GIACIMENTO

La

comune nelle rocce mioceniche di Malta e trovasi benanco nel come anco, secondo le ricerche inedite del prof. Meneghini

T. sinuosa è

,

mioceno del Piemonte che

ci

,

ha voluto gentilmente comunicare

mioceno

esiste nel

,

e

nel

plioceno della

Toscana. Il

piccolo esemplare da noi rappresentato nelle tavole proviene dallo strato

rocce messinesi

,

e

1'

esemplare grande dal calcare

F

;

gli altri

L

delle

due che possediamo

furono rinvenuti nelle marne grossolane. I dintorni di

succenuati

(

Rometta sono

contrade da dove provengono

le

i

quattro esemplari

3 ).

Sp. 13. Terebratula pedemontana. Tav. IV

fiff.

Lamk.

4.

SINONIMIA 1815 Terebratula pedemontana.

Lamarck. Animaux sans

1831

»

»

1850

»

»

G. Bronn. Italiens tertiar-Gebilde. Pag. 125. T. Davidson. Notes on au Examination of La-

marck 18G2 Terebratula roviboidea?

(1)

Non

bisogna trascurare dal far conoscere come

signor Davidson parla di questa varietà rapportan-

dosi a quanto dice (2)

il

medesimo Brocchi. il

nome

di T.

Museo ampulla

varietà, alcuni esemplari che a mio credere fa d'uopo

rapportare alla T. sinuosa.

Ma

III.

pag. 126.

ecc.

bisogna ricordare che

\

{

l

(non Biondi).

19.

tale i

raccolta è stata soggetta a varii disastri, e che

fossili

confusi e disgiunti dalle cartelle originali del-

l'autore, sono stati poscia riordinati; e niente

Nella collezione originale del Brocchi, nel

civico di Milano, vedonsi sotto

Tom.

species offossils terebratulae. Pag. 4

Seguenza. Notizie succinte,

Gr.

Pag.

il

's

vert.

cura che non (3)

si

ei

assi-

abbia incorso in qualche equivoco.

Recentemente

si

sono rinvenuti moltissimi fram-

menti di questa specie nelle marne

T

di

Rometta.

40

CARATTERI T. testa ovata, giòia, leve, distinctissime perforata, striis incrementi irregularibus,

parum

distinctis incequalibus,

marginibus flexuosis

propinquis rotundatis, sinu mediano discretis gitudinaliter subtriplicala;

carinato;

j'or amine

umbone

orbiculato majusculo

,

angulis

valva ventrale medio gibbosiore, lon-

dilatato gibbo, valde incurvato,

ad

luterà obsolete

valva dorsale distinctissime biplicata, me-

;

ad regionem frontalem

dio silicata, plicis

;

ad frontem biangulosis

,

elevatis, rotundatis et

ad angulos frontales

resp>ondentibus.

Conchiglia di forma ovata

e

molto rigonfia, colla superficie levigata

e

con distinta

perforazione, ed inoltre segnata da poche ed irregolari strie di accrescimento, Vieppiù distinte alla parte anteriore;

i

margini sono

sporgono due angoli rotondati, avvicinati

ed ondulati alla fronte

flessuosi

e disgiunti

da un seno mediano;

ventrale è molto gibbosa nel centro e sopratutto in vicinanza

dell'

umbone,

la

,

dove valva

essa pre-

senta tre leggiere pieghe longitudinali e ravvicinate; l'apice è molto dilatato, quasi

carenato sui

lati,

gibboso posteriormente ed oltremodo curvo;

il

forame

è circolare

ed

abbastanza grande; la valva dorsale presenta due pieghe rotondate, ravvicinate, molto elevate alla parte anteriore e disgiunte da

un profondo

solco, che mette capo al seno

marginale, come quelle riescono agli angoli frontali.

Qui più

tosto che la specie ci è stato d'

possediamo del distretto messinese se non vole,

il

uopo descrivere 1'

individuo, dappoiché non'

unico esemplare figurato nelle nostre

quale essendo stato paragonato cogli esemplari provenienti dalla Toscana,

siamo convinti che concorda precisamente. Ma se ci è riuscito a diradare in qualche modo T. sinuosa, certo che

sinuosa e la

la T.

l'

T.

i

taci

dubbj insorti, a riguardo della

non potremo pervenire a stabilire caratteri di distinzione tra pedemontana. Grandissima è la somiglianza tra queste due

foniie, e sembraci che quest' ultima soltanto se

ne separi dalla prima per essere più

piccola (carattere in vero poco valevole), per

umbone

1'

più gibboso

,

più dilatato e

mao'o'ionnente ricurvo.

D'altronde dobbiamo confessar schiettamente che

le

nostre osservazioni devono per

necessità riuscire di pochissimo valore essendo fondate sullo studio di

plare del quale non conosciamo

Ma

ad un

tal difetto

sore G. Meneghini

,

Il

solo esem-

apparecchio apofisario.

suppliscono senza dubbio

le

ricerche valevolissime del profes-

che ha voluto gentilmente parteciparci per lettera

comunicazione, come di tutte di offrire al dotto

1'

un

le altre delle quali

paleontologo italiano

i

sempre

ci

;

della quale

onora, sentiamo l'obbligo

nostri più sinceri ringraziamenti.

sullodato professore adunque, avendo esaminato e messo in relazione colla T. si-

nuosa

i

varii esemplari

della T.

pedemontana da

lui posseduti,

ha riconosciuto che

sovente, per gli esteriori caratteri, questi ultimi differiscono poco dalla prima specie.

Ma

avendo avuto

agio di potere studiare

pedemontana, da due intaccature

plare della T. e distinto

1'

1'

apparecchio apofisario in qualche esem-

ha ritrovato un grande arco trasversale, poco curvo, laterali che ben lo caratterizzano.

vi

— Siffatti caratteri interni

montana



41

valgono benissimo, a creder mio, a disgiungere

la T.

pede-

dalla T. sinuosa.

Lunghezza Larghezza

dell'

esemplare descritto

Spessezza

17"""

n

n

14°"°

»

»

10°""2

GIACIMENTO

La

T.

pedemontana

esiste nel

mioceno

del

Piemonte

e della

Toscana.

L' unico esemplare proveniente dalle rocce messinesi fu da noi raccolto nel calcare

miocenico

F

di

San Filippo

inferiore.

Sp. 14. Tcreforatula Guiscardiana. Seg. Tav. IV,

fig.

6 e 7.

CARATTERI ad regionem frontalem

T. testa ovato-subcuneiforme

latiore, superficie e lìneis con-

centricis incrementi striisque tenuibus, radiantibus ornata; marginibus integris, linea

commissurale haud flexuosa, sed propter margines valvarum intus replicatos profundata ; valva ventrale regulariter convexa, umbone apicale lato prominente valde ,

arcuato; deltidio latissimo, magno, concavo, dentibus crassis, obtusis gibbosiore subdeltoidea, auriculata, prope cardinem

valva dorsale

;

gibbositate magis distincta propter

depressionibus lateralibus; processu apopìiysarum (fractó)

e lamellis lateralibus

marginem cardinalem triangularibus

ab

,

obliquiusculis

,

et

prope

aliis obliquis incurvatis

inferne surrectis, constituto.

Conchiglia ovata quasi cuneiforme, perche

umboni

;

la superficie delle valve è

ravvicinate, le quali d' ordinario sono più o

larmente convessa,

coli'

grossi, ottusissimi e

,

ben

ornata di strie

meno ondulate

apice largo, molto sporgente

leggiere depressioni laterali striato trasversalmente

sua maggior larghezza è molto vicina

accrescimento sono ben distinte e disuguali,

alla regione frontale; le linee di visibili sugli

la

;

radianti, e

poco molto

la valva ventrale è rego-

incurvato fortemente e con due

deltidio è grandissimo, molto largo, alquanto concavo,

il

e smarginato saldi;

,

;

sottili,

ma

ed

formando due prominenze verso

il

1'

dal

forame

alla parte

margine da dove

essi

superiore

sporgono

esterno, che corrispondono

alle

si

-,

i

denti sono

curva alquanto

orecchiette dell' op-

posta valva; la valva dorsale è gibbosa sopratutto alla regione cardinale, dove forma

una prominenza semiconica ben

distinta perchè cinta da laterali depressioni, o

dove

la





42

valva forma due prominenze in forma di orecchiette; l'apparecchio delle apofisi, quan-

tunque non

ferentissimo da quello

triangolare presso

il

dosi obliquamente;

che

concesso di studiarlo intiero, pure siamo

ci sia stato

delle altre specie

;

gli altri

due

lamine

infatti le

laterali

dif-

assumono forma

cardine e>si saldano con esso soltanto per un angolo, disponeninoltre

loro lati interni

i

sorreggono dalla parte

le

valva

;

che esso è

sicui'i

lati delle

saldano con altre due lamine curve

si

che sporgono obliquamente dai margini della

inferiore, e

lamelle triangolari restano liberi e formano insieme ai

margini cardinali sporgenti due larghe cavità che servono all'inserzione degli opposti denti

angoli più interni delle lamelle triangolari

gli

;

sime e verticali, che dopo breve tratto

si

allungano in laminette

si

vedono rotte;

la linea

esilis-

commissurale

delle

valve in questa terebratula è poco flessuosa soltanto in vicinanza della regione cardinale,

ma

presenta una considerevole particolarità

un solco che circonda

giacente in fondo ad garsi verso

l'

interno dei margini delle valve

,

cioè

,

si

mostra profondata

,

perchè

conchiglia, e che risulta dal ripie-

la

e specialmente di quelli della regione

frontale.

La

specie or ora descritta è stata per noi

dapprima

soggetto di gravi dubbj, dap-

il

poiché non possedendo che un solo esemplare raccolto presso Messina

sentando

la

regione frontale mentre che ci

ha

fatto dubitare

che

1'

animale era in vita

,

e

certi caratteri della conchiglia

la sofferta

,

e

solamente in qualche punto

sono un carattere

Per

una

le

tale



;

avrebbero potuto essere anor-

ha dovuto trovarsi

1'

a-

mutilazione della conchiglia.

Inoltre l'esemplare di cui discorriamo

acque

e questo pre-

che fu quindi da esso riparata

mali, e originati dallo stato patologico in cui necessariamente

nimale per

,

valva ventrale in tale stato da mostrarci ad evidenza, che fu mutilata alla

si

pimentala

superficie corrosa dall'azione delle

osservano

segni di quelle strie radianti

i

,

che

importante di questa specie.

addotte ragioni eravamo molto ritrosi ad elevare al rango di specie novella

conchiglia, che quantunque

ci offrisse caratteri

ragguardevoli, pure non la-

sciava di elevare molte dubbiezze nella nostra mente.

Nello scorso ottobre trovandoci nel gabinetto di geologia

osservavamo con ammirazione una terebratula

d'

Università di Napoli

dell'

ignota provenienza, la quale rotta

soltanto all'apice, era conservatissima in tutte le sue parti, e presentava i

caratteri di quella che era stata

teri ci

compiutamente

da noi raccolta nelle rocce messinesi. Era

sorprendeva grandemente quello dei margini delle valve ripiegati

dappoiché per

1'

esemplare messinese avevamo supposto che un

potuto derivare da un difetto di forza vitale logico che gli attribuivamo

;

sviluppato regolarmente ed in

ma

ciò

modo

dell'

tal

tali carat-

in dentro,

carattere avesse

animale, dipendente dallo stato pato-

non poteva

ritenersi per

quell' altro

esemplare

affatto normale. Inoltre la superficie ben conser-

vata presentava delle strie radianti, delle quali neh' esemplare messinese non altro os-

servavansi che

Insomma

gì' indizii.

la terebratula del gabinetto geologico di

Napoli conviene precisamente coi

caratteri di quella raccolta in Messina, e quindi deve distinta,

che

ci

onoriamo

di dedicare

all'

con essa costituire una specie

egregio direttore di quel gabinetto signor

— professore G. Guiscardi

,

il

quale è stato



43 sì

cortese da regalarci quel fossile perchè a

nostro beli' agio potessimo studiarlo.

Lunghezza Larghezza

dei

due esemplari

31 n""

31"""4

28"""

30'""'

20"""

19°"" (l)

"

Spessezza

»

»

»

»

...... GIACIMENTO

L' esemplare messinese proviene dalle raccolto inoltre alcuni frammenti

;

di Napoli è d' ignota provenienza,

marne

Trapani

giallastre di

ma

probabilmente

dove abbiamo

,

esemplare del gabinetto geologico

l'

dell'

Università

è stato raccolto nelle Provincie

napolitane.

SOTTO-GENERE TEREBRATULINA D'Orbigny 1847

SINONIMIA Anomìa

et

Anomites. Linneo, Chemnitz, Wahlenberg, ecc.

Terebratuìa. Della maggior parte degli autori. Terebratulce

striatee.

Morris. 1846.

Terebratulina. D' Orbigny. 1847. Terebratuloì annuliferce. Quenstedt. 1851.

(Ij

Essendo questa monografia già presso alla pubgrande sorpresa ci è occorso di

ornata dalle linee di accrescimento e dalle linee lon-

blicazione, con nostra

gitudinali

rinvenire alla contrada Scirpi presso Messina, in una

tutti gli

cava di pietra calcare aperta tra lo strato E ed F secondo il nostro quadro, oltre quaranta esemplari della T. Guiscardiana, di cui non possedevamo sinora, dopo

anzi a rendere distintissima siffatta specie.

molti anni di ricerche nei terreni messinesi, se

esemplari adulti, sebbene in vario grado, e mostra

l'esemplare rotto figurato nel nostro atlante,

che abbiamo avuto agio specifici di

di

studiare

bene

i

non

per lo

caratteri

questa importante terebratuìa, quantunque

per la natura della roccia che racchiude tale conchiglia non

abbiamo potuto determinare sinora

la con-

formazione dell'apparecchio apofisario. In riguardo tutti

caratteri

i

esteriori

resta

inata la descrizione che qui sopra

poiché

i

varii

:>

precisamente confir-

abbiamo dato, dap-

esemplari recentemente raccolti

differi-

scono poco tra loro e dai due che possedevamo

;

in-

prominenza dell'ambone eia grandezza del deltidio concavo, la maggior larghezza della conchiglia costantemente presso la regione frontale, la forma aufatti

la

riculata della valva dorsale, la superficie

delle valve

ondulate

,

sono caratteri costantissimi

in

esemplari, e valgono benissimo a caratterizzare, Il

carattere

poi veramente singolare dei margini delle valve ripie-

costantissimo in tutti

gati in dentro è anch' esso

ogni caso che

conchiglia

la

si

mente sino ad una certa epoca, per certo tempo

il

è

gli in

accresciuta regolar-

e quindi

suo accrescimento

in

ha continuato

senso contrario.

Nei giovani esemplari, come ben può comprendersi, manca un tal carattere.

Leggendo

la descrizione,

sebbene molto breve, della

T. ampulla var. p del Philipp!, ci sembra probabile che tale braehiopodo delibasi riferire alla nostra specie. La grandezza degli esemplari raccolti ultimamente è varia, perciò crediamo utile dar dei

qui le dimensioni

due più grandi.

Lunghezza della conchiglia » » Larghezza Spessezza

»

«

88"

In-

36°"°

34--G I

23

,

— Sp.

1.

44



Terebratulina caput-serpentis.

SINONIMIA 1742 Anomia aurita.

1788 Anomia caput-serpentis. n

Anomia

Tav. XCVI.

Gualtieri. Test.

Limi.

Limi.

aurita.

Gm. Pag. Gm. Pag.

3344.

3342.

Lamk. Animaux sans

1815 Terebratula caput-serpentis.

3.

fijj.

1828 Terebratula aurita.

Fleming. Phil. of

1836 Terebratula caput-serpentis.

Philippi.

vert.

Tom.

VI.

Sicil.

Voi.

247.

p.

zool.

Enumeratio moli.

I.

p. 94.

tav. VI. fig. 5, a, b.

1844

j>

1845

»

n

Galvani.

1847

i;

»

G. Michelotti. Fossili miocenici,

"

»

»

A. Aradas. Conch.

Phil. Enuni. Voi.

»

»

Terebratulina caput-serpentis.

»

Terebratula caput-serpentis.

tav.

I.

»

»



n

fossili,

ecc.

foss. di Gravitelli.

ecc.

Pag.

75.

Pag. 14.

fig. 1

a

4.

116.

fig.

A. D'Orbigny. Prodrome de paleontologie. III.

pag. 134.

T. Davidson.

Intr.

Bradi, viv. e

e 54. tav. VI. fig.

1857

conchiglie

pag. 343. tav. LXVIII.

LXXII.

Tom. 1856

Illustr. delle

Sismonda, Synops. meth. Pag. 11. G. B. Sowerby. Thesaurus conchyliorum. Voi.

1852 Terebratulina caput-serpentis.

pag. 66.

II.

Pictet.

7, 8, 9,

foss.

Pag. 53

10, 11 e 21. 1856.

Traité de Paléont. Voi. IV. pag. 24

e 25. tav.

LXXXVI.

fig. 16.

1860

»?

i7

Reeve. Conch. icon. Tav. IV.

1861

77

?7

Reeve. Révision des Ter. (Journ. de Conch.

»

77

»

77

»

fig.

15, a, b.

pag. 125).

T. Davidson.

On

and Magaz. of 1862

"7> 1864

j?

Pag.

Pag. 12.

mioc. Pag.

77

G. Seguenza. Sulla

77

Deslongchamps. Recherches sur

"

ecc.

19, 26, 32. forni,

du manteau chez

Pag. 20. »

nat. hist.)

G. Seguenza. Notizie succinte intorno,

tion

"

recent terebratulae. (Ann.

tav.

I. fig.

les

l'

7.

organisa-

Brachiop. ecc.

1-7. tav. TI. fig. 1-5.

T.Davidson. Descriptions of the brachiopodes of the maltese islands. Pag.

9. tav. I. fig. 9.

CARATTERI T. testa ovato-cuneata subpentagona, depressiiiscula, plicis radiantibus dichotomis

tenuibus, transverse rugosis; perforatione tenue;

margine saipius ad frontem flexuoso;



45



fronte subtruncata, vel in adultis subemarginata; valva ventrale

ad frontem plus minusque sinuaio-depressa, umbone •prominente par um curvato; foramine usque ad cardinem producto, ovato-orbiculato oblique truncato ; area vix distincta- deltidium e ,

lamellis duobus parvis triangularibus discretis constituto

gitudinaliter gibbosa ,

sertim in pullis; aphophysartim processu gracile,

valva dorsale medio lon-

;

ad cardinem auriculata prceramo transverso medio, recto, te-

et fere obscurissime subplicata

,

ntassimo, anteriore flexuoso.

Conchiglia molto nota pei suoi caratteri e per la sua frequenza, ma molto variabile nella sua forma che in generale è ovato-cuneata e quasi pentao-ona, abbastanza deed ornata di sottili pieghe radianti dicotome trasverpressa, ma di varia larghezza ,

salmente striato-rugose

;

delle valve riesce più o

inoltre è fornita di sottile perforazione; la linea

meno

flessuosa specialmente al

commissurale

margine

frontale, che è quasi troncato nei giovani esemplari, ed alquanto smarginato negli adulti; la valva ventrale presenta d'ordinario una depressione verso la regione frontale, che non di raro si

estende per la maggior parte della conchiglia formando quasi un solco mediano; l'apice è abbastanza sporgente ma poco curvo, e presenta due spigoli laterali poco distinti

,

mente

che costituiscono o circoscrivono un' aia triangolare 1'

unibone e

estende sino al cardine

si

,

dividendo

;

il

il

forame tronca obliquadeltidio in

due lamelle

piccole triangolari; la valva dorsale è fornita alla regione cardinale di due ben distinte orecchiette, più manifeste nella giovane età, un'elevatezza longitudinale inoltre nel mezzo,

che

si

manifesta più distinta presso

sembra quasi oscuramente piegata per tenuissime lamelle

,

il

ramo

cardine, in

modo che

osserva la

valva

lo lungo, l'apparecchio apofisario è formato da

trasversale, che è nel

centro, quello della parte anteriore è

il

si

all'

mezzo

è retto e molto gracile nel

,

incontro flessuoso

,

e

s'

inarca alquanto nella

parte media.

Lunghezza

Fra

le

d'

un esemplare adulto

20""

>,

5

Larghezza

»

>;

«

16"""5

Spessezza

»,

»

»

9"""3

molte variazioni che questa specie presenta ve ne ha una proveniente dalle

marne bianche mioceniche che ben

distingue per alcuni caratteri; essa e molto pic-

si

cola anco allo stato adulto, molto gibbosa, specialmente alla regione cardinale della

valva dorsale, colle costole più distinte e granulate, molto distanti tra loro nell'età giovane.

GIACIMENTO Questa conchiglia

è

molto sparsa in natura; vive nei mari dell'Europa

rica settentrionale e nel Mediterraneo

zione

;

e dell'Ame-

è stata rinvenuta allo stato fossile nella forma-

miocenica, pliocenica e pleistocenica, di moltissimi luoghi, e sopratutto nelle

varie contrade d' Italia.

— Nel distretto messinese incontrasi nei

ma

lassico,

46



tre strati miocenici del

gruppo

argilloso-nio-

sparsa con rarità alle contrade Rometta, Milazzo, Masse, Graviteli!, Scoppo,

Trapani, Tremonte, ecc. Molto più comune vedesi nel calcare pliocenico a Gravitelli,

San

Filippo, Lardaria, Santa Domenica, Rometta, ecc. ed abbastanza sparsa nelle sab-

bie quarzose e calcaree del pleistocenico, alle contrade Ibiso, Trapani, Gravitelli,

Scoppo,

ecc.

SOTTO-GENERE WALDHEIMIA King 1849

SINONIMIA Anomia. Columna, Linneo,

ecc.

Terebratula. Llhwyd. Lamarck, Bruguière e la maggior parte degli autori.

Lampas. Humpli. Etidesia (Cardìum). King.

Waldheimia. King, Gray,

ecc.

Terebratule a grande apparecchio apofìsario. Davidson.

Sp.

1.

Waldheimia euthyra. Tav.

V

fig. 6-14.

SINONIMIA 1844 Terebratula euthyra.

Philippi. tav.

Enumeratio

XVIII.

Sic. Voi.

moli.

pag.

II.

68.

fig. 8.

Thomas

1856 Waldheimia euthyra.

Suess. Classification der Bracbiopoden von.

1861 Terebratula vitrea.

Lovell Reeve (parte). Révision general des térébrat.

Davidson. 1856. Tav.

fig. 5.

I.

viv. (Journ. de Condivi.) Voi. 9. 1861. pag. 124.

1862 Terebratula euthyra.

G. Seguenza. Notizie succinte,

ecc.

Pag.

19.

CARATTERI T. testa ovato-subpentagona dcpressiuscula laevi; valva ventrale obscurissime

plicata, foramìne oblungo usque

ad cardinem producto;

deltidio e lamellis duobus

parvis disgiuntis conslituto; apice parimi prominente- valva dorsale obscurissime plicata

,

plicis

cum

illis

bi-

bi-

valvae ventralis exacte respondentibus ; superficie grosse

punctata; linea commissurale subfiexuosa; dentibus solidis

,

propinquis

e

lamellis



47



apophysarum magno,

verticalibus surrectis; processu

lamellis lateralibus

ad cardi-

nem e lamellis obliquis, incurvis, conjluentibus surrectis\ prope frontem rejlexis et ad plicam denticulatis ; ramo transverso arcuato subbidcntato; apophysis prominentibus, acutis, incurvis.

Conchiglia ovata quasi pentagona, piuttosto depressa, levigata, con

strie di accre-

scimento poco distinte, colla superficie ornata di una punteggiatura ben distinta, e costituita da forellini grossi, disposti a quinconce e ravvicinati in modo, che sulla

lunghezza

un millimetro

di

ne contano circa 17;

se

la

commissurale

linea

è alquanto

flessuosa ai margini laterali; la valva ventrale è regolarmente convessa e presenta

due oscurissime pieghe, che dalla regione media vanno a terminarsi pice è dilatato, poco sporgente ed alquanto curvo; sino alla linea cardinale, in

modo che

il

disgiunti di forma triangolare allungata; vicinati e sorretti da

due lamine

forame

il

alla fronte;

a-

è allungato e si stende

deltidio risulta costituito da i

1'

due piccoli pezzi

denti sono abbastanza solidi, ottusi, rav-

verticali; la valva dorsale

che è

quasi pentagona, è anch'essa fornita di due oscure pieghe,

le

forma -ovata

di

e

quali corrispondono

esattamente nella direzione di quelle della valva opposta e vanno a terminarsi, insieme

ad

esse,

due oscurissimi angoli della fronte; l'apparecchio apofisario

ai

grande, esso

si

estende sino presso la fronte,

suol trovarsi d' ordinario nelle specie di questo la loro

gruppo

;

mediano che

del tramezzo le

anse sono gracili in tutta

lunghezza, all'origine vengono sorrette da due lamelle sottostanti che

curvano verso il

manca

e

molto

è

la parte

mediana,

margine cardinale, quasi

lunghezza,

le

confondono in una sola; verso

anse danno origine

vate ed acute; da quel luogo e quindi

si

e saldandosi alla superficie interna della

le

alle

due

apofisi

s'in-

valva sotto

parte della loro

la terza

che sono abbastanza sporgenti, cur-

anse divengono divergenti sino alla metà della valva,

curvandosi in dentro convergono sino in vicinanza del margine frontale,

circoscrivendo così uno spazio ovale; da quel punto esse

si

ripiegano sopra sé stesse

ed a ciascuna piegatura formano due dentelli acuti, quindi dirigendosi indietro,

vergono nuovamente costituiscono

il

ramo

e si

al di là della

metà

della valva, e curvandosi

margine

trasversale, curvato ad arco e biangoloso al

Lunghezza

18

della conchiglia

inferiore.

i

ii

Larghezza

*

n

15

Spessezza

»

»

10'

in

min

Non possedevamo che

vammo

estendono sino

di-

pochissimi esemplari

di

questa specie, allorquando

ritro-

Waldheimia che nella forma esterna molto si allontana da quella del Philippi, e quindi come distinta specie, pi r lungo tempo la riguardammo; ma posteriormente, avendoci procurato buon numero nelle

di esemplari,

rocce

fummo

plioceniche di

in

grado

noscere nella forma esterna

di

Gravitelli

di potere

una

esaminare

,

1'

apparecchio apofisario e

questa conchiglia dei passaggi graduati alla

rico-

11',

eu-

tkyra, oltrecchè l'interno apparecchio, pochissimo differisce da quello di quest'ultima,

che fu ben rappresentato dal Suess. Quindi oggi siamo obbligati dalle addotte

ra-



48



W. euthyra

una

Gravitelli è per noi

gioni di mutare opinione, e la conchiglia di

varietà della

Phil.

Var. B.

Waldheimia truncata. Fig.

Seg.

7, 8, 10, 11, 13.

CARATTERI W.

testa

ovato-oblonga vel ovata, plus minusque inflata, ad frontem truncata bian-

qulosa; plicis valvarum

ad angolos frontales respondentes magis

distinctis.

»

Questa varietà

considerevolmente dalla forma tipica, descritta e figurata

differisce

dal Philippi, sopratutto per la conformazione della conchiglia che è ovale o ovale

allungata

con una troncatura frontale per ordinario ben distinta

,

ma

angoli rotondati, colle pieghe delle valve più visibili,

e

terminata da due

variabilissima in riguardo

alla spessezza.

Lunghezza Larghezza

due

di

Spessezza

Var.

differenti esemplari

»

»

»

»

C.

.

»...

»

.

.

.

Waldheimia depressa. Fig

.

Q,n

'5

10

13'" m 2

8

16

ram

2 2

5"""2

9"'°'

.

n,n,

Seg.

12.

CARATTERI W. magis

testa

ovata ad frontem distinctissime truncata, biangulosa et dilatata; plicis

distinctis; utrisque valvis

La maggior

ad regionem frontalem medio

larghezza della fronte,

il

margine

depressiusculis.

di questa regione retto e la leggiera

depressione delle valve distinguono benissimo questa varietà.

Lunghezza Larghezza

17°""5

della conchiglia

Spessezza

Avendo ben esaminato

»

»

»

»

le varie

ÌG^'G 8°""

forme che assùme

la

W. euthyra, sembraci potere

asserire che l'apparecchio apofisario è costantemente lo stesso, esteriore della conchiglia sia tanto variabile. Inoltre riesce

che nelle

tre varietà sopradescritte vi

pratutto la leggiera sporgenza

dell'

quantunque l'aspetto

molto

utile

il

considerare

sono dei caratteri comuni costantissimi, e

so-

urnbone, la troncatura più o meno distinta della

,,

-

49



due pieghe sopra ciascuna valva, che corrispondono esattamente nella medesima direzione e vanno a terminarsi agli angoli frontali (1).

fronte e le

GIACIMENTO Philippi raccolse questa specie nelle Calabrie, forse in terreno miocenico. Noi

Il

abbiamo rinvenuto la var. A nel calcare Scoppo, Rometta e nel calcare pliocenico var. B.

La

C

var.

di Gravitelli,

Gravitelli

di

dove profusamente giace

la

ed esclusiva delle marne mioceniche di Rometta.

è rarissima

Sp.

marne mioceniche

e nelle

Waldheiniia peloritana. Seg.

2.

Tav. VI

1-10.

fig.

SINONIMIA Seguenza. Notizie succinte intorno

1862 Terebratula peloritana.

Pag.

W.

menti vix

maxima

ovato-deltoidea

testa

distinctis, superficie

alla costituz., ecc.

19.

latitudine

ad regionem frontalem

,

lineis incre-

distintissime et confertim punctata; marginibus

ralibus rotundatis, frontale subtruncmto

et

bianguloso

late-

linea commissurale flexuosa,

;

ad frontem biplicala et profunde arcuata valva ventrali convexa, a regione media usque ad frontales angulos plicis duobus prominentibus spatiumque depressum includentibus distincta; umbone lato prominente par uni curad

latera fortiter curvata,

;

,

vato

;

foramine

tum septante

;

lato rotundato,

deltidium elongatum, triangularem, medio subcarina-

dentibus obtusis; valva dorsale subdepressa, incurvata, trigona, plicis

duobus divergentibus totidemque sulcis signata; marginibus lateralibus incurvatis ar-

mediano U totius longitudinis valva} a regione frontale usque ad cardinem gradatim elevatur et extus linea colorata se ostendit; processu apophysarum cuatis

;

l

septo

,

,

magno fere

(1) Il

tisque

ad frontem producto

signor T. Davidson, in una sua lettera dello

;

lamellis lateralibus e lamina

della T. septata e che

cardinale.

abbiamo potuto esaminare acapparecchi siamo anche

scorso gennajo, ci faceva conoscere che nella recente

curatamente

opera del signor J.Gr. Jeffreys, che

noi obbligati a tacere in riguardo a tale riunione, es-

ci

manca, Dritish

i

loro

interni

mancano

,

esemplari delle due

conclioloyy, voi. II, 1863, trovasi annunciato che pro-

Bendochè

babilmente la T. euthyra Phil. non è altro che una

viventi, coi quali sarebbe indispensabile fare dei con-

varietà

oblunga della T. cranium vivente mi mari Europa e che 1' autore inclina a

del settentrione d'

,

11

nostro dotto amico soggiunge:

dal pronunciare giudizio, cie fossili. » sili

E

noi che

"Noi

non conoscendo

ci

Pur nondimeno, esaminando

figure

delle

le

due spe-

possediamo tanti esemplari

e tante distinte varietà,



della T.

i

itthyra

,

li.

specie

asteniamo

fos-

come

gli

fronti.

credere che la T. m-ptiriera vivente nei mari di Nor-

vegia, sia la stessa della T. sep/ata del Philippi.

ci

descrizioni e le

due specie viventi nell'opera del Reeve ic ii', ri sembra che non convengano colle

fossili,

e specialmente la T. septigera, nella de-

scrizione della quale,

non

si

accenna

simo carattere dell'apparecchio lni
mediano.

le

specie

all'

importantis-

;ip..lisui> della T. ^;>-

anse contraggono aderenza

col

tramezzo



50

concava Jlexuosa, anterius producta, orizontaliter super sectum fixa oriundis, tenuissimis, strictis, divergentibus, arcuatis, demum convergentibus et prope frontem replicati s

,

gradatim

dilatatis

latissimo arcuato

;

medium

ultra

,

sua maggior larghezza,

,

le linee di

specialmente

,

un millimetro,

che formano due

al

molto curva

sono disugualmente convesse

la ventrale è

;

,

dove

e stanno disposte a quini

margini sono rotondati,

;

d'

,

e che

commissura

la linea di

con due pieghe ed a foggia

ai lati,

curvatis.

curvi del triangolo

lati

frontale formando due angoli molto rotondati

flessuosa,

transverso

quasi troncata alla regione frontale

accrescimento sono appena discernibili;

laterali

i

ramo

colla superficie fortemente punteggiata, e le pun-

teggiature sono circa 12 nella lunghezza di

quonce;

parum

apophysis parvis, productis acutis

Conchiglia di forma ovato-triangolare presenta la

'productis divergentibvsque;

uniscono

si

delle valve è

arco alla fronte

;

valve

le

molto più rigonfia, e presenta due pieghe

sporgenti nia rotondate, che dalla regione media della conchiglia divergono sino alla

racchiudendo uno spazio depresso

fronte,

gente, largo e poco curvo

ha

i

la

rali della

laterali incurvati,

conchiglia;

dal lato interno

valva,

delle lamelle

che

valva dorsale e triangolare poco convessa

margini

pieghe

troncato da un' apertura larga e circolare

,

mancano completamente

ottusi e ;

forma quasi triangolare; l'apice

che è allungato triangolare e carenato lungo

deltidio,

cie

di

dell' si

ha

inoltre

per

lo

li

/s

mediana;

i

il

denti sono

sorreggono nella precedente spe-

ma

curva longitudinalmente

che ne risultano rotondati

i

,

essa

margini commissu-

due pieghe molto divergenti e rotondate, che limitano

;

lungo

la linea

mediana neh' interno

erge verticale una lamina, che dal cardine

bassa, sino ai

che intacca

con due solchi poco profondi corrispondenti nella direzione delle due

opposta valva

4

la linea

,

è spor-

si

di questa piccola

estende, divenendo

sempre più

della lunghezza della valva stessa, ed alla superficie esterna

si

mani-

festa con molta chiarezza per mezzo d'una linea bruniccia; l'apparecchio apofisario è molto grande estendendosi sin presso alla fronte le anse hanno origine da una lamina ;

orizzontale,

gata ai

che

lati,

è

concava, disposta tra

il

cardine e

le fossette dentarie,

alquanto pie-

sporgente in una prominenza acuta alla parte anteriore, e sorretta dalla

lamina verticale mediana; esse sono molto gracili dapprima e divergenti, s'incurvano quindi e convergono sino dove

gendo nuovamente

si

ripiegano sopra sé stesse

si

;

e dilatatandosi e diver-

estendono in dietro e giungono sino ai due terzi circa della

valva, dove curvandosi costituiscono

mato ad arco

,

le apofisi

il

ramo

hanno origine presso

trasversale, che è molto largo e conforla

lamina cardinale

e

sono piccole, molto

sporgenti, acute e poco curve.

E

importante accennare ancora come

mente

delle pieghe,

come ben

Lunghezza Larghezza Spessezza

lo

i

giovani esemplari sono sprovvisti completa-

rappresentano

della conchiglia »

»

»

»

le figure 5,

5

o,

5

b.

26 n " )inoi 22"

15 "4 n,,

— Var. B.

-

51

Waldheimia angustata. Fig. 2, 2 a, 2

ò,

2

Seg.

e.

CARATTERI W.

testa anterius angustiare,

margine frontale magis arcuato.

Questa varietà è distinta dalla forma tipica per essere più

ristretta

,

e pel

margine

frontale più flessuoso.

Lunghezza

della conchiglia

Larghezza

•>

»

Spessezza

»

»

25"

.........

16°""4

Waldheimia

Var. C.

19°"°

gibba. Seg.

Fig. 4.

CARATTERI W. plicis

angulis frontalibus minus rotundatis, fere rectis, valva ventrale

testa gibbosiore,

magis

distinctis eminentioribus

,

usque ad apicem fere perspicuis; linea com-

missurale ad frontem fere recta, ad angulos exacte plicata.

Questa conchiglia

è distinta

perchè molto più rigonfia, per la valva ventrale molto

gibbosa, colle piegature visibili sino quasi dall' apice, ed assai più distinte,

meno

ro-

tondate e molto divergenti, esse rinchiudono uno spazio triangolare molto più grande dell'

ordinario, più tosto appianato che depresso

riore

si

mostra più piana

sono poco distinte

;

gli

Lunghezza Spessezza

quanto

lo è nelle

la

valva dorsale nella regione ante-

precedenti varietà ed

i

solchi e le pieghe

angoli frontali sono quasi retti e poco rotondati

coramissura è poco curva

Larghezza

di

;

al fronte, e

forma due pieghe ben

»

Var. D.

la linea di

distinte agli angoli.

28 oim

della conchiglia »

;

32°"°

»

22°""

»

Waldheimia septatiformis. Fig.

G,

e

Seg.

a.

CARATTERI W.

ad frontem strictiore, fere exacte truncata; missurale ad frontem non arcuata. testa

vatvis vix plicatis, linea com-

,

— Questa varietà



52

è distintissima pel fronte

esattamente troncato

quanto la regione media della conchiglia, per linea commissurale

grandemente

d'

le

valve insensibilmente piegate, per la

alla fronte. Tutti

questi caratteri la fanno somigliare

alla Terebratella septata.

gli esterni caratteri

sono

non curva

altronde

si

e quasi così largo

,

Trattando

diremo quali sieno

di quest' ultima

che valgono costantemente a distinguere queste due specie diverse nella loro interna conformazione

,

,

che

da doversi raggruppare

a due distintissimi t> ceneri. N

Lunghezza

}mni 18°'

della conchiglia

Larghezza

n

n

13"""6

Spessezza

»

»

11""

Var. E.

Waedheimia rotundata. Fig.

Seg.

7.

CARATTERI W.

testa

orata ad frontem arcuata haucl

ventrale medio

plicis

parum

distinctis

;

valva

non depressa.

Conchiglia di forma ovata

mancante

tr lineata,

,

non troncata

alla fronte

,

colle

pieghe poco distinte

,

e

di depressione alla valva ventrale.

Questa varietà, per questi varii caratteri assume un aspetto diversissimo

dall' ordi-

naria forma tipica.

Lunghezza

20"""2

della conchiglia

Larghezza

>;

»

17""5

Spessezza

»

»

12""

Var. F.

Waldheimia elongata. Fig.

Seg.

9, 10.

CARATTERI W.

testa

ovato-oblonga, umbone magis prominente et incurvato

valvis convexis, plicis

Questa forma

si

parum

,

fronte arcuato

distinctis.

distingue benissimo per essere molto allungata,

non troncata, né

depressa alla valva ventrale.

Lunghezza

di

due esemplari

21""5

13" m 4

Larghezza

»

»

9" m

14""

Spessezza

»

»

7""5

14"°'

— In tutte le varietà descritte, costanti

bone; il

il



conservano ed invariabili

i

caratteri dell'uni-

forame bastantemente grande e circolare, l'apice sporgente

e

non molto curvo,

si

non mai circondato da un'

deltidio quasi carenato,

E

53

aia distinta.

questi caratteri esterni sono quelli che valgono benissimo, senza esaminare gl'in-

terni apparecchi

,

a far distinguere a prima giunta qualunque varietà della

ritana dalla T. septata

come più dettagliatamente faremo conoscere

,

W. pelo-

trattando di

quest' ultima specie.

GIACIMENTO

La W.

peloritana è una delle specie più comuni delle rocce messinesi, dal calcare

F

miocenico

La

essa

si

estende in senso verticale sino al pliocenico C.

comune, trovasi nel calcare o

var. A, che è la più

nelle

marne mioceniche

alle

contrade S. Filippo, Scoppo, Caulinari, Gravitelli, Trapani, Tremonte, Serro, Rometta, Milazzo, Scirpi, ecc. la var.

comune

C

La

var.

B

vedesi molto più raramente insieme alla precedente,

proviene dal calcare miocenico di Scirpi e Gravitelli; la var.

nel calcare pliocenico di quest'ultima contrada; la var.

nel calcare

F

di

Scoppo da qualche raro individuo

la var.

;

F

E

D

è

più tosto

viene rappresentala

da ultimo è stata

ra-

rissimamente raccolta nel calcare pliocenico di Gravitelli.

Sp. 3. Waldheiniia depressa. Tav. V,

fig. 15, 16.

SINONIMIA 1862 Terebratella pusilla. Seguenza. Notizie succinte intorno

Pag.

19.

alla costituzione, ecc.

(non d'Orbigny).

CARATTERI W.

testa

tenuissima parva ovato-subpentagona, depressa, grosse punctata; margini-

bus integris haud plicatis

;

valva ventrale pentagona

umbone producto

,

lateralitcr

làcarinato; area triangulare planata, foramine lato trigono; deltidio nullo; dentibus

parvis laminisque surrectis

;

valva dorsale ovale; processu apophysarum

e

lamina

cardinale curva, lamellisque lateralibus ab ipsa oriundis constituto.

Conchiglia di forma ovale, quasi pentagona, piccola sottili e tieri,

pochissimo convessa; colle valve

e

quasi uguali, punteggiate grossolanamente ed a quinquonce, coi margini

non

flessuosi

gona, essa ha

;

la

valva dorsale è quella che più

umbone sporgente ed

acuto, carenato ai

distintissima che è forata da un'apertura triangolare

perciò sino al margine cardinale

;

i

si

approssima

lati,

e quindi

non limitata da

alla

ne

in-

forma pentarisulta

deltidio,

un'aia

ed estesa

denti son quasi costituiti dall' estremità un po' in-

grossate di due lamelle che dalla superlicie interna dilla valva

b'

innalzano obliqua-

,

— 54 — mente;

forma quasi ovale,

la valva dorsale è di

parecchio apofisario (sempre rotto) è formato il

margine cardinale

anse sin

e

,

d'

apice alquanto sporgente;

coli'

una lamina curva che

1'

ap-

attacca sotto

si

distacca innalzandosi obliquamente ai lati per sostenere le

si

dall' origine.

Lunghezza Larghezza

Avevamo

3"""7

della conchiglia

3""°

»

n

confusa questa specie con quella del Philippi, T. pusilla, per alcuni ca-

ratteri esteriori

che molto

l'umbone acuto

triangolari,

ravvicinano

le

e

così la

,

sporgente ed

altri.

forma generale

Ma

,

1'

aia ed

esaminando bene

siamo accorti che la nostra specie è ben diversa da quella del Philippi nella nostra

dorsale col

deltidio

il

che

è sviluppatissimo in quella,

margine cardinale

apice sporgente. Inoltre

ci

retto,

1'

forame

la quistione ci ;

infatti

la quale inoltre

ha

manca

la valva

alquanto smarginato dal forame, e mancante d'un

sarebbe impossibile riferire questa spoglia malacologica al

genere Terebratella, come da

quantunque

il

tutti

autori

gli

apparecchio delle apofisi

ci si è

si

per la specie del Philippi

fa

che

;

presentato sempre rotto, pure possiamo

con certezza asserire che esso non dovea avere altre aderenze colla valva dorsale fuorché quelle che

le

anse sogliono contrarre alla loro origine presso

il

margine

cardinale.

La quale

nostra specie ha grande somiglianza colla Terebratula capsula Jeffreys per la il

signor

King proponeva

il

nuovo genere Gwynia

forme esterne valgono pochissimo allorquando

si

,

ma

questi rapporti tra le

è tuttavia ignari sulla costituzione

degl' interni apparecchi.

Da

ultimo

ci

guenti caratteri

siamo decisi :

di

annoverare

nella valva ventrale

si

la nostra specie tra le

osserva che

i

Waldheimie pei

se-

denti sono sorretti da lamine

che s'innalzano dalla superficie interna della valva, come nella maggior parte delle

Waldheimie conosciute e curve che insieme

proprio della

W.

si

nella dorsale le anse

;

riuniscono e

si

hanno origine da due lamine oblique

fissano sotto

il

margine cardinale,

cai-attere

euthyra.

GIACIMENTO Questa piccola specie vi è rara e trovasi

è propria delle

sempre

marne

giallastre

colle valve disgiunte,

mioceniche di Rometta

;

essa

per cui l'apparecchio apofisario è

costantemente rotto.

Sp. 4.

Waldhehnia Dayidsonianà. Tav.

V

Seg.

fig. 1-6.

CARATTERI W.

testa orbiculato-ovata,

depressiuscula

ad frontem arcuata; marginibus

acutisque; superficie eleganter confertim perforata

,

integris

striisque incrementi raris

,

viz

-



55

valva dorsale gibbosiuscula ; umbone prominente dilatato incurvo; foramine oblongo usque ad cardinem producto ; deltidio e lamellis duabus disgiunti? distinctis

;

,

parum gibbosa fere orbiculata, ad apicem inflata processu apophysarum elong ato ultra medium producto ; lamellis lateralibus subpademum retroflexis, ad plicas denticularallelis, anterius arcuatis et convergentibus parvisque constituto; valva dorsale

;

,

,

tis,

prope cardinem

strictas

e lamellis subverticalibus surrectis,

sursum flexas

,

medio coalescentes

,

et

medio

dilatatis et in lamellas

inde div erg entes

,

ramoque transverso

arcuato superile subangulato coniunctas, productis; aphophysis parvis

latis incurvati*.

Conchiglia di forma un po' variabile, ora ovata e più sovente ovato-orbiculata, cola e poco convessa, senza indizio alcuno di pieghe longitudinali, coi margini

poco

e sulla lunghezza d'

convessa dell'altra;

forame

un millimetro 1'

se

punteggiature sono disposte a quinquonce

le

ne contano 16;

deltidio è costituito piccoli, ottusi e

quasi circolare

la

apice è mediocremente sporgente

presenta allungato perchè estendesi sino

si

da due pezzi

al

valva ventrale è alquanto più

ma

non molto curvo;

dilatato e

margine cardinale,

triangolari, piccoli, che restano disgiunti;

e quindi

il

denti sono

i

ciascuno è sorretto da una lamina verticale; la valva dorsale di forma si

mostra più rigonfia verso

1'

apice

;

F apparecchio apofisario

stanza complicato, nel suo insieme h di forma allungata, e

lunghezza della valva dorsale;

terzi della

intieri,

ed abbastanza taglienti; la superficie presenta rare linee di accresci

flessuosi,

mento, ed è elegantemente punteggiata,

il

pic-

alla loro origine presso

il

le

anse sono molto

si

è abba-

estende per circa due

strette, parallele e gracili

margine cardinale, dove sono sorrette da due lamelle quasi

verticali,

che curvandosi alquanto verso la parte mediana della medesima regione

cardinale

,

saldano colla valva formando quasi una lamina continua

si

qua sporgono

le apofisi,

un po'

;

curvate, triangolari, brevi, molto larghe alla base

;

indi vicino

la parte centrale della conchiglia le anse si dilatano molto dal lato interno, e

due laminette elevazione

strette

che s'incurvano dirigendosi in

incontrano e

s'

si

molto e vanno ad incontrare

due

lati

estremi

;

da

saldano insieme il

tale parte

anse progredendo ancora verso

gradatamente convergendo, ristrette, e si

ramo

si

formano

della loro

ancora divergono

uniscono ad esso ancora quasi

complicata struttura della conchiglia

si

si

,

osserva

e quindi si ripiegano sopra sé stesse conservandosi

margine

Lunghezza Larghezza Spessezza

ramo

trasversale,

le

molto ripie-

alquanto curvo ed un

inferiore.

della conchiglia »

»

»

»

10

D

"°3

9°""4 5'"°

apparecchi apofisarii delle Waldheimic descritte sono tra loro sì specie a cui si appartengono potrebbero ben formare i tipi di altret-

I caratteri degli le

il

,

ai

restringono

dirigono quasi orizzontalmente in senso opposto divergendo, e poi

po' anguloso al

che

dove

margine frontale

gandosi nuovamente vanno a costituire

diversi,

,

si

metà

e verso la

e poscia innalzandosi

trasversale e

centrale il

,

alto,

al di

— tanti

gruppi specifici distintissimi

mancare uno o più

;

ed inoltre in ciascuna di queste forme

,

terno apparecchio

osserva che la

i

— Waldheimia.

dei caratteri assegnati al sottogenere

rando la W. depressa

gono

56

,

si

specie molto dubbia perchè ci è sconosciuta la forma

W. peloritana manca manca

denti nelle altre due specie, mentre in queste

vede

dell' in-

che sorreg-

delle lamelle la

si

Infatti, trascu-

lamina mediana che è

molto sviluppata in quella. L'origine delle anse concorda nella W. euthyra e Davidso-

niana ed

W. peloritana. Da ultimo

è diversissima nella

recchio apofisario

,

il

modo

di

piegatura delle anse

grandi relazioni nella W. euthyra e peloritana

,

,

la

conformazione

dell'

appa-

e la loro estensione presentano

mentre differiscono immensamente

W. Davidsoniana. La W. Davidsoniana nella sua esteriore apparenza molto si approssima a qualche varietà della W. euthyra, sopratutto per avere il forame identicissimo a quella specie, ma la nostra conchiglia poco variabile nella sua forma non mostra mai le pieghe longitudinali proprie di quella, nò tampoco il margine frontale troncato che in quella più o meno si manifesta ed inoltre essa ha 1' umbone più sporgente e dilatato e la punteggiatura più grossolana. Dedichiamo la nostra bella ed importante specie al

nella

,

;

chiarissimo paleontologo signor T. Davidson alla classe dei

si

conosciuto pei suoi dotti lavori intorno

Brachiopodi.

GIACIMENTO Questa distintissima specie giace esclusivamente nel calcare pliocenico

dove

si

di Gravitelli

rinviene raramente.

GENERE TEREBRATELLA D'Orbigny 1347

SINONIMIA Anomia

e

Terebratida. Dei varii autori.

Terebratella.

D'Orbigny.

Sp.

1.

Terebratella septata.

Tav. VII

fig. 1-7,

tav.

Vili

fig. 1-3.

SINONIMIA 1844 Terebratula septata. Phil. Enum. moli. fig. 7.

1862 »

'i

»

n

»

Sicilia?.

Voi,

II.

pag. 68. tav. XVIII.

1844.

Seguenza. Notizie succinte, ecc. Pag. 19.

idem

Sulla formazione miocenica di Sicilia. Pag.

7.

o

<



CARATTERI T. testa ovali

tone

tumida ad frontem subtruncata

et constricta,

medio

latiore, perfora-

marginibus rotundatis, linea commissurali fiexuosa, ad frontem biplicata; incrementi tenuibus anterius magis perspiouis ; valva ventrali gibbosissima,

tenui,

lineis

,

magnum ad frontem

propter plicis dvobus rotundatis, sinum

minente fortiter recurvo

et

fere uncinato; area distincta;

deltidium septante; deltidio triangulari-elongato iunctis constituto

;

e

,

umbone proforamine parvo oblongo constituit;

,

lamellis duobus in

valva dorsali subpentagona anterius incurvata

,

medium

con-

plicis duobus di-

ad marginem incurvata; marginibus lateralibus fere parallelis ; lamina interna mediana septante long e extensa, a regione frontale grudatim elevata et prope cardinem angulum promincntem format, et extus linea colorata se ostendit; sceleto interno magno lamellis lateralibus e lamina cardinali subvergentibus obsoletis ornata,

,

rombea, concava, orizontaliter super sectum fixa oriundis, tenuissimis, strictis, et cum ramis transversis obliquis ab angulo prominente laminai mediana} oriundis coale-

prope frontem replicatis et fere usque ad lamellas gradatim dilatatis; ramo transverso latissimo arcuato;

scentibus, deinde divergentibus, septi oriundas, productis, et

apophysis parvis acutis

parum

,

curvatis; dentibus obtusis parvis, lamellisque duobus

surrectis.

Conchiglia di forma ovale molto rigonfia, a valve disugualmente convesse, alquanto

modo che

ristretta verso la fronte, e troncata in

metà

della conchiglia

;

la

sua maggior larghezza è circa alla

la perforazione delle valve è sottile

ma

molto ben distinta

,

e

regolarmente ordinata a quincouce, ciascun millimetro di estensione contiene 20 punteggiature, di è

i

margini della conchiglia sono rotondati,

commissura segnata da

delle

due valve

sottili linee di

è

molto curva

i

laterali quasi paralleli, la linea

ai lati e biplicata al fronte; la superficie

accrescimento, solamente nella regione anteriore

;

la

valva

ventrale è molto convessa e curva per due pieghe longitudinali molto arrotondate, e

quindi poco distinte, per lo che al fronte di essa ne risulta un largo seno

abbastanza sporgente e curvo quasi ad uncino, limitano un'aia triangolare;

forame

il

è

ai lati

1' ;

apice è

presenta due spigoli ottusi che

piccolo rotondato dalla parte superiore, an-

goloso dal lato del deltidio, che intacca profondamente; questo ha la forma triangolare

bastantemente allungata, e s'incurva insieme all'apice,

da due pezzi disgiunti come dice del

forame

sia

quasi verticali

molto estesa

come

in

;

i

il

denti sono ottusi

molte Waldheimioe;

ma

non

è

concavo, né formato

quantunque qualche volta

Philippi,

la

e

,

vengono

valva dorsale

pentagona, cur-

vata alla regione frontale per introdursi nel largo seno dell'opposta valva, gini sono anch' essi incurvati e risulta la rotondità dei

maggiormente

margini commissurali

;

in

intaccatura

da due lamelle

sorretti

è (piasi

1'

i

sani mar-

vicinanza del cardine, dal die ne

questa valva inoltre presenta due leg-

gerissime pieghe molto divergenti, che riescono alla fronte più esterne di quelle della

valva opposta; ghezza

della,

il

tramezzo mediano

si

estende sino

ai

quattro quinti circa della lun-

valva, e s'innalza gradatamente, cioè diviene

piti

sporgente a misura 8

elle

— dalla regione anteriore della valva distante dal

va

-

58

dove circa ad un quarto

alla posteriore,

di tutta la

margine cardinale, forma un angolo sporgente; l'apparecchio si estende quasi sino al margine frontale ed è costi-

apofisario ò molto grande, esso tuito

lunghezza

,

primieramente d'una lamina quasi romboidale, ed abbastanza concava che sta

attaccata al margine cardinale e fissa orizzontalmente sul tramezzo mediano, ed ai dalla parte anteriore di questa lamina

stanno disposte

le fossette

origine le anse

che sono strette e tenuissime e quasi parallele

vanno a

,

dentarie

;

all'

origine

,

lati

hanno

e quindi

due lamine che sporgono obliquamente dalla parte più elevata del tramezzo mediano formando tra loro un angolo acuto da questo punto divergono riunirsi a

,

gradatamente sino dosi grado grado

;

alla

regione frontale dove

giungono sino poco

tratto aderenze colle

qua

al di

due lamine oblique

e là

,

formando un ramo trasversale curvo ad arco cole,

del punto

Larghezza Spessezza

e larghissimo

differenti

la

;

si

»

»

24°"" 20°""

15°""8

»

la

che sembrerebbe naturalissimo

pur nondimeno esse

si

sono brevi, pic-

lamina cardinale.

»

»

»

riuniscono nel mezzo

le apofisi

un esemplare adulto

di

Questa specie è oltremodo variabile per diverse,

dove esse stesse hanno con-

incurvandosi

poco curve, acute ed hanno origine presso

Lunghezza



ripiegano sopra sé stesse ed allargan-

si

sua forma esteriore, che assume aspetti il

distinguere molte forme

come

specie

riuniscono per alcuni caratteri comuni che sembrano

ma

sarebbe utilissimo poter precisare quali

costituire la caratteristica della

specie

mutamenti subisce l'apparecchio

apofisario, col variare dei caratteri esteriori della con-

chiglia

;

intiero

l'

ricerca oltremodo difficile

,

;

essendo quasi impossibile

il

mettere a nudo per

interno scheletro brachiale, anco in un solo individuo.

Tra tanto numero distinte varietà,

di

variazioni credo importantissimo riguardarne alcune

che descrivo qui appresso,

forme che assume

la

W. peìoritana Var. B.

e

e

come

sopratutto per farle distinguere da certe

che sono ad esse somigliantissime.

Terebratella gibbosa. Tav. VII

fig. 2,

2 a, 2

Seg.

b.

CARATTERI T. testa gibbosissima, timbone

magis recurvo, valva dorsali medio depressiuscula

,

margine frontale incurvato. Questa varietà

risulta dal rigonfiamento troppo

diviene più curvo e quasi uncinato,

il

grande

delle valve, per cui

1'

apice

margine frontale curvo ad arco per una certa

depressione avvenuta nel mezzo della valva ventrale, cagionata da maggior convessità dei

margini

laterali.

Lunghezza Larghezza Spessezza

della conchiglia

24

imi

»

»

21"'

»

»

18°'

J

— C

Var.

59



Terebratella angustata. Tav. VII

fig. 3,

Seg.

3 a.

CARATTERI T. testa panilo

valva, ventralis

11

minus

magis

inflata

,

distinctis,

ad regionem Jrontalem gradativi angustata,

plicis

propinquioribusqae.

margine frontale molto angusto è

il

carattere

precipuo che distingue questa

varietà.

Lunghezza

22""°

della conchiglia

Larghezza

»

»

18"""2

Spessezza

»

»

13"""6

Var. D.

Terebratella dilatata.

Tav. VII

fig. 5,

5 a, 5

b,

5

e,

Seg.

7, 7 a.

CARATTERI minus gibbosa, dilatata ad frontem subrotundata ; plicis valva ventralis nnllis, valva dorsali medio depressa.

T. testa fere

,

La forma molto il

allargata di questa conchiglia, le pieghe ventrali

meno

distinte,

ed

fronte rotondato, distinguono bene questa varietà dalle precedenti.

Larghezza della conchiglia

23°"°

Lunghezza

»

»

22'""'3

Spessezza

»

»

Var. E.

15'""'

Terebratella striata.

Seg.

CARATTERI T. testa transversim albo-fasciata et substriata;

Questa varietà distinte

e caratterizzata

ad frontem minus

principalmente da

strie

distincte truncata.

appena impresse

perchè alternanti con linee di varia larghezza bianche e colorate.

Lunghezza Larghezza Spessezza

della conchiglia ••







18™"5

>•

lò^'ò

»

12

m °'

,

ma ben

,



60



Terebratella plicata.

Var. F.

Tav. Vili

fig. 1,

1 a, 1

Seg.

b.

CARATTERI ad frontem subtruncata ; valva dorsale panini convexa haud rotundatis ; valva fere usque ad umbonem ventrale a cardine usque ad frontem distincte biplicata, medio planata, linea commissurale ad frontem rectiuscula, ad angulos plicata ; umbone magis prominente, lato, T. testa ovato-oblonga

medio planata, plicis

incurvato, subacuto

La

,

,

areaque distinctiore.

conchiglia testé descritta è molto diversa dalla forma tipica stabilita

rappresentano

lo

;

distinctis

le figure,

collo studio dell'apparecchio interno;

Brachiopodi

,

ed eravamo quasi sul

per

lo

che

ma

la difficolta,

che presentano

poter mettere a nudo completamente lo scheletro apofisario

di

sua grande estensione, sottigliezza e fragilità, ;

,

segregarla come specie distinta, sperando di potere avvalorare un tale smem-

di

bramento

dio

come ben

per cui siamo restati per qualche tempo indecisi sul conto

della riunione o disgiunzione di essa dalla specie del Philippi

punto

,

ci

ha

ci

le esteriori

per la

un

tale stu-

forme

di questa

speranza

tolto la

siamo contentati per ora di descrivere

,

siffatti

di

bivalve, ritenendola siccome distintissima varietà della T. septata; la quale riunione d'

altronde viene avvalorata dalla presenza di certi caratteri esterni,

varietà di questa specie

come diremo qui

tutte le

innanzi.

distinguono questa dalla forma tipica sono

caratteri intanto che

I

comuni a

ma

molto appianata, colle pieghe poco elevate e non rotondate,

:

Valva dorsale

distintissime dal car-

dine alla fronte; per la valva ventrale distintamente biplicata, sino quasi alla regione dell'

umbone, ed appianata anteriormente; per

fornito d' un' aia

meglio -&•

Lunghezza Larghezza

»

»

20"""

Spessezza

»

n

m 13 °2

di

Rometta, e d'ordinario trovasi molto de-

modo che sono

di

depressione mediana della valva ventrale

inarcamento del margine frontale, per

merebbe, nella forma esterna,

ben conservati: ha alcuni che sembrerebbero

rarissimi gli esemplari

molti individui compressi in varie direzioni, ve ne

accennare ad un principio d'

sporgente, più acuto, e

26"'°'

Questa Terebratella giace nelle marne

i

umbone più

della conchiglia

formata dalla fossilizzazione, in tra

l'

distinta.

alla

lo

che vieppiù questa conchiglia

Waldheimia peloritana

;

ma

,

si

e

approssi-

questa non sarebbe

che semplice apparenza, mentre essa va fornita del doppio attacco delle anse

mediano, carattere che caratteri

,

per sé

della conchiglia, potendo siffatto

la

stessi di

curvamente

ripone nel genere Terebratella; d'altronde

poco valore

,

quindi

siffatti

al setto

esterni

non sono tuttavia comprovati siccome proprii

ben supporsi che una compressione

della regione frontale.

laterale è atta a

produrre

,

— Var. G.

61



Terebratella deltoidea. Tav. Vili

fig. 3,

Seg,

3 a.

CARATTERI T. testa sub deltoidea

ad frontem rotondata

obsolete

biangulosa; valvis gibbosis

obscurissime biplìcatis.

Questa varietà

dheimia peloritana tale,

che presenta la massima somiglianza esterna colla Walsopratutto per la forma che è molto allargata alla regione fron-

è quella ,

ma

per cui assume un insieme deltoideo,

tanno con certezza riunire tipica per

1'

,

i

caratteri importantissimi dell'apice la

quantunque resta ben

distinta dalla

forma

esteriore conformazione.

Lunghezza

Avendo

alla T. septata

della conchiglia

22"""

Larghezza

»

»

19"""

Spessezza

»

»

15 mm

parlato sinora delle numerose e svariate forme che assume questa specie

descritta per la

prima volta dal Philippi

,

sebbene incompletamente

,

sembra

ci

,

indi-

spensabile trattare di alcune considerazioni generali intorno a questa importantissima conchiglia, e principalmente delle ragioni che ci

hanno guidato a

classarla nel genere

Terebratella.

L' esteriore apparenza della conchiglia di questo Brachiopodo sembrerebbe, a prima giunta, allontanarsi di molto dalle forme ordinarie

sprovvista di costole, ha e curvo

,

un forame molto piccolo

perchè l'estremità è rotta;

ma

se ci

sebbene

,

costituito

ben

d'

infatti essa è

ordinario sia abbastanza ingrandito

un umbone carenato

distinta, e nell' interno poi vi

che molto prima,

ai

lati,

per

lo

bi-

che nò

ritroveremo un apparecchio apofisario

da una lamina mediana verticale, che

dorsale, e dalle anse

;

facciamo ad esaminare più da vicino questa

valva, vi riconosceremo, che essa presenta risulta un' aia

delle Terebratelle

una conformazione molto gibbosa, un apice molto sporgente

si

di ripiegarsi

estende oltre

sopra sé

la

stesse, si

metà

della valva

riuniscono a due

rami obliqui che hanno origine dal tramezzo; questi caratteri della più granile importanza, e quindi

gran lunga più valevoli

di

quelli che caratterizzano far parte di questo

Crediamo chiarezza,

si

umbone

il

delle esteriori apparenze, sono

genere Terebratella. per cui

la specie

appunto

che esaminiamo deve

importante gruppo.

inoltre

utilissimo lo

esporre un altro ravvicinamento, che, con molta

è presentato alla nostra

mente. Studiando accuratamente

la

conformazione

una tale specie, si riconosce una grande somiglianza con quello del genere Trigonosemus che il Davidson appena vuole riguardare come sottogenere delle Terebratelle; infatti un tale umbone, oltre che è fornito delle carene laterali ben dell"

in

,

distinte, è molto sporgente, curvato ed acuto, e porta

formato da due pezzi riuniti su

d'

un deltidio abbastanza lungo,

una linea longitudinale, ed

è troncalo

da un forame

piccolo cbe intacca poco niente dal lato opposto la struttura

il

deltidio, e quel

all' aia.

generale di questo

una

concliiudere che

che più importa,

estende viemmaggior-

si

Tutti questi caratteri insieme ravvicinano moltissimo a quello dei Trigonosemus. Possiamo quindi

umbone

tale specie costituisce

due gruppi Terehratelìa



62

senza dubbio un anello intermedio tra

i

Trigonosemus, che d'altronde sono vicinissimi, e per questo

e

nuovo ravvicinamento tendono a confondersi.

Dopo



importante considei-azioni sulla struttura dell'apice di questa Terehratelìa,

non possiamo trasandare 1

neh opera '

cui

il

che

di avvertire,

la descrizione del deltidio di

del Philipp!, è inesatta, dappoiché in essa

deltidio è costituito

mente vero per quei

,

sono disgiunte per

1'

legge che

si

questa specie,

due laminette, di

le

estensione del forame, lo che è sola-

per cagione della fossilizzazione è successa

rari casi in cui

la

frattura del deltidio stesso.

Finalmente dalle descrizioni

chiaramente

delle diverse varietà di questa conchiglia,

vede come alcune di esse per la forma esteriore somigliano grandemente alla Waldheimia peloritana; e si riconosce inoltre come quella assume delle forme che a questa si

si

ravvicinano.

Noi sin dal principio delle nostre ricerche credevamo

avere riconosciuto nella

di

esteriore conformazione di questi fossili dei caratteri valevolissimi a distinguere tutte le

variazioni dell'una specie da quelle dell'altra; erano questi compendiati nella mas-

sima larghezza della conchiglia

metà

circa alla

nella T. septata

che nella W. peloritana è

,

;

F

esteriore

mitare

siamo convinti

e Gr, ci

e

dell'

le

varietà

D, E

lo

,

importante fatto

che era già notissimo per

che

:

le

ci

rame, stanno riposte

le caratteristiche distintive di questi ai lati e

perciò fornito d' un' aia,

carene e

1'

aia,

ed

il

forame

è

Questi caratteri invariabili in gì'

caratteri

siamo accorti che nella conformazione

desunti dalla

individui che

conchiglia

,

sia

all'

una o

all'

grande

ambe

altra

dell'

due brachiopodi

l'

umbone

valgono benissimo a fare riconoscere

appartengono

,

qualunque

sia

chio, sia finalmente così deformata per la fossilizzazione, la sua forma.

:

e del fo-

mentre neh' altra mancano

,

questa in condizione tale da non potersi esaminare

veruno raffigurare

umbone

e circolare.

le specie,

si

deli-

troncato da un piccolo forame

ovato, sono caratteri invariabili della specie del Philippi le

i

sapienti ricerche del sig. Davidson.

Nel medesimo tempo molto curvo cannato

la

ed F, e della seconda le

forma generale della conchiglia, sono poco valevoli nei Brachiopodi a

la specie

e

,

nel difetto di questo carattere nella T. septata;

posteriormente scoperte della prima

forme

regione frontale

ed inoltre nella forte depressione che presenta

valva ventrale della W. peloritana,

ma

alla

Basta in

somma che

si

l'

la

forma della

interno apparec-

da non potersi più in modo osservi

un

solo dei caratteri

sopradetti, spettanti alla conformazione dell' apice, per esser sicuri sul conto della de-

terminazione specifica.

GIACIMENTO

La

Terehratelìa septata Phil. e stata raccolta dal Philippi nelle Calabrie.

Nelle rocce messinesi

,

quantunque

sia

probabilmente

la

specie più

comune

Brachiopodi, essa non era stata riconosciuta prima delle nostre pubblicazioni.

tra

i

Il

suo giacimento

stanti, nel

è

primo

marne

esclusivo del calcare miocenico e delle

è.

vi è



63

ma sempre

poco comune

profusa a grande abbondanza

ma

giallastre sopra-

benissimo conservata, nelle seconde vi

quasi sempre deformata dalla compressione ope-

rata dalla roccia.

Può

raccogliersi in quasi tutte

seguenti: San Filippo,

le

contrade del distretto

Cammari, Bordonaro, San Pantaleo,

ma

,

principalmente nelle

Catarratti, Scoppo, Scirpi.

Gravitelli, Trapani, Tremonte, Serro, Divieto, Rometta, Rocca, Venetico, Milazzo,

Le

diverse varietà trovansi miste alla forma tipica,

rare, e la var.

F

ma

E

e

701 a

b.

forme C, D,

le

G

ecc.

sono

Rometta.

è esclusiva di

SOTTO-GENERE MEGERLEA King 1849

SINONIMIA Anomia. Linneo,

Pallas, ecc.

Terebratula. Della maggior parte degli autori. Orthis. Michelotti, Philippi (non Dalman).

TerebrateMa. D'Orbigny.

Megcrlea. King, Gray, ecc.

Kingena. Davidson

(parte).

Sp.

1.

Megerlea troncata. Tav. Vili

fig. 4.

SINONIMIA 1760 Anomia truncata.

Lin. Syst. nat. pag. 1152.

1780

Chemn. Conch.

1788

Gmelin. pag. 3343.

1815 Tcrebratula truncata. Lamk. An.

s.

8.

vert.

tav.

Tom.

De Bucb. Monogr. des Pbilippi. Enum. moli.

1836

LXXVII. VI.

ter.

I.

fig.

pag. 247.

pag. 66.

Sic.

Voi.

I.

pag. 95. tav.

VI.

fig. 12.

1840 Orthis

oblila.

Micbelotti. Bracbiopodi ed acefali, ecc. pag.

1844

truncata.

Philippi.

a

1845 Tercbratula truncata. 1847 Orthis oblila.

Enum.

moli. Sic.

Voi

II.

4.

pag. 69 e 70.

Galvani. Illustrazione delle conchiglie fossili, ecc. Michelotti. Precis de la faune mioc. ecc. pag. tav. II. fig. 21.

7s.

1847 Orthis

A. Sisinonda. Synopsis niethodica. Pag. 11.

oblila.

G. B. Sowerby. Thesaurus conchyliorum. Pag. 354.

Terebratula truncata.

»

tav.

fig. 64.

tav.

XV.

Pag.

foss. di Graviteli!.

Woodward. Manuel

1851 Megerlea truncata.

1852 Megathiris

LXXI.

A. Aradas. Conch.

Orthis truncata.

»



Ci

of the moli. Pag. 219.

fig.

122.

fig. 9.

D' Orbigny. Prodrom. de paléont. Tom.

oblita.

14.

pag. 134.

III.

1852.

T. Davidson. Intr. Brach. viv. e

1856 Megerlea truncata. 1857 Terebratella truncata. »

oblita.

»

1861 Megerlea truncata.

\

— Pictet. .

.

m V/ Traite

io

pag. 62.

foss.

ti i nr j 1/ * i oo ioc 7 paleontologie. de Voi. IV. pagr. r o 22. 1857.

\

L. Reeve. Rin. gen. des

ter.



(Journ. de Conch. 1861);

pag. 133. »

»

v

L. Reeve. Conch. icon. Tav.

;>

»

»

T. Davidson.

1862

n

«

Chenu. Manuel de conch. Tom. II.

nat. hist.)

ìi

On

Pag.

47

II. fig.

a, b, e.

recent terebr. (Ann. and magaz. of 12. p. 206. fig.1052-

1055.

Terebratella truncata. G. Seguenza. Notizie succinte, ecc. Pag. 19, 26. 32.

1864 Megerlea truncata.

T. Davidson. Descriptions of the brachiopoda of the maltese islands. Pag.

9. tav. I. fig.

10.

CARATTERI M.

transversa

testa

minusve radiativi

,

suborbiculare dcpressiuscula

vexiuscula, medio longitudinaliter subcarinata,

fortifer perforata

;

depressa

processu apophysarum tenue

sculis, sepio longitudinale

parum

,

extus plus

,

valva ventrali con-

;

umbone parimi prominulo, for amine

deltidio e lamellis duobus parvis constiluto; valva dorsali

orbiculato ;

,

costulata, costis vel plicis squamuloso-asperis

ramo transverso strido

,

medio sinuato-

apophysis acutiu-

elato anterius incrassato.

Questa specie comunissima nelle collezioni pei suoi esemplari viventi

,

e quindi

abbastanza conosciuta nei suoi caratteri, suole essere molto variabile nella sua forma esteriore

,

che è più o meno allargata e rotondata

variamente sporgenti •

e

Lunghezza Larghezza Spessezza

non

,

e

mostra

le

costole longitudinali

di raro quasi del tutto scancellate.

della conchiglia

17"""

»

»

20"""6

»

••

8"""

Nelle rocce messinesi ci è occorso di ritrovare due forme di Megerlea sopradescritta

,

distinte specie,

che ben da essa

ma

si

brachiopodi.

oltre della

allontanano, e che potrebbero forse costituire due

lo studio del loro incompleto apparecchio apofisario, ci conduce a

riguardarle provvisoriamente siccome varietà della sopradescritta. Ecco tali

,

i

caratteri di

,

— Var. B.

65

Megerlea monstkuosa.

SINONIMIA 1836 Terebratula monstruosa. Scacchi. Catalogus conchyl. Regni neap. ecc. 183G.

Enum.

moli. Sic. Voi.

pag. 69.

1844 Orthis truncata.

Philippi.

1861 Megerlea truncata.

L. Reeve. Conch. icou. (Vedi la sinonimia della M.

II.

truncata).

CARATTERI M.

testa

transversa

semper irregulare

,

et

deformata perforatione distinctissima ,

papillis raris prominulis ornata; costis longitudinalibus tenuissimis riter dispositis;

,

raris irregula-

valva ventrale plus minusque convexa, valva dorsali planata, umbone

haud prominulo. Questa conchiglia

ci

sembra abbastanza

sarebbero sufficienti a disgiungerla lare e variabilmente larga in

i

distinta dalla

seguenti caratteri

modo che ora

:

M.

truncata, e crediamo che

Forma

costantemente irrego-

riesce molto allargata ed ora irregolar-

mente circolare; costole formate da sottili linee elevate in numero molto sempre piccolo perchè distanti tra loro punteggiatura molto distinta

variabile,

,

ma

superficie al-

;

quanto scabra, per certe elevatezze rare di cui

è sparsa,

principalmente sulle costole

-,

valva dorsale variabilmente convessa, valva ventrale quasi piana; apice non sporgente,

per cui

1'

aia ed

il

deltidio sono brevissimi.

Lunghezza

9""°6

della conchiglia

Larghezza

»

»

Spessezza

a

»

Var. C.

12""°8 3°""

Megerlea granulata.

Seg.

CARATTERI M.

testa

perforatione distinctissima, superficie rare granulata.

Questa varietà sembra non di

differire in altro dalla var.

A

che nella superficie sparsa

granuli rotondati ed irregolarmente disposti, e nella perforazione molto distinta.

Del resto noi non possediamo che due esemplari deformati dalla

Lunghezza Larghezza

15"

della conchiglia »

fossilizzazione.

\% a °"è

«

9

,

-

66

GIACIMENTO

La M. molta

truncata vive nel Mediterraneo, ed insieme ad essa incontrasi, sebbene con B.

rarità, la distintissima var.

Questa specie è stata rinvenuta delle Calabrie,

La N.

Philippi

Il

probabilmente in terreni pleistocenici.

oblita di Michelotti ritrovata nelle colline

come semplice

tosto

,

varii luoghi della Sicilia e

fossile dal Philippi in

di

Torino

dee riguardare più

si

varietà della specie in discorso.

l'Aradas

,

il

Galvani

,

rinvennero questa specie nelle rocce messinesi

noi l'abbiamo incontrata nel calcare e nelle

marne, ultimi

strati del

miocenico,

;

alle

contrade Scoppo, Gravitelli, Trapani, Rometta, nel calcare pliocenico di San Filippo e nelle sabbie pleistoceniche di

La

var.

Scoppo

La

B

Trapani, Tremonti, Gravitelli, ecc.

incontrasi raramente nelle

marne

Trapani

giallastre mioceniche di

e Gravitelli.

var.

C

è propria del calcare inferiore miocenico dello strato L. di Monforte.

SOTTO-GENERE MORRISIA Davidson 1852

SINONIMIA Orthis, Scacchi e Philippi.

Terebratula. Forbes.

Morrisia. Davidson,

Woodward, Chenu,

Sp.

1.

ecc.

Morrisia anomioides. Tav. Vili

fig. 6.

SINONIMIA Enum.

1844 Orthis anomioides.

Scacchi e Philippi.

1851 Morrisia anomioides.

Woodward. Manuel of the

1856

n

T. Davidson. Introd. a

i-i

v

L. Reeve. Conch. icon. Tav. X.

"

»

n

L. Reeve. Révision gen. des terebr. viv. (Journ. de

"

»

moli. Sicil. Voi.

II.

pag. 69.

tav. 18. fig. 9.

n

moli. pag. 218. fig. 119.

l'hist. nat.

des Brach. pag. 68.

tav. VII. fig. 32-34.

1861

fig. 48.

conch. Voi. IX. pag. 134). »

T. Davidson.

On

recent terebratulae. (Ann. and mag.

of nat. history. pag. 15).

1862

»

»

Chenu. Manuel de conch. Voi.

II. p.

218.

fig.

1064-1066.

— 67 — CARATTERI M.

testa

minima valde depressa saborbiculata

e

vel transversim ovata, distincte per-

parum prominulo area planata;

forata; valva ventrali convexiuscula; apice

deltidio

;

lamellis duobus parvis constituto; foramine suborbiculato majusculo

;

valva dorsale

planala, apice profunde emarginato propter foramine, processu apophysarum tenue

;

apophysis brevibas acutis. Conchiglia molto piccola

forma alquanto variabile

di

mente perforata ora quasi circolare ventrale è alquanto convessa,

,

assai

apice alquanto sporgente

coli'

,

non curvo

appianata triangolare breve, che limita una linea cardinale retta

ambedue

valve smarginandole quasi ugualmente, in

le

due pezzi piccolissimi ed allontanati;

mezzo

apofisi è gracile e si attacca nel

che

si

fisi

sono poco sporgenti ed acute.

eleva perpendicolarmente

Lunghezza Larghezza Spessezza

la

;

compressa

il

forame

il

deltidio risulta di

l'

si

apre in

apparecchio delle

valva per una lamella

sottile e stretta ;

le

apo-

3°""

2

»

m m ,

h

1

O" ,"^

»

«

con un' aia

anse sono curve ad arco e molto gracili

le

valva

;

della conchiglia »

;

la

modo che

valva dorsale è appianata; della

e distinta-

forma trasversalmente ovata;

e sovente di

GIACIMENTO Questa piccola conchiglia vivente nel Mediterraneo, non conosciamo che sinora rinvenuta

Pur nondimeno stre

mioceniche

sia stata

fossile.

nel distretto di Messina noi

di

San Filippo

e di

1'

abbiamo raccolta

Rometta, nel plioceno

nelle

marne

gialla-

di Grravitelli e nel qua-

ternario di Milazzo.

Sp. 2. Morrisia Davidsoiii. Tav. Vili

fig. 5.

SINONIMIA 1855 Morrisia Davidsoni. Deslongchamps. Ann. and mag.

nat. hist. tav.

X.

fig.

20

a, d.

»"

1861

«

n

L. Reeve. Conch. icon. Tav. X.

»

L. Reeve. Precis gen. des

fig.

ter. viv.

42.

pag. 135. (Journ. de

conch. Voi. IX). n

n

ri

T. Davidson.

On

recent terebrat. (Ann. and

nat. hist.) pag. 16.

mag.

of

,

— 68 CARATTERI M.

transversim ovata, depressa tenue, lineis concentricis incrementi crebris

testa

for amine

ampio, in valva dorsali magis perforato valva dorsali plana, ventrale convexa ; lamina mediana producta

prominulis ; rostro fere nullo, deltidio obsoleto,

,

calcari/orme. t

L'unica valva che abbiamo raccolto ci

sembra che presenti

di questa

da non

tali caratteri

nazione specifica. Essa è la valva dorsale

dovuto svilupparsi irregolarmente

viventi,

ma

giovanile

pure, se

considerano

si

d'

la

punto intorno

alla determi-

si

speciali

ha

presenta deformata

;

forma trasversalmente ovata degli esemplari

le linee di

accrescimento,

vedrà che nello stato

si

mollusco accrescendosi con più regolarità dava la forma trasversale alla

il

conchiglia, che in seguito, nell' ingrandire, delle

sabbie pleistoceniche,

un individuo che per cagioni

dappoiché in varii punti

,

non rappresenta molto bene

infatti essa

specie nelle

farci dubitare

prominenze

si

deformava grado grado, sino a formare

e delle depressioni irregolarissime

guono benissimo questa specie perficie molto rugosa;

il

accrescimento distin-

le linee di

;

dappoiché sono rilevate numerose

,

forame

e

,

rendono

la su-

apre in forma circolare su questa valva; l'appa-

si

recchio apofisario non vi ha lasciato che quelle porzioni che lo legavano alla valva

medesima;

infatti si

di dietro e

sporgono fuori del margine cardinale

osservano porzioni delle anse, ;

le

quali

estendono alquanto

si

vi è inoltre la

sostener dovea le anse, ed è spessa, stretta, trilobata

all'

apice

al

lamina mediana che

e molto sporgente, lo

,

che indica che la valva ventrale dovea essere abbastanza convessa.

Lunghezza

7°"°

della conchiglia

Larghezza

7°"°5

n

»

GIACIMENTO Questa specie vive nel Mediterraneo. L' unica valva raccolta è stata rinvenuta nelle sabbie pleistoceniche di Trapani.

Sp.

3.

Morrisia Umifera?

SINONIMIA 1836 Terebratula lunifera. Philippi. Enum. moli. fig.

Sicil.

Voi.

I.

pag. 97. tav. VI.

16 a ad f.

1844 Orthis lunifera.

Philippi.

1856 Morrisia lunifera.

T. Davidson.

1861

n

»

L. Reeve. Conch. icon. Tav. X.

"

»

»

L. Reeve. Rev. gen. des terebr. viv. Pag. 135 (Journ.

Enum.,

de conchyl. "

»

»

T. Davidson. nat. List.).

ecc. Voi. II. pag. 69.

Intr. a l'hist. nat. des

Tom.

On

Brach. Pag. 68.

fig. 41.

IX).

recent terebrat. (Ann. and. mag. of

Pag.

16.



69

CARATTERI M. tata,

testa trigono-orbiculari,

tenuissima hyalina, compressa, ad marginerà subinden-

valva ventrale paulo rostrata foramine ampio, deltidio nullo; apophyse septi,

forme centrali

!

(Re«ve).

un brachiopodo della quale non ho potuto esaminare gì' interni caratteri, pur nondimeno l'esteriore forma, la considerevole compressione, il forame che smargina alquanto la valva dorsale, mi fanno Nelle sabbie pleistocenicbe raccolsi la conchiglia di

,

credere con grande probabilità che essa debba spettare alla specie che descrisse sotto

il

nome

di

il

Philippi

Tercbratula Umifera.

Alcuni frammenti raccolti nelle marne giallastre

,

che potrebbero in qualche modo

confondersi con questa specie, sembrami più tosto che appartengano a giovani esemplari della

Megerlea truncata.

Lunghezza Larghezza

2°"°4

della conchiglia »

n

Spessezza

2°°'8 0°""ò

"

»

GIACIMENTO Questa specie vive nel Mediterraneo.

nostro esemplare proviene dalle sabbie di

Il

Milazzo.

GENERE ARGIOPE Eudes Deslongchamps 1842

SINONIMIA Orthis. Michelotti, Philippi,

Hugenon,

ecc.

(non Dalman).

Megathyris. D' Orbigny, 1847.

Sp.

1.

Argiope decollata.

SINONIMIA Chemn.

1780 Anomia decollata. 1788

»

« »

cardila.

urna antiqua.

fig.

705.

Blainville. Diction. des se. nat. Voi.

1816 Terebratula aperta. 1826

LXXVIII.

Gmel. pag. 2347.

detruncata.

»

8. tav.

j \

R

.

gso

^^

LUI.

fig.

£urop Mcridion Fig 180 .

.

,

144.

177.

1830 Terebratula decollata.

1836

»

»

ri

dimidiata. detruncata.

1842 Argiope detritneata.

1844 Orthis detruncata. 1845 Terebratula detruncata. 1847 Orthis detruncata. n

»

n

n

Terebratula decollata.

1851 Argiope decollata.

1856

1857

»

»



-

71

numero ed

variabilissime in ravvicinamento, in

in elevazione, essendovi

benanco degl'in-

dividui in cui scompaiono quasi del tutto; la valva ventrale è convessa, l'apice è molto

sporgente ed acuto, fornito cardinale retta

il

;

golare anch' esso;

un' aia esattamente triangolare che limita colla regione

d'

forame che il

si

estende sino

deltidio è formato

margine

al

della valva opposta è trian-

da due rudimenti disgiunti;

la piccola

valva è

molto più appianata; l'apparecchio delle apofisi e costituito da tre lamine, che

si

elevano verticalmente sulla superficie interna della conchiglia, procedendo dalla parte centrale della stessa sino al

margine frontale

nastri hanno origine dal cardine presso

conformazione del margine della conchiglia minette verticali

e circuendole

,

aderenza di sorta con esse

mano un

ma

,

formano

due laminette poi

;

sottili

a foggia di

cavità dentarie, e divergendo assumono la

le

,

ripiegandosi là ove incontrano le tre

tre seni stretti e profondi

,

la-

senza contrarre

solamente riunendosi insieme alla parte centrale

for-

sol nastro; le apofisi sono molto vicine al cardine, ripiegate verso la linea

mediana, molto allungate ed acuminate.

Lunghezza Larghezza Spessezza

La grande

6° m

della conchiglia »

»

«

»

7°' m

3°"°

variabilità di questa specie ci

fa certi della esattezza della riunione di

alcuni esemplari provenienti dal miocenico messinese sporgenti, e la forma più allargata

cenico tali

,

che hanno

esemplari

l'

le costole

;

come anco

,

in

cui le costole sono molto

di certi altri raccolti nel calcare plio-

ma

quasi scancellate, e sono di forma più rotondata;

apparecchio apofisario non

in

differisce da quello della forma tipica.

GIACIMENTO Specie vivente nel Mediterraneo, e Il

fossile negli orizzonti

miocenici e pliocenici.

Philippi l'ha raccolto nelle rocce di Palermo e di Pezzo in Calabria,

sore Aradas a Gravitelli presso Messina, sinese, ed

il

il

D. Galvani a San

il

profes-

Filippo villaggio mes-

signor Michelotti nel miocenico di Torino.

Nelle rocce messinesi

noi

1'

abbiamo osservato

nelle

contrade Gravitelli e Rometta; nel calcare pliocenico in

marne mioceniche E nelle San Filippo dove, all'opposto ,

degli altri orizzonti, vi è sparsa piuttosto abbondantemente; e con molta rarità a Trapani, Tremonte,

Scoppo

nelle sabbie pleistoceniche.

Sp.

2.

Argiope cistellula. Tav. Vili

fig.

7.

SINONIMIA 1840 Terebratula 1856 Argiope

cistellula. Scarles

cistellula.

Wood. Ann. and mag.

Davidson. fig. 41.

nat. List. Voi. VI. p. 255.

Intr. a l'hist. des bradi, viv. pag. 72. tav. VII.

— 1861 Argiope »



L. Reeve. Conch. icon. Tav. X.

cistellula.

L. Reeve. Révision gen. des

n

n

72

46.

fig.

ter. viv.

(Journ. de conch.

Voi. IX. pag. 136). n

7)

n

»

»

T. Davidson. of nat.

1862

List.

On

recent terebratulae (Ann. and mag.

pag. 16).

Chenu. Manuel de conch. Voi. IL pag. 208.

fig.

1070,

1072, 1073.

CARATTERI A.

transversim ovata vel subquadrata, antice subindentata

testa

sime granulosa, rostro brevi, area truncata

,

foramine per'ampio

valvis subcequaliter convexis, ventrali tumidiore

;

,

sub lente minutis-

deltidio vix nullo

,

,

prope mar-

septo denti/orme unico

ginem anticum.

marne miocenicLe insieme a

Nelle

diversi esemplari dell' Argiope decollata,

nelle nostre tavole, e che con qualche dubbio

un esemplare, cLe figuriamo

raccolto

abbiamo

riferito all'

A cistellula; dappoiché esso sembra

abbiamo potuto consultare

figure che

riconoscendo che

le figure dei varii

ma

;

dello

,

alquanto dalle varie

differire

siamo decisi con più pronta risoluzione

ci

autori sono tra loro considerevolmente diverse, e

sopratutto quella del Reeve, giustamente criticata dal Davidson dalle altre

abbiamo

Le

e per la forma generale e per essere costata.

Chenu che rappresentano questa

,

differisce

figure del

abbastanza

Davidson

convengono

specie priva di costole meglio

e

col

nostro esemplare. L' individuo delle rocce messinesi presenta

salmente ovata,

coli'

riore, colle valve

i

seguenti caratteri

conchiglia trasver-

:

apice bastantemente sporgente e quasi troncato alla parte supe-

ugualmente convesse, che presentano qualche piega appena

nibile presso la fronte

,

superficie

e la

leggerissimo solco sul dorso,

il

deltidio

discer-

appena granulosa la valva ventrale ha un il forame è largo quasi troncato poste;

manca,

riormente, e nell'interno v'ha una linea longitudinale elevata, e due depressioni ovate

ad essa

laterali

;

la

valva dorsale mostra due fossette dentarie

sario resta costituito state rotte)

del solo

,

e

1'

tramezzo mediano (perchè mancano

che è molto elevato presso

il

margine frontale

;

ai

due

apparecchio apofianse che sono

le

lati

esistono due

depressioni ovali.

Lunghezza

della conchiglia

l

n,D

8

Larghezza

»

n

2°""

Spessezza

«

»

Q* m 9

GIACIMENTO Questa specie vive nei mari del settentrione d'Europa, e nel Mediterraneo,

e trovasi

fossile nel Cragr d'Inghilterra.

Nelle

marne

giallastre

mioceniche presso L'ometta abbiamo raccolto l'unico esem-

plare descritto e figurato in questa monografia.

73

-

FAMIGLIA RIIVC01YELLIDI (RHYNCHONELLID;E)

D'Orbigny

GENERE RHYNGHONELLA Fischer 1809

SINONIMIA Anomia. Columna 1G16, Linneo ed Trigonella (parte).

altri autori.

Fischer 1809 (non Linneo, non Dacosta).

Rhynchonella. Fischer 1809 (parte) D'Orbigny,

e la

maggior parte degli

autori.

Terebratula. Deshayes, e molti naturalisti. Terebratulites. Schlotheim.

Cyclothyrìs [latissima).

Atrypa

(parte)

Dalman,

M'Coy. ecc.

Hypothyris. Phillips 1841. Morris, King, ecc.

Hemithyris (psittacea). D'Orbigny, M'Coy. Acanthothyris {spinosa). D'Orbigny.

Sp.

1.

Rhynclionella bipartita.

SINONIMIA 1814

Anomia

bipartita.

Brocchi. Condì,

foss.

subapp. Pag. 469. tav. X.

1816 Terebratula bipartita.

Defrance. Dict. des scienc. nat. Pag. 156, 182.

1831

Bronn. Tertiiir-Gebilde Heinr. Pag. 126.

1834

n

incurva.

Von Buch. Ueber

1835

n

bipartita.

Deshayes

in

terebratulen. Tav.

Lamarck. Aniiu.

s.

vert.

Deshayes. Exped. de Morée. Tom.

iig. 7.

II. iig. 40.

Tom.

III. p.

Moli.

III.

p.

133. 127.

n.° 119. tav. XIII. fig. 10-12.

1836

Philippi. fig.

1844

moli. Sic.

Voi.

I.

pag. 99. tav. VI.

IL

Philippi. tav.

Enum.

Enumeratio moli.

XVIII. h»\

Sicil.

Voi.

5.

io

II.

pag.






74

1847 Terebratula bipartita.

A. Sismonda. Syn. metliod. Pag. 11.

1852

D'Orbigny. Prodrome de paleontologie. Tom.

*

»

pag.

1857

»

Pictet. Traite de paléont.

'i

III.

187. n.° 436.

Tom.

IV. pag. 20.

1864 Rhynchonella bipartita. T. Davidson. Descript, of the brachiopoda of the maltese islands. Pag. 10.

CARATTERI R.

rotundato-triangulare gibbosa laìvi, marginibus rotundatis, linea commis-

testa

medio

surale flexuosa, anterius profunde sinuata; valvula ventrale

sinuata

et

ad frontem producta

;

apice

rostrato

acutissimo

;

late

foramine

deltidioque parvis; valva dorsali gibbosiore fere semiglobosa, in

depresso-

lanceolato

marginem frontalem

sinuata.

Non possiamo sinesi ce la

l'

hanno

dare dettagliata descrizione di questa specie, dappoiché offerto sì

mal conservata

sua esistenza nelle rocce da noi studiate.

ventrali rotte alla regione frontale,

ma

con

e

tale rarità,

terreni mes-

da potere appena asserire

Non possediamo

pure distintissime in

i

infatti se tutti

i

non due valve

loro caratteri.

GIACIMENTO Questa specie ritenuta per lungo tempo come propria stata raccolta

dell'

orizzonte pliocenico

,

è

ormai in molte rocce mioceniche. Essa è molto comune nei terreni

terziarii d' Italia. Il

professore G. Meneghini

specie esiste nell'alta Italia

bonda

,

non ha guari

ci

scrivea che egli riconosce che questa

nel miocenico inferiore,

nel pliocenico; e recentemente

il

medio

e superiore, oltreché ab-

signor T. Davidson la segnalò nel miocenico

di Malta.

In

Sicilia trovasi

abbondantemente ad Altavilla presso Palermo.

Il

Philippi la rac-

colse al capo Pleminirio, a Fiumefreddo, a Vizzini ed a Francavilla in Calabria, nella

quale regione trovasi anco a Catanzaro. I nostri ai letti di

frammenti

delle rocce messinesi

marna bianca

della formazione

provengono dagli

G

,

strati di

sabbia interposti

contrade Graviteli! e Masse.

75

FAMIGLIA CRANI ADI (CRANIALE)

GENERE CRANIA Retzius 1781

SINONIMIA Numulus. Stoboeus. Anomites (craniolaris). Linneo 1768. Ostracites. Beuth. 1776.

Patella (anomala). Muller 1776.

Crania. Retzius 1781, e la maggior parte degli autori.

Orbicula {anomala). Cuvier 1798, Lanik. Craniolithes. Sckloth.

Criopus (l'animale). Poli 1791. Pseudo-crania. M'

Coy

1852.

Siphonaria (parte). Quenstedt 1852.

Sp.

1.

Crania turbinata.

SINONIMIA

1815 Crania ringens.

Tom. II. p. 189. tav. XXX. Lamk. Anim. s. vert. Pag. 112.

1816

»

personata.

Blainville.

1828

»

ringens.

Hoening. Monogr. du genre Crania. Pag.

1836

»

»

1791

Anomia

»

»

1844

r,

1847

»

turbinata. Poli.

Philippi.

Dici des

Enum.

se. nat. 5. fig.

moli. Sic. Voi.

personata.

Scacchi. Catalog. Pag.

ringens.

Pliil.

»

Enum.

Voi.

II.

I.

2 D. 3. n.° 2. fig. 2.

Pag. 100.

8.

pag. 70.

G. B. Sowerby. Tkes. conch. Pag. 367.

tav.

LXXIIL

fig. 10.

1856

n

1861

»

n

turbinata.

T. Davidson. Intr. bradi. Pag. 163. L. Reeve. Condì, icon. Tav.

I.

sp.

1.

CARATTERI

C

testa

valva inferiore subquadrato-orbiculari

posticis transversis, anterioribus in

unam

,

postice truncata

imprcssionibus

;

transversalem conjliientibus

,

rostello

parrò

,

— disco pedato

limbo antico incrassato

,

;

76



valva superiore subtrapezoidale, convexa

ci-

;

catricibus posterioribus magnis, limbo interne incrassato, elevato, margine tenui extus Icevi.

Possediamo

di questa specie

una

cui ci asteniamo di dare

Lunghezza Larghezza

ben nota

valve

tre sole

fossili

poco ben conservate, per

dettagliata descrizione.

della conchiglia «

»

d

ma

6

10""°

.

GIACIMENTO Vivente nel Mediterraneo. Fossile molto raro delle sabbie pleistoceniche di Gravitelli e di

Trapani presso Messina.

Sp.

Crania lainellosa. Seg.

2.

Tav. Vili

%.

8.

CARATTERI C. testa orbicit lato-ovata;

retusa fornicata

valva inferiore incrassata praìsertim ad frontem, postice

extus concentrice

;

irregulariter lamelloso-striata, intus subpedata

marginibus crassis granulatisi impressionibus posterioribtis oblongis obliquis

striatis,

anterius lamina elevata terminatis; anterioribus subtriangolaribus transverse striatis,

medio in lineam longitudinalem prominulam coniunctis. L' unica valva inferiore che possediamo di questa importante specie presenta

guenti caratteri riore,

dove

al

:

Essa

centro

è di

il

forma ovata quasi circolare

margine

irregolarmente lamelloso-striata alla regione frontale, ed

i

se-

ripiega alquanto in dentro; la superficie esterna è

si ;

i

e troncata alla regione poste-

la

conchiglia è bastantemente solida specialmente

margini sono vieppiù ingrossati

e granulati nella loro spes-

sezza; la superficie interna presenta delle linee radianti irregolari; le impressioni

forma allungata,

scolari posteriori sono disposte obliquamente, di

mu-

e sottilmente striate,

terminandosi alla parte anteriore con una sporgenza in linea retta che forma quasi

una lamina che le

le

innalza alquanto al disopra della superficie interna della conchiglia;

impressioni anteriori sono quasi di forma triangolare

riunite al centro

striate

,

formando una linea longitudinale alquanto

Lunghezza Larghezza

e

elevata. 8°""

della conchiglia »

transversalmente

8

»

mm

GIACIMENTO L'unica valva che abbiamo sinora rinvenuto, di

San Filippo

senta la figura.

è stata raccolta nel calcare pliocenico

inferiore presso Messina; essa è fissa sopra

una cellepora come rappre-

AGGIUNTE

Nel tempo trascorso dacché

il

manoscritto di questa monografia fu consegnato alla

nostra Società sino alla pubblicazione, abbiamo rinvenuto nelle sabbie quaternarie presso Milazzo due altre specie di brachiopodi, che

gere

al catalogo,

già abbastanza ricco, dei brachiopodi terziarii del distretto di Messina.

Tale scoperta convalida sempre meglio porta a 31

Ecco

i

il

credemmo importantissimo aggiun-

numero

le

considerazioni che abbiamo premesso

.

e

delle specie terziarie del Messinese.

caratteri distintivi dei

due brachiopodi suddetti

:

GENERE ARGIOPE. Deslongchauips.

(Specie da aggiungersi in seguito alla descrizione déiV Argiope decollata, pag. 69).

Sp.

1.

Argiope cimenta.

SINONIMIA 1826 Terebratula cuneata.

Soldaniana.

»

1829

Anomia

pera.

Risso. Europ. merid. tav. IV.

fig.

179.

Risso Europ. merid. tav. IV.

fig.

178.

Még. von Muhlfeld. in Verhaud. Berlin. Gesoll. Voi.

1.

pag. 205.

1836 Terebratula cuneata.

Philippi.

Enum.

moli. Sicil. Voi.

I.

pag. 96. tav. VI.

13.

fig.

1844 Ortis pera. 1856 Argiope cuneata.

Phil.

1861

Reeve.' Revision general dea

Enum.

T. Davidson.

Voi.

9.

moli. ecc. Voi. Intr.

a

II.

pag. 69.

des bradi. Pag. 72.

l'hist.

ter. viv.

(Journ. de conch.

1861.) Pag. 136.

T. Davidson.

On

recent terebratulae. Pag. K>2.

Reeve. Conch. icon. Tav.

10. fig. 44.

,

-

i8

CARATTERI. A.

testa transversa

subtrigona semi-orbiculari, radiativi obsolete costata, versus

marginerà, plicato indentata

rostro subtrigono productiusculo, area inodice iruncata,

;

foramine ampio, deltidio utrinque emarginato; valva dorsali planiuscula indentata, ventrali tumido -convexa; apophysarum processu e lamellis gracilibus arcuatis, marginem septumque cingentibus constituto ; cruribus productis acuminatis prope cardinem transverse dispositis; septo denti/ormi unico prope marginem anticum; margi-

nibus intus undique crassatis Gli esemplari

fossili

figure di varii autori,

che abbiamo raccolto convengono bene colle descrizioni

nonché

In uno dei nostri individui il

e le

dobbiamo

cogli esemplari viventi che possediamo, e che

G. Acton.

alla cortesia del sig.

delle apofisi,

et denticulato-serratis.

fossili

abbiamo potuto esaminare benanco l'apparecchio

quale, quantunque rotto in una metà, conservasi bene in tutto

sto, e presenta intiera la gracile lamella arcuata che lo costituisce, con

sporgente ed acuto presso

il

cardine, ed

tramezzo breve

il

ma

un

il

re-

dentello

sporgente, situato in

vicinanza del margine frontale.

Lunghezza

2"""5

Larghezza

2°'°'7

Spessezza

1"""4

Questa specie vive nel Mediterraneo ed nuta

alle

Canarie

,

non

e

è stata sinora rinve-

fossile.

Noi abbiamo raccolto nelle sabbie quaternarie del Capo Milazzo due dei quali

uno

intiero e

ben conservato,

Sp.

2.

soli

esemplari

l'altro costituito soltanto dalla valva ventrale.

Argiope neapolitana.

SINONIMIA 1833 Terebratula neapolitana Scacchi. Oss. 1836

»

seminulum

zool. II. p. 18.

Phil. Enuin. moli. Sicil. Voi.

I.

pag. 97:

1851 Argiope neapolitana

Enum. moli. Voi. IL p. 69. Woodward A. Manuel of the moli. Pag.

1856

T. Davidson.

1844 Orthis neapolitana

»

ri

6. tig.

t.

15.

Phil.

fig.

Intr. a l'hist. des brach.

220.

Pag.

fìg.

125.

72. tav. VII.

39.

On

»

>?

T. Davidson.

jj

»

»

L. Reeve. Revis. génér. des terebr. vivant. (Journ. de

n

;i

»

L. Reeve. Conch. icon. Tav. X.

»

»

Chenu. Manuel de Conch. Voi. IL pag. 209.

1861

recent terebrat. Pag. 16.

conch.) Pag. 136.

1862

fig.

45. a. b.

e 1075. »

G. Seguenza. Notizie succ.

ecc.

Pag. 32.

fig.

1074



79

CARATTERI. A.

testa trigono- orbiculari,

medio ad marginerà sinuoso- emarginata, superficie ra-

diativi obsolete costata, rostro subtrigono producto,

ampio, deltidio utrinque emarginato

convexa; apophysarum processu

,

area modice truncata, foramine

valva dorsali planiuscula indentata, ventrali

e lamellis

j>ositis; septo

I

due

soli

prope cardinem transverse

dis-

denti/ormi unico prope marginem anticum.

esemplari

dell'ut,

neapolitana che abbiamo rinvenuto insieme alla pre-

cedente specie, per la loro buona conservazione,

paragone

rato

marginem septumque

gracilibus arcuatis,

cingentibus consti tuto ; cruribus productis acuminatis,

ci

hanno permesso

che possediamo, e da

coi molti individui viventi

tal

di fare

un accu-

confronto ne è

ri-

sultata la conoscenza della perfetta somiglianza degli esemplari fossili ai viventi.

2°'°

Lunghezza Larghezza

1""7

Spessezza

0°""7

Specie vivente nel Mediterraneo ed

Due del

soli

Capo

Ci

è

Canarie, sinora sconosciuta allo stato

Milazzo.

d'uopo

far

conoscere inoltre che la T. Guiscar'diana, di cui recentemente ab-

biamo scoperto molti esemplari

alla

contrada Scirpi, deve con molta probabilità pas-

Un

e

specialmente dalla conformazione dell'um-

bone, dalla forma auriculata della valva dorsale, dalle tale

giudizio

venga meglio

tali

sottili

chiarito dallo studio

che tuttavia non abbiamo potuto compiere per terno di

viene suggerito da un accu-

tale giudizio ci

esame portato sopra molti individui,

che un

fossile.

esemplari di questa specie furono raccolti da noi nelle sabbie quaternarie

sare nel gruppo delle Terebratuline. rato

alle

la

dell'

costole, ecc.

Speriamo

apparecchio apofisario,

natura della roccia che riempie

l'in-

brachiopodi.

Recentemente abbiamo rinvenuto un esemplare benissimo conservato

della lìhyn-

chonella bipartita nelle argille mioceniche presso Rometta.

La Morrisia anomioides,

scoperta nelle

marne

gialle,

l'abbiamo ora rinvenuta nel

calcare pliocenico di Gravitelli e nel quaternario di Milazzo.

DISTRIBUZIONE STRATIGRAFICA DEI BRACHI Terreni messinesi

Nomi

delle specie

Terebratula vitrea (Anomia)

/

Contrade messinesi

Autori

Born.

Gravitelli, Scoppo, Trapani.

Suess

Graviteli], Scoppo, Trapani,

Rometta, San Pantaleo

,

Ibiso, e«

H % a o

Blumenb.

grandis

»

a

©

Terebratulina caput-serpentis (Anomia)

Linneo

Castroreale. Ibiso,

Trapani, Gravitelli, Scoppo, ecc.

a

o

o &

Megerlia truneata (Anomia)

idem

Argiope decollata (Anomia)

Chemn.

Trapani, Tremonte, Gravitelli, Ibiso, Scoppo, ecc.

te

H a

Morrisia Davidsoni

hi

-

lunifera ? (Orthis)

n

Crania turbinata (Anomia) Terebratula vitrea (Anomia) »

Var. B.

»

Var. C.

Deslongehamps

Trapani.

Philippi

Milazzo.

Poli

minor

H

n

Lyelliana

t

»

ampulla (Anomia)

Gravitelli, Trapani.

Born.

Gravitelli,

Seguenza

Gravitelli.

idem Suess

»

Trapani, Tremonte, Scoppo.

Seguenza Brocchi

San

Filippo.

idem Gravitelli, Scoppo,

Gravitelli,

San

Filippo, Santa

San

Domenica.

Filippo.

San Filippo, Santa Domenica, San Pantaleo,

Ibiso

,

Zaffar

Gravitelli, Scoppo, ecc.

a

o !

Terebratulina caput-serpentis (Anomia)

Linneo

Gravitelli,

San

Filippo, Lardaria, Santa

Domenica, Scoppo,

K

o

H

I

/

Waldheimia euthyra (Terebratula)

Philippi

Gravitelli.

Segitenza

Gravitelli,

idem

Gravitelli.

hi

Var. B.

»



\ »

peloritana

n

ti


hi

»

Var. B.

idem

Var. D.

idem

idem

Var. F.

idem

idem

idem

idem

Davidsoniana

San

San Filippo.

Filippo.

Megerlea truneata (Anomia)

Linneo

Argiope decollata (Anomia)

Chemn.

idem

Seguenza

idem

Born

San Filippo,

Crania lamellosa Terebratula vitrea (Anomia)

Cammari, Scoppo, Gravitelli, Tremo

Zaffaria,

Trapani, Rometta, ecc. »

Var. B.

Seguenza

»

Var. C.

idem

Gravitelli.

San

Filippo,

Cammari

,

Scoppo, Gravitelli, Tremonte, Tra»

Rometta.

a

»

minor

»

splienoidea

n

elliptica

•>

Benoitiana

Suess Philippi

Seguenza idem

Rometta, Gravitelli, Scoppo, Scirpi, Tremonte, Venefico, Gravitoni, Tremonte, Cammari, S coppo Diveto, ecc. Gravitelli,

San

Rometta.

Filippo.

,

eci

Rometta, Trap

ERZIÀRII DEL DISTRETTO DI MESSINA.

TERRENI FUORI DEL DISTRETTO

I>I

MES^r,

\

Terreni

Nomi

messinesi

delle specie

Terebratula Miehelottiana /

orbiculata

»

Meueghiniana ampulla (Anomia)

i

Seguenza idem

j>

»

Autori

idem Brocchi

n

Var. B.

idem

»

Var. C.

Philipp!

!

»

Var. P.

Seguenza

:

Brocchi

»

sinuosa (anomia)

»

Pedemontana

Lamk

»

Guiscardiana

Seguenza

Terebratulina caput-serpentis (anomia)

Linneo

Waldheimia

Philippi

fi

eutliyra (.Terebratula;

o

Var. C.

Seguenza

-

idem

peloritana

»

»

»

»

idem

Var. C.

idem

Var. E.

idem

depressa

V

»

Var. B.

Terebratella septata (Terebratula)

idem Philippi

Var. B.

Seguenza

n

Var. C.

idem

»

»

Var. D.

idem

n

»

Var. E.

idem

Var. F.

idem

Var. G.

idem

»

M

Megerlea truncata (Anomia)

"

»

Var. B.

idem

Argiope decollata (Anomia)

Chemn.

cistellula (Terebratula)

Rhynehonella bipartita (Anomia)

Terebratula ampulla (Anomia) 1 *

P

I

C

? a

M H ^

1

n

sinuosa (Anomia)

)

»

Miehelottiana?

l

Scacchi

Morrisia anomioides (Oithis)

»

g

Linneo

Megerlea truncata (Anomia)

2

& r-

f »

»

Var. C.

Wood Brocchi

idem

idem

Contrade messinesi

TERRENI FUORI

DISTRETTO DI MESSINA

DEL.

Identici viventi

[ina di

Monte

Gibio,

Monte Mario.

media, Malta (Da-

Alta e media

Torino

,

Pleistocenici

Pliocenici

Miocenici

lilermo.

Italia, e

Italia.

ta»). lonte.

Ina

di

Torino,

Dax

,

Monte

Arcile,

Crag

inglese.

Mari

del nord d'Europa e

rica,

lo.

I

mato

|

ato

in

Calabria.

Nasiti

e

d'Ame-

Mediterraneo.

(in

Calabria)

ni.

Arcile, Palermo, Nasiti, Taranto.

inadi Torino, Tortona, Monte

Mediterraneo, America.

ibio.

Mediterraneo. Mediterraneo. ina di Torino,

Monte

Palermo, Pezzo.

Gibio.

Crag Italia.

lina di

Palermo.

Torino, Monte Gibio,

inglese.

.Mi

'ili

terraneo.

Mediterraneo e mari d'Inghilterra.

Alta Italia. Fiume freddo. Vizzini, Perpignano, Astigiano.

Monte Mario.

'alermo. ia

e

media

lina di Jibio.

Italia.

Torino, Tortona, Monte

Alta e media

Italia.

Arcile, Palermo, Nasiti, Taranto.

Mediterraneo, America.

SPIEGAZIONE DELLE TAVOLE NB. Questa spiegazione

è

destinata a correggere alcune inesattezze rimarcate nello scritto delle tavole,

quando ne era già compita

TAVOLA

la tiratura.

I.

Terebratula vitrea (Anomia). Doni.

Figura

Un

1

esemplare di forma tipica, proveniente dallo strato calcareo miocenico

F

della contrada Graviteli!

presso Messina, rappresentato in 4 diverse posizioni. 2 Interno di un esemplare proveniente dal calcare pliocenico

»

C

di Graviteli!, che rappresenta in

due

posi-

zioni differenti l'apparecchio apofisario alquanto i-istaurato. »

3

"

4

»



Un Un Un

esemplare altro

»

7

Un Un

6

calcare

F

di Gravitelli,

che rappresenta la varietà B. T. romboidalis Seg.

rappresentante dei più grandi esemplari della nostra collezione, raccolto nelle marne giallastre mio-

ceniche »

ilei

esemplare della medesima provenienza del precedente, che rappresenta la var. C. T. oblonga Seg.

E

della contrada

Trapani presso Messina.

rappresentante della var. B. proveniente dal calcare pliocenico di Gravitelli. individuo a fronte rotondato della medesima provenienza.

Terebratula minor. Sucss.

Figura

8

»

9

»

Un Un

esemplare proveniente dal calcare pliocenico

di S. Filippo.

altro individuo di forma differente, raccolto nel calcare miocenico di Gravitelli.

10 Valva dorsale di un individuo raccolto nel plioceuo di Gravitelli tre diverse posizioni.

Una di

l'apparecchio apofisario è rappresentato in

;

queste è la figura Ila posta nella tavola sopra

il

106 e da correggersi con lOo.

Terebratula Lyelliana. Seguema.

Figura

11

Interno della valva dorsale di un esemplare proveniente dal calcare pliocenico di Gravitelli, recchio delle apofisi brachiali

»

12

»

13

Un Un

,

coli'

appa-

rappresentato in tre diverse posizioni.

individuo intiero della medesima provenienza. altro alquanto diverso, dello stesso terreno e della

TAVOLA

medesima contrada.

IL

Terebratula spbenoidea. Pbilippi.

Figura

1

2

Un La

esemplare proveniente dal calcare miocenico valva dorsale

di

di Gravitelli,

rappresentato in quattro posizioni diverse.

un esemplare estratto dalle marne mioceniche

E

dei dintorni di Rometta. L'apparec-

chio apofisario trovasi ben conservato ed è rappresentato in tre posizioni. >•

3

Un

esemplare della stessa provenienza.

»

4

Un

individuo più allargato alla fronte, raccolto nel calcare miocenico

»

5

altro ristretto alla regione frontale, estratto dalle

»

6

Un Un

marne

E

di

giovane esemplare della medesima provenienza del precedente.

F

della contrada Gravitelli.

Rometta.



85



Terebratnla Michcloltiana. Segnenza.

Figura

Un La

7

8

esemplare raccolto nel calcare miocenico

valva dorsale

di

F

un individuo, proveniente

della contrada Pagliarino presso Messina.

marne mioceniche

dalle

E

Rometta, col suo apparecchio

di

interno rappresentato in tre posizioni.

Un

9

»

altro intiero della

medesima provenienza.

Tcrebraluln Benoitiana. Spjjuenza.

Un

Figura 10

F

individuo ben conservato, raccolto nel calcare miocenico

di S. Filippo inferiore.

Tcrebraliila elliptica. Seguenza.

Figura

11

Un

F

esemplare ben completo, estratto dal calcare miocenico

della contrada Gravitelli.

Terebratnla Sleneghiniana. Seguenza.

m Un

Figura 12

esemplare ben conservato, proveniente dalle marne giallastre mioceniche

E

della contrada

Rometta,

rappresentato in quattro diverse posizioni. »

Valva dorsale

13

di

un esemplare della medesima provenienza,

col

suo apparecchio apofisario rappresentato

in tre posizioni.

Tcrebratula orbicnlata. Segnenza.

Figura 14 Valva dorsale niente dalle »

col

suo apparecchio apofisario guardato in tre posizioni, staccata da un esemplare prove-

marne mioceniche

è rappresentato in »

E

di Gravitelli.

15 Valva dorsale dell'individuo rappresentato dalla figura 1G,

due

1G Esemplare ben iutiero proveniente dalle marne mioceniche

TAVOLA

Un

1

esemplare proveniente dalle sabbie plioceniche

»

la

Lo

r>

\h

Curva che forma la

stesso in cui è stata rotta il

osserva l'apparecchio apofisario che

la

E

della contrada Rometta.

III.

Cium.

Terebratula grandis.

Figura

in cui si

posizioni.

di

Calabria presso Reggio

(1).

valva ventrale, e venne scoperto l'apparecchio apofisario.

ramo trasversale dell'apparecchio

curva media dovrebbe essere più

stretta,

apofisario. (Si avverte che

conservando

la

tale figura è erronea,

medesima elevazione.)

Terebratnla ampolla {Anomia). Itroccbi.

Figura

2

Un

n

3

Un

esemplare rappresentante

rappresentato

in tre

la varietà

D,

estratto dalla roccia calcarea

F

della contrada Gravitelli, e

diverse posizioni.

individuo proveniente dal medesimo Btrato della contrada S. Filippo presso Messina.

(I) Si è figurato un esemplare calabrese inveci qualche individuo messinese, dappoicchè nel distretto

di

Messina tale specie è

vata.

ti

ricca e

mal eonser-

Figura

Un

4

5 Val

«

da Curva

i

-

esemplare proveniente dalla medesima roccia della contrada Cammari,|che rappresenta la'var. C.

aliro

n

SG

ale coll'apparecchio apofisario, estratta dal calcare pliocenico di S.

doi del

ramo trasversale dell'apparecchio

Tcrehraliiliiia fiuiscardiaua.

.1

Un

6

esemplare rotto,

il

primo che

Filippo inferiore.

apofisario.

Salienza.

rinvenuto nel distretto di Messina, nelle marne giallastre

siasi

E

con-

trada Trapani.

&a Valva dorsale delle

v

stesso coll'apparecchio apofisario rotto.

TAVOLA

IV.

Terebratnla ampolla [Anomia).

Figura

Un esemplare

1

della specie de! Brocchi pertinente alla var.

Brocchi.

15,

estratto dal calcare miocenico

F

della con-

trada Gravitoni.

Imbrattila Sinuosa ìAikhu'ki). Brocchi.

Un Un

P

Eometta, e rappresentato in quattro posizioni.

figura

2

»

3

n

4 Apparecchio apofisario di un esemplare raccolto nelle

«

4
esemplare raccolto nel calcare miocenico altro individuo proveniente dal calcare

Univa

del

L

ramo trasversale dell'apparecchio

di

Rometta, veduto

di

marne

in

quattro diverse posizioni,

giallastre di

Rometta,

delle apofisi.

Terebratnla pedemontana. Lanek.

Figura

5

Un

esemplare raccolto nel calcare

F

di

S

Filippo,

l'

unico rinvenuto sinora noi messinese, disegnato in

cinque diverse posizioni.

Terebratnlina Gniscardiana.

Figura

(5

Un

esemplare d'ignota provenienza (regalo del

rosi

prof.

Segnenza.

G. Guiscardi), che è identico agli esemplari nume

e ben conservati, scoperti recentemente alla contrada Stirpi presso Messina.

TAVOLA

V.

Waldlicimia Davidsoniana. Segnenza.

Figura

1

Un

esemplare proveniente dal calcarlo pliocenico

presso Messina,

di Gravitelli

rappresentato

in

quattro

posizioni. ii

2

Un

altro della

»

8

Un

Individuo

"

1

forma più allungata, che

Apparecchio apofisario attaccato conica

»

medesima provenienza. di

(li

fu raccolto nella

alla valva dorsale di

medesima

roccia.

un esemplare proveniente dalla stessa roccia

plio

Gravitoni, e rappresentato in tro diverse posizioni.

5 Valvola ventrale.

Waldheimia euthyra (Terebratula). Philipp!. Figura

ti

Un

esemplare' di forma tipica rappresentato in due diverse posizioni, proveniente dal calcare miocenico

della contrada

Scoppo presso Messina.

!•'

— Figura

7

Apparecchia apofisaiio di Gravili

8

»

Forma

87



un esemplare che rappresenta una varietà distintissima dol calcano pliocenico

di

l'i.

esteriore della varietà

fì,

rappresentata in quattro posizioni diverse, proveniente dal calcare plio-

cenico di Gravitelli. ^

9

»

10

»

11

n

12

»

13

»

14

Un Un

esemplare

di

forma tipica della medesima provenienza del precedente.

individuo colla fronte più distintamente troncata e colle pieghe più sporgenti, della medesima pro-

venienza.

Un Un

altro che

retta,

Un Un

mostra meno distinte

le

pieghe e più rotondata

per la sua forma depressa e per

le

bone e

le

lamine che sorreggono

i

di

un grande individuo,

denti.

il

roccia.

quale per la sua fronte molto larga e

pieghe hen distinte, costituisce la var. C.

esemplare molto gihhoso, proveniente dal calcare pliocenico

frammento della valva ventrale

medesima

la fronte, raccolto nella

esemplare estratto dalle marne mioceniche presso Rometta,

di Gravitelli.

in cui si

osserva bene la struttura

Proviene dalle marne giallastre mioceniche

di

dell'

am-

Kometta.

Waldlicimia ? depressa. Segucnza.

Figura 15 n

1G

Una valva Una valva

ventrale proveniente dalle marne

E

presso Rometta.

dorsale della medesima provenienza coli' apparecchio delle apofisi rotto.

TAVOLA

VI.

Waldlieimia pelorilana. Seguenza.

Figura

1

Un

esemplare

di

forma tipica rappresentato

in

cinque differenti posizioni, proveniente dal calcare

F

della contrada Gravitelli.

Un

individuo della var. B. della medesima provenienza.

»

2

»

3 Apparecchio apofisaiio,

»

3a Porzione

x

4

»

5 Giovane individuo proveniente dal medesimo calcare miocenici F.

Un Un Un

in

un esemplare raccolto

nel calcare pliocenico di Gravitelli.

del sudetto apparecchio molto ingrandita.

grande esemplare raccolto nel miocenico

D

di Gravitelli,

appartenere

alla Var. C.

propria del calcare pliocenico di Gravitelli.

»

6

>•

7

r

8 Frammento della valva ventrale di un esemplare delle marne mioceniche

esemplare della varietà individuo della Var.

struttura dell' »

9

-

10

Un Un

E

raccolto nel calcario miocenico di S. Filippo inferiore,

umhone, ed

il

difetto delle

E

di

Rometta;

vi si

vede

la

lamine dentarie, uno degli importanti caratteri della specie

esemplare della distintissima varietà F, del calcare pliocenico di Gravitelli. altro individuo

della

medesima varietà

e

provenienza, colle pieghe della valva dorsale appena

visibili.

TAVOLA Terelnalella seplala

Figura

1

Un

esemplare

2

Un

Terebratuta).

l'hilippi.

forma tipica rappresentato in cinque diverse posizioni, raccolto nel calcare miocenico

F

Gravitelli presso Messina.

di »

di

(

VII.

esemplare che rappresenta in tre posizioni

la

var. B, proveniente dal

medesimo

cali-are della con-

trada Scoppo. 3 »

La

var.

4c4J

C

rappresentata da un individuo estratto dal calcare miocenico di Caulinari.

Valva dorsale

di

un esemplare proveniente dalle marne mioceniche

tazioni: dell'apparecchio apofisaiio

ta

La

alquanto rislamato.

porzione cardinale del medesimo apparecchio! ingrandita di molt"

di

Rometta,

colla

rappresen-

— Figura

Un Un Un

5

n

G

»

7

88



esemplare del calcare miocenico di Gravitelli, che rappresenta la var. altro individuo della

medesima provenienza, che spetta

esemplare dello stesso calcare di Gravitelli, che indica

TAVOLA

D

in

quattro diverse posizioni.

alla var. E. il

A

passaggio della var.

alla var.

D.

Vili.

Terehralclla seplata (Terebratuia). Pliilippi.

Figura

Un Un Un

1

*

2

»

3

esemplare rappresentante la var. F, proveniente dalle marne mioceniche di Rometta.

giovane esemplare, raccolto nelle marne

illegeilia

Figura

4,

4u

E

di

Eometta.

individuo della var. G, estratto dalle rocce marnose di S. Filippo.

Un

truncala (Anomia). Linneo.

Var. M. monstruosa (Terebratula). Scacchi.

esemplare, proveniente dalle marne giallastre di Scoppo.

Una valva

medesima provenienza.


ih

»

4e Un'altra valva ventrale molto convessa, raccolta nella medesima roccia alla contrada Trapani.

»

Ad

n

le

della

Un frammento, proveniente da Gravitelli, che mostra l'attacco mediano dell'apparecchio brachiale, Un frammento molto ingrandito, in cui si osserva la punteggiatura, e le papille sporgenti.

llorrisia Davidsoni.

Figura

5

Una

sola valva dorsale rappresentata in

Deslongchatnps.

due posizioni

differenti, raccolta nelle

sabbie pleistoceniche di

Trapani.

Morrisia anomioides (Terebratula). Scacchi.

Figura

6 e 6b

Ga

•'

Un

Le due valve

di

un esemplare

nello

altro esemplare proveniente dalle

marne mioceniche

di

C

di

Rometta.

medesime marne della contrada

S. Filippo.

Argiope cislcllula (Terebratula). Wood.

Figura

7

Un

esemplare raccolto nelle marne mioceniche di Rometta, rappresentato intiero e colle valve disgiunte.

Crania lamellosa. Seguenza

Figura

(1)

8 L'unica valva inferiore che

si

era raccolta nel calcare pliocenico di S. Filippo inferiore.

Recentemente nella medesima contrada da dove

proviene la valva qui rappresentata, abbiamo raccolto varii altri individui, tra

i

(1).

quali due

valve su-

perfori, che sono di

forma molto convessa, alquanti

conica, coll'apice

po' acuto

un

ed eccentrico,

SEQUENZA, Brachiop

terz

messinesi

della

li

Solita]

di Se'

nat Voli Tav

l.b

4a

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1

11

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8a

11

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11.

13

13

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Ssjuema disegnò

Figi- T Teretratula Fig.

vifrea

|

Anomia

j

Born

8-lOTerebratula minor ^(m/i

Fig 11-13

Terebrafula Lyelliana Sequenza.

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SEGUE

N ZA.Brachiop. terz. messinesi

Mem.della

Soc'ital

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1

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Fi£ 1-5 TerebratUla sphenoidea ?Kil. 10

12~ 13

.

Benoitiana Se£

«

Meneghmiana Seg.

"9

Fié- 7

TerebrafWla Michelottiana Se£ elliptica

11 «

14

-16

,

Seé

orbiculata Seg.

Mem.delk Soc'itaLdi Sc!nat.M I.N:IV.TaT.I.

S EG U ENZA, Brachiop.Lerz. messinesi

l.t)

v\

'A

G

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lnUt

Iil.

Fi é

1

Teretratula érandis

Fi§ 2-5 Terebrahila

Blum

ampulla Brocc.

S«6u«nt& dui-tao

SEGUE N Z A, Brachiopferz. messine si

Mem.

della Soc* iL,

I

Ulti

5.b 5 d

4>

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G Sej

I

Fi£ Fi è

1

Terebratula

ampulla

Brocchi zz=^
2_3 Terebratula sinuosa Brocchi

Fi£.5

Terel>ra[ula

Pedemontana Lamk

,,

.

SEQUENZA,

B rachiop. ferz

.

messine Si

.....

Mem.dellaSocMal.diSc'

la

I

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7a LO.a

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Fi£ 1- S Fi£.

Waldkeirma Davidsomana Se£

6-14.Waldkenma

eutliyira PKilippi

Fi4.1S-16 Waldheimia depressa

Se£



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SEGUENZA,

Brachi op ierz messinesi.

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SEGUENZ A,

Brachiop. terz. messinesi

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della SocHfal.di Sc

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rial. Voi.

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